Investimenti, ora si riparte

Crpiemonte
Jul 10, 2017 · 13 min read

GRAZIE ALL’USCITA DAL PIANO DI RIENTRO DELLA SANITÀ, MAGGIORI RISORSE PER LO SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DEL PIEMONTE

di Alessandro Bruno e Giovanni Monaco

Rafforzamento degli investimenti, mantenimento delle capacità di spesa su politiche fondamentali come il diritto allo studio e il sociale, ovvero ciò che fa crescere il Piemonte e lo protegge, senza aumentare la pressione fiscale. Sono queste le caratteristiche principali del bilancio di previsione 2017 della Regione Piemonte, basato su un budget complessivo di 12 miliardi di euro, di cui 8 destinati al settore sanitario. Questo in sintesi il bilancio di previsione finanziario 2017–19.

La discussione nell’Aula del Consiglio regionale ha portato a 63 milioni di nuovi investimenti per il Piemonte. È il frutto del lavoro svolto dai consiglieri insieme con l’assessore al Bilancio Aldo Reschigna, che ha recepito prima in Commissione, poi in Aula, alcune delle istanze provenienti da maggioranza e opposizione. In tutto, il documento, sommando gli investimenti già previsti nel testo di Giunta, consentirà di assicurare un totale di 100 milioni di euro di investimenti aggiuntivi rispetto allo scorso anno, anche grazie all’uscita dal Piano di rientro dei debiti della sanità.

I principali contenuti

Tra gli emendamenti, che hanno tenuto conto dell’andamento del dibattito in Aula e delle richieste provenienti dai vari gruppi politici, ecco alcuni capitoli che si descrivono in forma di riepilogo: 100mila euro per finanziare la legge sulla tutela del patrimonio e delle minoranze linguistiche; 250mila, aggiuntivi ai 500mila già inseriti nel bilancio, per incrementare le risorse disponibili per l’Arai, Agenzia regionale per le adozioni internazionali, che non soffrirà alcuna diminuzione rispetto allo scorso bilancio; un milione di euro per sovvenzionare il fondo sociale per la morosità incolpevole degli inquilini dell’edilizia sociale (che si aggiunge ai 4 già previsti); un milione, ai sensi della legge regionale n. 23/2004, per i programmi di capitalizzazione delle cooperative di produzione e lavoro che fanno investimenti; 275mila per le obbligazioni derivanti dalla legge per la ristrutturazione dello Stadio Filadelfia dove giocava il Grande Torino; 8 milioni per il fondo degli investimenti a favore del turismo invernale; 250mila per le Pro loco (che raddoppia quanto già iscritto nel bilancio in discussione); 20mila per il Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e il Museo regionale dell’emigrazione dei piemontesi nel mondo di Frossasco (To); 100mila per l’aggiornamento delle centraline destinate a misurare la qualità dell’aria (per avere il monitoraggio in tempo reale); 200mila per finanziare un voucher di 15 euro per i minorenni che volessero acquistare libri negli stand del Salone internazionale del libro di Torino o all’undicesima edizione di Portici di carta; 50 mila per la valorizzazione storica dei luoghi simbolo della Guerra di Liberazione.

Contributi alle opere pubbliche

Oltre a queste voci tra le altre più significative vi è uno stanziamento di oltre 25 milioni di euro agli Enti locali per interventi su cimiteri, illuminazione, strade e manutenzione straordinaria, opere di edilizia scolastica e in ambito culturale e turistico, recupero a fini locativi di immobili da parte delle Agenzie territoriali per la casa e di Enti locali e dei loro Consorzi con finalità socio-assistenziali; per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici e per il recupero del dissesto idrogeologico.

