Benessere e stili di vita, dalla palestra alla tavola

Crpiemonte
Jul 10, 2017 · 11 min read

UNA PROPOSTA DI LEGGE PRESENTATA IN CONSIGLIO REGIONALE VALORIZZA L’ATTIVITÀ FISICA E LA CORRETTA ALIMENTAZIONE

di Daniela Roselli

Salutisti esasperati e fanatici della dieta? Divoratori di cibo spazzatura e sedentari assoluti? Né gli uni né gli altri. In tutto, si sa, l’equilibrio non guasta. Un immaginario passaporto da “cittadino modello” dovrebbe registrare, tra i dati di identificazione, anche lo stile di vita, almeno per quanto riguarda alimentazione e attività motoria. Due aspetti che si rivelano, in relazione tra loro, sempre più decisivi nella costruzione di una società sana ed equilibrata in senso medico e sociale, modellata su una cultura del benessere psico-fisico.

Una società tale da contribuire alla felicità e alla buona salute delle persone e, al tempo stesso, alla riduzione dei costi sanitari che gravano sulle casse pubbliche. Rammentare il mens sana in corpore sano di latina memoria sarà pure trito e ritrito, ma gli antichi spesso ci azzeccavano. E, suffragato da studi scientifici e sociali, il vecchio detto si rivela quanto mai attuale. Sì, perché la società dell’opulenza dei nostri giorni necessita di regole e comportamenti vitali per i singoli come per la collettività.

Così, per distogliere i più incauti da diete fai da te, sovralimentazione o abitudini sedentarie il ruolo delle istituzioni è fondamentale ma soprattutto salutare, nel vero significato del termine, per favorire una condotta misurata e consapevole.

Informazione e sensibilizzazione: ecco le due armi messe in campo dal Consiglio regionale grazie alla proposta di legge n. 231, “Iniziative finalizzate al benessere sociale attraverso l’esercizio fisico strutturato e adattato. Istituzione dei Percorsi e delle Palestre salute, degli Stati Generali dello sport e del benessere e istituzione della Settimana regionale dello sport e del benessere”.

“L’esercizio fisico — sostiene Davide Gariglio (Pd), relatore di maggioranza della proposta di legge — come terapia e riabilitazione per le persone affette da patologie croniche ma anche per i soggetti a rischio per i quali l’attività sportiva mirata rappresenta una riconosciuta e utilissima forma di prevenzione. È questo, in sintesi, il contenuto della proposta di legge, un’idea già messa in pratica, in via sperimentale, in Emilia Romagna e anche in Veneto, partendo dal presupposto che lo sport possa essere uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica e, nello stesso tempo, un contenimento della spesa sanitaria legata alla cura di patologie come il diabete, l’obesità, l’ipertensione e le malattie neurologiche. Chi ne soffre, grazie a questo progetto, potrà curarsi non solo con i farmaci, ma anche attraverso un’attività sportiva mirata, prescritta dal medico di base e praticata in strutture accreditate. È una proposta trasversale a tutte le forze politiche in Consiglio regionale e sarà un ulteriore tassello nella promozione dei corretti stili di vita che la Regione sta portando avanti in questa legislatura”.

“Credo che lo sport insegni molto — evidenzia Francesca Frediani (M5s), relatrice di minoranza — ‘puoi essere grande se è grande anche il team che è intorno a te’ disse il regista Ken Loach in un’intervista rilasciata a Repubblica il 4 aprile 2009. Partendo da tale concetto apprezziamo le finalità di questa legge e riteniamo importante sensibilizzare la cittadinanza e il personale qualificato sull’importanza di prevenzione, cura, riabilitazione e su una visione complessiva dello sport. Non solo come disciplina ma anche sotto il profilo sociale, aggregativo ed educativo. La Regione, ora, ha il dovere di garantire adeguate risorse finanziarie per portare avanti il progetto. I limiti maggiori, per esempio, potrebbero essere quelli di definire i rapporti, garantendo il necessario supporto, con le istituzioni scolastiche che hanno il compito di insegnare questi valori alle nuove generazioni”.

“Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità — sottolinea il consigliere Gianluca Vignale (Mns), tra i relatori del progetto di legge — l’inattività fisica rappresenta il quarto fattore di rischio per la mortalità e recenti dati Istat dimostrano che in Italia oltre ventitre milioni di persone non svolgono attività sportiva, soprattutto per impossibilità economica. Tutto ciò evidenzia quanto sia necessario un intervento istituzionale e grazie a questo testo di legge il Piemonte potrà essere capofila nel considerare lo sport come uno strumento di terapia e prevenzione, creando una rete tra soggetti privati e pubblici, finalizzata alla tutela della salute e alla diffusione di uno stile di vita e di una cultura della corretta e sana alimentazione”. n

“Attività fisica, farmaco a costo zero”

intervista a Mauro Laus presidente del Consiglio regionale, primo firmatario della proposta di legge su sport e benessere

Come nasce questa proposta di legge?

