#21. — Accendi il mio fuoco

Sono su questa poltrona che non ho pagato io, in questo appartamento dove non abito, il cadavere del primo tizio tagliato a pezzi sta a terra, l’ho svuotato fuori dalla valigia appena arrivato nell’appartamento del secondo tizio, questo appartamento, con A, non ricordo il nome che ho dato all’operazione, ma A aveva deciso di aiutarmi e ora è a terra morta accanto al cadavere del secondo tizio, io sto fumando una sigaretta e mi sta facendo male, il fumo mi fa tossire e ogni volta che mi entra nei polmoni mi fa girare la testa, soffocare, palpitare il cuore in modo sgradevole, come fossi inseguito da un assassino, da una diagnosi maligna, come mi avesse detto che lei non mi ama quando ancora credevo nell’amore, so che dietro di me tutte le finestre sono infestate da cavallette e polline, so che siamo nel cuore della notte, ma che la notte non durerà per sempre, so che se rimango qui mi troveranno, che se esco facendomi vedere mi cattureranno, le sigarette erano sul tavolo e ne ho presa una, automaticamente, l’accendino era accanto, l’ho preso in mano e l’ho osservato come si fa con i pezzi di ambra, con attenzione, come mi dovesse dire qualcosa, come mi potesse spiegare tutto, non mi ricordo come siano andate le cose, ma so perfettamente cosa è successo, solo che se ci penso tutto quanto si affastella nello stesso punto e impedisce al pensiero di muoversi, di collocare, di definire, di spiegare, di raccontare, tutto è presente nello stesso momento come un muro reale e vastissimo e pesante e sprofondato a terra in maniera eterna, impronunciabile, così non me lo posso dire, immagino che prima o poi mi alzerò, per nessun motivo in particolare, non certo per non farmi prendere dalla polizia, non certo per sfuggire al carcere o al reparto psichiatrico, ad un certo punto mi alzerò e andrò in bagno, mi toglierò di dosso i vestiti fradici di sangue, di quello dei due tizi, del sangue di A, e poi mi farò una doccia, troverò dei vestiti nell’armadio e tornerò a casa, so che lo farò e mentre lo so getto con uno scatto il mozzicone acceso di sigaretta contro la tenda che va a fuoco, e questo è geniale, è chiaro che ora farò tutto molto in fretta.

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