#12. — Junk food.

Sto camminando da un’ora e sono arrivato in un quartiere che non conosco, mi pare che qua la gente se la passi bene, meglio che dalle mie parti, e spero che una pattuglia della polizia non mi fermi per chiedermi che ci faccio lì, tutte le villette hanno un giardino e in ogni giardino c’è un acero giapponese, insomma, tutti hanno la loro macchia rossa sul verde, a volte minuscola, altre lussureggiante, lusso e lussuria, due cose molto lontane da me, due cose di cui so per sentito dire. Tutti, dietro alle ringhiere, hanno un cane brutto che appena mi vede mi fissa e solo dopo qualche secondo parte ad abbaiare, pare lo facciano più per giustificare ai padroni la loro presenza che per loro necessità, convinzione o fastidio, una questione di convenienza insomma, e infatti smettono subito e non mi danno noia. La maggior parte della gente che non frequento è il cane di qualcuno, per questo non li frequento, anche se per questo non penso nulla di negativo sul loro conto, solo preferisco non sentirli abbaiare quando cercano di dimostrare la loro esistenza in vita, il loro valore e la loro funzione in nome di una convenzionale dose di autostima di cui hanno quotidiano bisogno. Svolto a sinistra radente a una ringhiera grigia e mi trovo davanti a una Mercedes nera col motore acceso e la portiera lato guidatore aperta, nella via ci sono solo io e il cancello davanti al quale sta ferma la vettura è chiuso, molto probabilmente il padrone è entrato in casa perché ha dimenticato qualcosa e il cancello si è richiuso automaticamente, una sciocchezza se non passa nessuno, una sciocchezza se non passa uno come me che salgo sulla macchina e parto. Non ho mai rubato una macchina e non so come si faccia a rubare una macchina, infatti mi rendo conto che al momento la sto solo trasferendo in un altro posto, ma non saprei come fare per rivenderla e farci dei soldi. Cerco di immaginare le possibilità, potrei telefonare al Pakistano per capire se lui ne sa qualcosa, ma mi strema l’idea di una spiegazione troppo lunga, e poi comunque dovrei, credo, stare attento a un sacco di cose, la macchina avrà sicuramente un GPS che già sta dicendo al padrone dove mi trovo in questo esatto momento, sempre che il padrone non sia ancora in casa che cerca la cosa dimenticata, insomma, alla fine l’idea del furto mi pare complicata così decido solo di spostare la macchina. Svolto verso la periferia e mi inoltro nella campagna fino a quando non trovo un fosso con nessuno in giro, nemmeno contadini affaccendati all’orizzonte nei campi, quindi parcheggio vicino al fossato e ci spingo dentro la macchina che fila giù con un frush d’erba e si ferma con un pomf d’acqua, poi chiamo Uber e dato che non so dove sono gli mando la mia posizione con un messaggio mentre inizio a camminare verso la città, il taxi dovrebbe arrivare da qua e quando lo vedo gli faccio un cenno con la mano. Infatti va così e nel giro di tre quarti d’ora sono di nuovo a casa. Ho voglia di patatine e una Coca.

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