Cultura, sistema neve, strade

Più di 21 milioni per finanziare le borse di studio universitarie, ai quali si aggiungono altri 3 milioni sempre destinati all’Edisu per investimenti su aule e residenze; 23 milioni per rinnovare il parco rotabile dei mezzi per il trasporto pubblico locale; 12 milioni per la sistemazione e la manutenzione delle strade (tramite l’attivazione di un bando che avrà come criterio prioritario la realizzazione di interventi urgenti che possano essere effettuati e rendicontati entro la fine dell’anno); ulteriori risorse per le strade provinciali, ed in via prioritaria a quelle che verranno riclassificate e torneranno alla gestione Anas, finanziati con 45 milioni prelevati dai Fondi di sviluppo e coesione.

Aziende agricole bio e Pro loco

Previsto un finanziamento fino a 7 milioni alle aziende agricole biologiche che non avevano ottenuto precedentemente fondi pur rispettando i requisiti dei bandi dei Piani di sviluppo rurale dal 2007 al 2020; 5 milioni per il sistema neve, destinati soprattutto alle stazioni sciistiche più piccole; 250mila euro a sostegno delle attività delle Pro loco; un milione per la capitalizzazione delle cooperative che decidono di fare investimenti; 140mila euro a favore dei gestori degli Ecomusei; un incremento di ulteriori 500mila euro allo stanziamento di 796mila euro del Ministero delle Infrastrutture, nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale per lo sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali presentati dagli Enti locali.

Livelli essenziali di assistenza

Da sottolineare anche il tema degli extra Lea (Livelli essenziali di assistenza, cioè prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini) dove si è trovato un equilibrio mettendo a carico della sanità 31 milioni, mentre 39 rimangono sulle politiche sociali. Dei 39 milioni, 20 sono dedicati al contrasto del disagio mentale.

Quest’anno la parte del finanziamento al diritto allo studio risulta particolarmente impegnativa perché passando al sistema dei voucher, di fatto sul bilancio si devono iscrivere le risorse necessarie per gli anni scolastici 2016–17 e 2017–18 per un totale di 24 milioni.

Il dibattito in Aula

Sono state diverse le dichiarazioni di voto da parte dei consiglieri, in sintesi ecco cosa hanno detto i capigruppo.

Ha preso per primo la parola Davide Gariglio (Pd), affermando che “rimediare ai guasti del passato, di cui tutti possono avere responsabilità, era la missione al centro di questo bilancio. Credo che quanto fatto debba essere apprezzato: pagare i propri debiti non è solo un’esigenza etica, ma è anche un fattore di sviluppo. Oggi possiamo dire di essere fuori dal tunnel, si tiene in piedi la macchina regionale e al contempo si creano le condizioni per dare risorse alla nostra comunità. I tagli non sono lineari, ma sono scelte politiche con l’obiettivo di sostenere alcuni settori strategici, tra questi: università, politiche sociali, fondo sociale e trasporto pubblico locale”.

Secondo Marco Grimaldi (Sel) con questo bilancio “abbiamo rimesso in moto l’ascensore sociale garantendo il 100% delle borse di studio. L’altra bella notizia è il milione di euro che abbiamo trovato per la morosità incolpevole, che così raggiunge quota 5 milioni per rimettere a norma mille appartamenti da far assegnare dalle Atc. Con cura ci stiamo occupando di tante piccole ma importanti cose”.

È quindi intervenuto Maurizio Marrone (Fdl): “Ringrazio Chiamparino — ha detto il consigliere — perché riusciremo con le risorse regionali a formare le classi dirigenti che andranno a lavorare altrove o all’estero, visto che le aziende continuano a chiudere e a delocalizzare. Vorrei sapere dove sono finite la no-tax area e le altre misure di rilancio economico promesse in campagna elettorale. Mi pare che il presidente Chiamparino stia andando avanti con il divide et impera, nemmeno la maggioranza si è vista e sentita e l’opposizione — faccio anche il mea culpa — le ha reso facilissimo il compito di uomo solo al comando, con piccoli accordi e con la concordia istituzionale”.