È dovere delle istituzioni creare le condizioni affinché ciò che la letteratura scientifica e la medicina ci hanno rivelato ormai da tempo, venga messo in pratica per tutelare la salute dei cittadini. Fare attività sportiva previene determinate patologie ed è dimostrato possa diventare parte integrante della terapia per la guarigione. Chi fa attività fisica con una certa costanza tende ad ammalarsi meno e a vivere più a lungo e meglio.

Per questi motivi il Consiglio regionale ha ritenuto doveroso adottare un approccio preventivo, consapevole e responsabile, tentando di dare concretezza, anche sul piano legislativo, all’idea che il bene più prezioso che abbiamo è la salute e che ciascuno di noi può contribuire a preservarla.

Si parla quindi di una terapia del movimento per ridurre i farmaci?

Tra la scarsa consapevolezza di quanto davvero l’attività motoria possa favorire la prevenzione e le difficoltà oggettive di accesso a servizi su misura, succede che in Piemonte, come nella gran parte del Paese, questa domanda di salute fatichi a trovare da parte delle istituzioni una risposta che sia realmente efficace. Per questo si è resa necessaria una proposta di legge, condivisa in modo trasversale da tutte le forze politiche, per istituire le ‘Palestre della salute e del benessere’: un testo grazie al quale l’attività fisica e la sua somministrazione godranno di dignità terapeutica al pari di un farmaco.

Si tratterà di vere e proprie palestre, spazi dedicati alle attività sportive di cura e di trattamento di determinate patologie, accessibili a tutti con una semplice impegnativa firmata dal medico di base. La prescrizione dell’esercizio fisico si trasforma così in strumento di prevenzione e terapia da praticare in strutture, pubbliche o private, accreditate dalle Asl, per la guarigione o quantomeno per il recupero delle migliori condizioni di benessere psico-fisico dei pazienti affetti da determinate patologie croniche.

Un successo per il Piemonte, che si schiera in prima linea per la prevenzione e la riabilitazione.

Con la futura approvazione di questa legge la Regione Piemonte non solo riconosce e promuove l’attività motoria e sportiva quale strumento di realizzazione del diritto alla salute per la prevenzione in ambito sanitario e per la terapia e la riabilitazione di determinate patologie croniche, ma avvia una vera e propria rivoluzione culturale che ha l’ambizione, attraverso la messa in rete di tutti i soggetti, istituzionali e non, che a vario titolo concorrono alla promozione della salute, di far confluire sul comune terreno della prevenzione primaria e del benessere Sanità e Sport.

Un’attività regolare favoriscel’equilibrio psico-fisico

IL PIANO DI PREVENZIONE DELLA REGIONE COMPRENDE PROGRAMMI MIRATI DI ATTIVITÀ MOTORIE PER GIOVANI E ADULTI

di Mara Anastasia

L’attività fisica garantisce il benessere di corpo e spirito e favorisce un sano equilibrio dell’organismo, che previene molte malattie. Oggi la maggior parte dei medici è profondamente convinta di questa realtà, soprattutto per prevenire o curare patologie come l’emicrania, i dolori articolari, i problemi cardiocircolatori o la depressione. Camminata veloce, corsa, nuoto, ginnastica dolce, yoga, sono attività che, praticate in maniera non agonistica, garantiscono di poter combattere gli effetti di giornate sempre più vorticose, senza tempo per se stessi e cariche di stress. La bella notizia poi è che non c’è bisogno di essere un atleta o di praticare attività prettamente sportive: per essere fisicamente attivi sono sufficienti semplici movimenti che fanno parte della vita di tutti i giorni, come il camminare.

In ogni momento della giornata ci può essere l’occasione per fare movimento: percorrendo a piedi la strada per andare al lavoro e a scuola, quando si fa la spesa, le pulizie, quando si accompagnano i bambini alle loro attività extrascolastiche, durante le vacanze. Trasformando le normali attività quotidiane in un pretesto per fare un po’ di esercizio, certamente vi muoverete più di quanto possiate pensare.

