#11. — Londra brucia.

Il mio psichiatra si mostra preoccupato quando gli racconto della mia spedizione punitiva nome in codice Sacro Mestruo e non riesco a stabilire se la sua sia una preoccupazione da bravo professionista, quindi tutto sommato finta e di mestiere, oppure se tema di perdere un cliente. Di fatto è già parecchio tempo che butta male per gli psichiatri dato che tutti quanti sono convinti di essere normali, che è un po’ come dire che mentre la casa va a fuoco durante un terremoto tu te ne stai seduto davanti alla tv con i pop corn a fare binge watching. Lui mi chiede se io non trovi che ci sia una incongruenza tra questo mio desiderio di giustizia privata da Far West e l’aver mandato il Pakistano a ███ ███ con F al posto mio, mi chiede come spiego questa mia predilezione per un gesto violento piuttosto che per uno di piacere e io glielo spiego subito. Gli dico che io provo piacere sulla breve scadenza con le minidosi di dopamina ripetute sui social e sulla lunga scadenza con atti che mi procurano una soddisfazione a lungo termine. Venendo quindi a F e venendo in F io avrei trovato una soddisfazione a breve termine non ripetibile dato che non è che mi si rizzi a comando, quindi dopo il ███ io avrei semplicemente avuto voglia di scappare via o di buttare F fuori dal letto a calci, ammesso che fossimo a letto e non appoggiati al frigo, nel qual caso avrei potuto chiuderla in frigo come punizione per essere riuscita a coinvolgermi in un atto così insensato come quello sessuale. Invece andando a casa dei due ███ █ ███ io avrei poi avuto un senso di giustizia e di maggiore equilibrio nel mondo e questo stato è determinato da induzioni di terrore in due ███ █ ████, insomma un gesto politico che riportato poi dalla cronaca avrebbe rimesso in auge il vecchio Colpirne uno per educarne cento. Lo psichiatra mi fa notare come quel detto e tutte le teorie e pratiche che lo hanno generato sia miseramente fallito e io gli rispondo che Sì, ha ragione, ma io mi diverto. Al che lui esita, toglie la penna dal foglio dove appunta tutto e poi mi chiede se la mia vita sociale sia migliorata, io gli dico che la mia vita sociale è perfetta Non vedo nessuno, a parte il Pakistano. E non le pare poco? Mi chiede. Sì in effetti la perfezione è ancora poco, ma all’onnipotenza ci arrivo, mi dia un po’ di tempo, l’Operazione Sacro Mestruo va giusto in questo senso. E fa sesso? No. Nemmeno si masturba? No, lo trovo faticoso, lo facevo per dormire, ma ora preferisco le benzodiazepine. Che dosaggio? Cinquanta gocce. Ogni sera? No, solo quando non faccio delle lunghe camminate, quelle mi rilassano molto, ma non sempre ho tempo. E non fa fatica a camminare? Senta Coso, camminare è un gesto completo, vado da un posto ad un altro e ritorno, è una missione, ma prendermi in mano █ █████ e ██████ fino a quando ████ mi pare davvero gravoso e insensato per quel poco che si prova. E come si spiega allora che alla maggior parte della gente piaccia così tanto? Col fatto che io dalla maggior parte della gente mi tengo alla larga, come vede tutto torna. Bene, l’ora a nostra disposizione è passata. Gli mollo settanta euro e me ne vado. Anche questa è fatta, nell’ordine dell’equilibrio, della salute mentale e della permanenza in vita. E ora ho voglia di pop corn.