Secondo Gianna Gancia (Lega Nord), invece, “Chiamparino parla di responsabilità. L’allegra compagnia è quella di Renzi, che ha tentato di inserire di nascosto un emendamento da 97 milioni per il golf nel salva banche. Poi la Lega ha sventato questa vergogna, ma loro la metteranno nella manovra di primavera”.

“Considero l’intervento di Chiamparino propagandistico — ha affermato Gilberto Pichetto (FI) — perché Il Piano di sviluppo rurale (Psr) mandato a Bruxelles ha avuto 824 richieste di modifica, ed era il suo Psr. Penso tuttavia che una serie di iniziative che si stanno portando avanti possa essere condivisibile, ma si poteva fare uno sforzo in più: si doveva sburocratizzare e facilitare l’economia. Abbiamo una situazione stagnante e serve un cambio di passo. Se Milano ha 42mila euro di reddito procapite e noi siamo al 30% in meno, è chiaro che qualcosa non funziona. Infine trovo improvvisata la scelta della tassa sul rumore per gli aeromobili”.

Per Gian Luca Vignale (Msn) “a sentire il presidente si direbbe che questa Giunta abbia trovato una situazione disastrosa e l’abbia risanata, ma non è così: il processo di risanamento era cominciato nella precedente legislatura. Dal 2005 al 2010, invece, erano stati fatti 5 miliardi di euro di debiti votati dal Consiglio regionale, votati da Reschigna, da Boeti, da Gariglio. La nostra amministrazione, con una cura da cavallo che forse ci ha fatto perdere le elezioni, era riuscita a far chiudere in attivo i conti della Sanità. Su un punto fondamentale questo bilancio non interviene: il sostegno alle imprese per la creazione del lavoro”.

Critico anche Davide Bono (M5s): “Prima di Chiamparino — ha affermato — avevamo la peggiore Sanità d’Italia e ora abbiamo la migliore, a sentir lui. Direi che le esagerazioni sono evidenti. Nel suo intervento ho colto l’attacco finale al lavoro dei consiglieri; darci degli irresponsabili è poco rispettoso. Ci siamo sempre, in Consiglio e in Commissione e gli emendamenti, sempre propositivi, sono lo strumento che abbiamo a disposizione. Chiamparino ha un merito, è simpatico, ma ha anche una bella faccia tosta: non può pensare di non essere legato alla sua storia politica e al suo partito nazionale”.

Per Valter Ottria (Mdp), infine, “non è stato facile andare nei territori a spiegare la riforma sanitaria con grande senso di responsabilità. Questo bilancio è un punto di partenza che ci consente di guardare avanti. Amministrare significa anche programmare bene ed intervenire sulle regole e noi in questi due anni e mezzo siamo intervenuti, per esempio con il Piano amianto, quello sui rifiuti, con la legge sulle cave e con il Piano paesaggistico. Nei due anni che ci rimangono possiamo attuare delle politiche di sviluppo e richiedere al governo nazionale investimenti maggiori”. n

Enti locali, nuovo fondo

È di 25,292 milioni di euro la somma inserita in un fondo ad hoc per investimenti, da realizzare entro l’anno 2017. Viene così data attuazione ad un’intesa tra Governo e Regioni che conferisce al Piemonte spazi finanziabili per progetti da realizzare nei prossimi mesi.

Nell’utilizzo del fondo la Giunta privilegerà i contributi agli Enti locali finalizzati ad interventi (come quelli della legge regionale n. 18/1984) su cimiteri, illuminazione, strade e manutenzione straordinaria, insieme ad opere di edilizia scolastica e in ambito culturale e turistico, di recupero a fini locativi di immobili da parte delle Atc, di recupero di immobili di proprietà di Enti locali e dei loro consorzi con finalità socioassistenziali, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici o per il recupero del dissesto idrogeologico.