Che lo sport sia entrato nel tempio della medicina ufficiale lo dimostrano non solo le prescrizioni degli specialisti, ma anche il fatto che la lotta a favore di uno stile di vita più attivo sia inserita anche nel piano triennale della prevenzione, che indica i programmi, gli obiettivi e le azioni da intraprendere nel quadriennio 2014–2018. Del resto, la maggior parte delle malattie croniche è da ricondurre a fattori di rischio comuni e modificabili: in particolare la sedentarietà che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è causa di quasi due milioni di decessi a livello globale ed è divenuta una caratteristica dominante dello stile di vita dei Paesi ricchi e anche dei Paesi in via di sviluppo. Incrementare il livello di attività fisica non è dunque un problema individuale, ma sociale, ed è al centro delle strategie di prevenzione, in particolare del programma nazionale “Guadagnare salute”.

Rete attività fisica Piemonte

A partire dalle azioni realizzate con i precedenti Piani — come, per esempio, l’analisi delle iniziative di promozione della salute, e nello specifico dell’attività fisica, attuate nei territori locali non solo dalla Sanità, e la costruzione di un repertorio di strumenti quanti e qualitativi per attuare interventi sul territorio — gli obiettivi che si intendono ora perseguire sono la diffusione della ‘Carta di Toronto per la promozione dell’attività fisica’; la messa a disposizione di strumenti di progettazione e di valutazione per i ‘walking programs’ il consolidamento e la messa a sistema, sul territorio regionale, dei progetti di ‘walking programs’ e in particolare dei gruppi di cammino per gli over64.

La Regione Piemonte inoltre aderisce a due progetti del Ccm (Centro controllo malattie) del Ministero: ‘Promozione attività motoria e gruppi di cammino’ (capofila: Regione Veneto) e ‘Promozione dell’attività fisica — Azioni per una vita in salute’ (capofila: Regione Emilia Romagna).

Vista la necessità di collegare operativamente i due progetti e di coordinare l’azione dei diversi servizi delle Aziende sanitarie che interagiscono rispetto al tema dell’attività fisica, nel 2009 si è costituita la Rete attività fisica Piemonte (Rap) per la promozione dell’attività fisica sul territorio regionale. La Rap è un luogo virtuale di incontro e confronto di conoscenze ed esperienze sul tema specifico; ogni Asl ha individuato un referente aziendale che definisce strategie, promuove e coordina interventi volti a promuovere una sana attività fisica nei diversi gruppi di popolazione, anche in collegamento con azioni relative ad altri stili di vita salutari. Così la rete ha proseguito la propria attività anche dopo la conclusione degli specifici progetti per cui era nata, occupandosi di altri programmi e iniziative.

Camminare sui sentieri del benessere

Sono diverse le buone pratiche che vengono sperimentate nelle Asl piemontesi per promuovere un maggior benessere fisico. Una di queste è il pluripremiato ‘Camminare sui sentieri del benessere’, che offre alla popolazione adulta — in particolare alle persone più sedentarie e affette da patologie esercizio sensibili — la possibilità di incrementare la propria attività fisica attraverso la pratica del nordic walking. In questa iniziativa, dell’Asl Torino 4, sono coinvolte le amministrazioni comunali locali, le società sportive e le associazioni del territorio e l’Università degli Studi di Torino (corso di laurea in Scienze infermieristiche). Il progetto, dopo l’esperienza — tuttora attiva — del Campus del Cammino nel Parco della Polveriera di Ivrea, è stato replicato, su richiesta dei Comuni, a Rivarolo e a Castellamonte, ed è in corso di attivazione in altri Comuni. Si vuole così favorire la realizzazione di corsi e il mantenimento di percorsi di nordic walking accessibili e diffusi sul territorio, per costituire e mantenere attivi gruppi di praticanti.

Sport per adolescenti

Nell’AslTO2 sono stati invece coinvolti gli adolescenti con Sport.Sano la salute, per indurre nei giovani con uno stile di vita sedentario o comunque scarsamente disponibile all’attività fisica la modifica del comportamento attraverso una maggiore pratica dello sport e l’utilizzo degli impianti e delle strutture sportive. Il progetto si è articolato in una serie di fasi per: sviluppare, attraverso interventi mirati nelle scuole, la propensione e la disponibilità al cambiamento, coinvolgere attivamente gli studenti nella costruzione di modelli comunicativi efficaci e facilitare l’accesso a risorse sportive.

L’importanza di mangiare sano

I progetti interessano anche gli operatori della sanità e mirano a diffondere uno stile di vita non solo più attivo, ma anche più sano dal punto di vista dell’alimentazione. Ad Alessandria, ad esempio, è in atto il progetto ‘Corri…al lavoro’, che punta ad aumentare il numero di persone in grado di comporre un pasto nutrizionalmente corretto e di incrementare l’attività motoria (almeno l’uso delle scale). Principali attività previste: focus group per l’identificazione dei bisogni; corso e incontro di informazione e formazione; elaborazione e predisposizione di pieghevoli informativi su sana alimentazione e attività fisica; risistemazione e predisposizione di vano scale, realizzazione video e cartelloni informativi da proiettare e da apporre lungo le scale e vicino agli ascensori per incrementare nei dipendenti l’utilizzo delle scale.

