#70.- Click

Chi è lei? Mi chiede XY quando entro in casa con J e io dico a J di presentarsi a XY e loro dicono i loro nomi e si stringono la mano, loro dicono due nomi che subito dimentico, ma XY non pare contenta.

Immagina una pistola, o comunque un’arma da fuoco molto potente, o solamente un’arma molto potente, che possa generare molta devastazione, o molto dolore, e considera tutto quel territorio post atomico senza giudicarlo, in modo che possa rappresentare anche l’esatto contrario, una verdeggiante prateria d’amore, un mare spumeggiante di bene, cose banalmente enormi per quanto vere, e tieni presente solo la dinamica dell’arma da fuoco, dell’arma, del gesto.

Io non c’entro, io non conto niente, io non ci sono, io ti racconto e basta, fai finta che ci sia il vento e di capire che ti sta dicendo una cosa, fingi di comprendere il suo linguaggio e cancellami.

La donna prende in mano la pistola e stringe saldamente il calcio, questa è volontà, la pallottola, i missili, la bomba atomica hanno una loro volontà, ma è una volontà sottomessa ad un’altra, quella della donna che tiene la pistola in mano.

Esiste una dinamica di energie e di luoghi dove queste potenze si accumulano, a volte per non esprimersi mai, tutte le miniere d’oro mai scoperte, tutti i capolavori scritti e rimasti nei cassetti, tutte le parole d’amore che non sono mai state pronunciate.

Tutte queste energie sono complesse, hanno dinamiche complicate e dialettiche, hanno un seguito, scatenano altre energie ed altre dinamiche, promuovono silenzi di accumulo o risposte vocianti, modulate con calma o efferatezza, queste energie fanno il giorno e la notte, fanno tutte le differenze.

Ma la donna tiene la pistola saldamente in pugno e appoggia il dito al grilletto, è una volontà semplice e leggera, non evita nulla, non dice no, non è indifferente, il suo è un sì, meno faticoso che abbassare la maniglia di una porta aperta, una affermazione solo pensata, il dito che preme, un semplice click.

Quindi non mi chiedere chi sia J e perché sia qui, io non lo so, ma lei ha visto danzare i miei mostri dal primo istante in cui sono entrato nel suo campo visivo, ed era tanto spaventata da negare tutto, per non ammettere d’un tratto di essere impazzita, e tanto pazza da non poter fare a meno di alzarsi, lasciare il suo ragazzo, cercarmi e raggiungermi, e ora è qui e qui rimane, hai notizie del Pakistano? L’ho sentito al telefono, vuole fare una tournée con te.

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