Secondo quanto ha spiegato il vicepresidente Reschigna, l’Esecutivo ha preferito costituire un fondo specifico piuttosto che distribuire le risorse in diverse direzioni, proprio per evitare che venissero immobilizzate e non utilizzate per tempo. Data la necessità di concludere i lavori entro il 2017, si immagina che le opere finanziate avranno un costo tra i 40mila e i 17mila euro. Si tratta comunque di una importante iniezione di risorse fresche che dovrebbero far partire interventi in settori importanti e rappresentare, oltre che la risposta a richieste che vengono da tempo presentate dagli Enti locali, anche un elemento positivo per l’economia piemontese.

“Abbiamo risanato i conti”

Sergio Chiamparino

“Non c’è sufficiente consapevolezza della gravità della situazione economico-finanziaria della Regione e degli sforzi che si sono dovuti fare per rimettere la nostra macchina amministrativa in grado di procedere. Evidentemente, la nostra serietà nel gestire l’emergenza in questi due anni ha trasmesso un messaggio positivo sulla situazione dei conti, però il risvolto negativo è che non c’è ancora una diffusa sensibilità di quello che abbiamo dovuto e dovremo ancora affrontare.

Un altro punto da affrontare sono le accuse di non avere un preciso progetto politico. Mi sembra chiaro che non siamo certo noi quelli che descrivono il Piemonte come il migliore dei mondi possibili, perché finché ci sarà una sola persona in cerca di un lavoro che non trova, per noi questo sarà motivo di profonda insoddisfazione, e finché ci saranno donne e uomini costretti a lavorare per 400 euro al mese anche questo per noi sarà motivo di profonda insoddisfazione.

Siamo dunque molto coscienti dei problemi che abbiamo davanti, ma siamo convinti di aver fin qui agito con responsabilità e siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto.

Aver risanato il bilancio, impresa per cui ringrazio ancora il vicepresidente Reschigna e tutta la Giunta per l’impegno, ed essere usciti dal piano di rientro della sanità non significa solo aver messo questo veicolo in grado di camminare, ma ha conseguenze ben più profonde. Ad esempio: i fondi europei sono tutti cofinanziati, abbiamo in Finpiemonte uno strumento in più che facilita l’accesso al credito, abbiamo gli investimenti sugli ospedali piemontesi. Tutto questo è avvenuto senza ridurre, anzi aumentando la spesa sociale, ad esempio il fondo per la morosità incolpevole, sviluppando la programmazione ambientale, dando nuovo impulso al trasporto metropolitano con la procedura competitiva per il nodo ferroviario di Torino, essendo la prima Regione in Italia a seguire questa strada”.

“Sostegno alla ripresa economica”

Aldo Reschigna

“In una condizione oltremodo difficile e faticosa siamo riusciti a rafforzare gli investimenti mantenendo inalterate le capacità di spesa sulle politiche fondamentali come il diritto allo studio e il sociale, ovvero ciò che fa crescere il Piemonte e lo protegge. Questo avviene rimettendo in moto quanto occorre per sostenere la ripresa economica.

Restano significative le ricadute dei due problemi finanziari principali: le quote annuali per il pagamento dei due disavanzi (quello finanziario e quello della revisione straordinaria dei residui attivi e passivi) e quelle per la copertura del debito. Nel 2018 la somma delle due quote è di 683 milioni, tutte risorse distolte dalle politiche regionali. Sono impegni che peseranno fortemente in questa e nella prossima legislatura. Ciò nonostante in questi anni abbiamo provveduto a ridurre le spese regionali e a coprire 115 milioni di debiti fuori bilancio, 138 milioni di passività pregresse, un miliardo di residui perenti, 487 milioni di fondi impegnati e poi cancellati nel bilancio, e ad accantonare 110 milioni per contenziosi con le Province e il Mauriziano. Il tutto senza danneggiare il sistema economico. Non siamo degli amanti del rigore, ma la certezza dei conti di bilancio è la migliore garanzia che l’istituzione Regione possa essere utile alla comunità piemontese e non un problema.