A scuola torna la Settimana dello sport

Ad amare l’attività fisica si inizia da piccoli, quando tutto sembra ancora un gioco e si è particolarmente portati al movimento. Per questo lo scorso anno è stata istituita nelle scuole ‘La settimana dello sport’: quattro giorni interamente dedicati all’esercizio fisico, in cui gli allievi delle scuole aderenti hanno potuto cimentarsi in sport mai provati prima, soprattutto in montagna.

Il riscontro positivo è stato tale che l’iniziativa verrà riproposta anche quest’anno. Sarà quindi mantenuta la settimana di vacanza aggiuntiva a Carnevale e l’invito alle istituzioni scolastiche, nel rispetto della propria autonomia, a concentrare in tre giornate le attività formative integrative in materia di sport e benessere. Si conferma così l’iniziativa, che nello scorso febbraio è stata realizzata in collaborazione tra gli Assessorati regionali all’Istruzione, al Turismo e allo Sport, gli enti regionali di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dall’Arpiet (Associazione regionale piemontese delle imprese esercenti trasporto a fune in concessione) con l’obiettivo di promuovere il turismo invernale e le attività, teoriche e pratiche, legate allo sport e al benessere.

Una sperimentazione, ricorda l’assessora all’Istruzione Gianna Pentenero, “che ha permesso a molti ragazzi che non avevano mai sciato prima di trascorrere una giornata sulle piste da sci o di praticare altri sport a scuola”.

Musica rap per la ricerca

DURANTE LA PARTITA DEL CUORE PREMIATI I RAGAZZI VINCITORI DEL CONCORSO

di Elena Maccanti

È sceso in campo anche il Consiglio regionale del Piemonte a fianco della Partita del Cuore, che quest’anno è tornata a Torino il 30 maggio per la raccolta fondi a sostegno della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro e della Fondazione Telethon.

Sul prato dello Juventus Stadium, nel pre-partita tra la Nazionale italiana cantanti e i Campioni per la ricerca, si sono infatti esibiti i giovani piemontesi vincitori di “Un cuore rap”, il concorso rivolto agli studenti delle classi medie e superiori del Piemonte bandito dal Consiglio regionale attraverso gli Stati generali dello sport e del benessere e la Consulta giovani.

“Promuovere la consapevolezza di quanto importante sia la ricerca e la prevenzione — ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus — accomuna la mission degli Stati generali dello sport e del benessere con quella dell’associazione Partita del Cuore. Per questo, nell’ottica di creare iniziative che amplifichino la sensibilità su questi temi, il Consiglio regionale si è inserito in questo importante appuntamento promuovendo un bando di concorso per giovani rapper”.

Sono 133 gli studenti che hanno partecipato al bando, presentando 34 video che sono stati valutati da una giuria composta da cantanti della Partita del Cuore e da rappresentanti del mondo della ricerca scientifica.

Partita del Cuore, solidarietà, donare, ricerca, sport, salute, stili di vita e benessere le parole chiave che dovevano essere utilizzate nel testo della canzone. Il vincitore del primo premio per le scuole medie se l’è aggiudicato Massimo Pellegrino, dell’Istituto comprensivo Beppe Fenoglio di Bagnolo Piemonte (Cn) con una toccante canzone dedicata a un compagno di scuola che ha vinto la sua partita più importante, quella con la vita. Per le scuole superiori ha invece vinto Andrea Colonese, dell’Istituto Erasmo da Rotterdam di Nichelino (To), con una canzone di ottimismo e speranza dal titolo “Tutto può cambiare per un cuore rap”.

“Una bellissima manifestazione — ha commentato Giorgio Bertola, consigliere delegato alla Consulta giovani — che ha abbinato lo sport e l’attività fisica con la solidarietà, un’iniziativa realizzata in collaborazione con la Consulta giovani e le scuole per veicolare valori della solidarietà, della salute, dell’attività fisica”.

“È compito della politica e delle istituzioni — ha concluso Laus — investire sui giovani, sul loro talento e sulla loro consapevolezza per diffondere buone pratiche e corretti stili di vita. Il nostro obiettivo è che siano proprio i ragazzi ad avviare questa contaminazione culturale con genitori e adulti spiegando l’importanza di mantenersi in salute facendo costante attività fisica, unico farmaco a costo zero su cui occorre investire per il futuro”. Il concorso è stato presentato anche al Salone del Libro, con la partecipazione delle classi vincitrici.

Notizie 1–2/2017

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