#60.- Riduzione dell’artefatto

Su tutte e quattro le pareti le telecamere sono puntate su di me, io sono in onda, apro le braccia come fossi crocefisso e guardo in altro, hanno raddoppiato le telecamere, la sensazione più forte non sta nel non capire cosa sia accaduto e cosa stia succedendo, la sensazione più forte è una grande commozione che mi prende il petto e come un uncino mi si infila nella trachea e nelle giugulari, a determinare un respiro largo per poi salire agli occhi, che si bagnano e piango, perché è chiaro che facendo solo quello che dovevo fare, nella libertà che ho deciso per me, nella libertà che coincide col non avere scelta, in tutto questo, io, se sono qui, ho vinto, e guardo le telecamere girando su me stesso, gli utenti possono vedermi da tutte le angolazioni in cui sono fissate le telecamere, e io giro su me stesso senza dire una parola, sono tornato ed è evidente, e rimango in onda per un minuto e venti secondi, e poi me ne vado, Non chiudete la trasmissione, mandate in onda la stanza vuota, sono tornato.

Cosa è quella cosa che ti esce dal naso? Mi chiede A, Mi stanno nutrendo a forza, Ti sei divertito durante la Missione del Sacro Mestruo? Credo sia quello il divertimento, fare una cosa sensata, fare cose sensate, andare oltre di un passo, Ma ora ti stanno cercando e non sappiamo bene quanti siano, Sicuramente i due che abbiamo ammazzato erano dello Stivale, e poi anche il Governo mi vuole morto, tutti hanno le loro buone ragioni e io ho le mie, e qualcuno vince e qualcuno perde, come mai sono qui? Non mi hanno condannato a morte?

Il giudice strillava come un’anatra presa a randellate, Portatelo via, ma nessuno si muoveva, le guardie ti lasciavano in piedi nella stanza del Tribunale e nessuno faceva niente, così ad un certo punto tu hai guardato il Giudice, gli hai augurato una buona giornata e te ne sei andato, sei uscito dal Palazzo di Giustizia e sei tornato a casa tua, dove poco dopo ti ha raggiunto XY, E dov’è lei ora? Questo non lo so, ma sicuramente io non sono qui, Sì, lo so, sei morta, Per questo non ti ho detto niente della tua condanna quando eri sulla strada di panna, Noi siamo amici, dico ad A, Oramai per sempre, dice lei, non posso più fare niente per deluderti e tu puoi fare qualsiasi cosa, sei un uomo, non mi puoi più deludere, quindi è per sempre.

Mi sveglio nel mio letto e mi fa male il naso, tocco la narice sinistra, che mi fa più male, e con la punta delle dita tolgo delle crosticine di sangue, accanto a me XY si sveglia, Come ne sono uscito? Le chiedo, Ti sei svegliato, dice lei, Definitivamente credo, dice, io la guardo e non so cosa intenda dire, ma mi sento bene.

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