Abbiamo operato anche per il futuro, tornando a investire sull’università, ricoprendo per la prima volta dopo molto tempo tutte le borse di studio, in quanto l’università piemontese cresce e rappresenta una risorsa per il sistema economico, e sui due ospedali più importanti e vecchi del Piemonte, a Novara e a Torino, con garanzie dell’equilibrio di gestione. Su questi investimenti si gioca gran parte di questa seconda metà di legislatura. Se ne parla da 15 anni, farli partire è un fatto di grande importanza”.

Inquinamento acustico cambiano le norme

Dal 1° gennaio 2018 entrerà in vigore in Piemonte l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, in seguito a un emendamento al bilancio presentato dal consigliere Davide Bono (M5s) e condiviso dalla Giunta regionale. L’imposta, che punta a limitare l’inquinamento acustico in atterraggio e decollo, prevede un gettito di 0,50 euro per ogni tonnellata o frazione di tonnellata dell’aereo e verrà destinata ai Comuni vicino alle zone aeroportuali: Caselle, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese e area di Levaldigi.

“L’imposta è prevista da una legge nazionale del 2000 — ha spiegato il consigliere Bono durante il dibattito — ed è già applicata in Campania, Lazio, Marche, Emilia Romagna e Calabria. L’attenzione all’ambiente deve essere una priorità nella nostra società, è un tema che portiamo avanti da tempo. Ci sono norme che già vincolano il settore auto, pensiamo debba essere fatto lo stesso per gli aeromobili”.

Critico il centrodestra: per Gilberto Pichetto (FI) “è una nuova tassa per i piemontesi. Per intervenire sull’inquinamento acustico è necessaria una valutazione complessiva della Giunta sull’impatto negativo per il settore industriale e turistico”. L’assessore al Bilancio, Reschigna, ha così risposto alle obiezioni: “Un vincolo nazionale impedisce nuove imposte per tutto il 2017, per questo infatti la norma entrerà in vigore a inizio 2018. Secondo le previsioni dei nostri uffici il gettito complessivo sarebbe comunque nettamente inferiore al milione di euro”.

Nuovi bus, stanziati 23 milioni

Nel 2017 le risorse per la spesa corrente rimarranno invariate: 580 milioni di euro dei quali 247 per il trasporto locale su ferro e 333 su gomma. Una parte di questi fondi, pari a 50 milioni (25 + 25), sono già stati impegnati per pagare servizi resi nel 2016. Rimangono quindi a disposizione 530 milioni che sono la stessa somma prevista anche per il 2018 e il 2019. Tutto questo rimane in attesa di approvazione del Programma triennale dei servizi di trasporto pubblico locale 2016–2018 da parte dell’Agenzia della mobilità piemontese. L’Agenzia è l’ente responsabile per la Pubblica amministrazione della mobilità collettiva sul territorio.

Per quanto concerne le spese per investimento, le richieste dell’Assessorato erano state quantificate in 32 milioni di euro che dovrebbero essere prelevati dalle somme accantonate (art. 14 della legge approvata) per le politiche di investimento della Regione (pari a 102,6 milioni). Nel corso dei lavori d’Aula, attraverso un emendamento della Giunta regionale, sono stati reperiti 23 milioni destinati all’acquisto di nuovi autobus per i servizi di trasporto pubblico locale e la somma è attualmente compresa in un fondo specifico previsto dalla legge di bilancio. L’assessore Reschigna in Aula ha sottolineato che a Torino il parco circolante degli autobus in alcuni casi è ancora euro 0 o euro 1 e che quindi un rinnovo è utile e necessario anche per la tutela ambientale, oltre che per fornire un adeguato servizio di trasporto alla cittadinanza. Con questa modifica si varia la voce degli altri accantonamenti a quota 244 milioni e 540mila, con un’aggiunta appunto di 23 milioni rispetto al testo originario. Per i trasporti, che sono la seconda voce per importanza nel bilancio regionale per le risorse assegnate (inferiore solo alla sanità), ci sono anche 2,1 milioni per la infomobilità (tutti i dispositivi informatici applicati ai trasporti) e mezzo milione di euro per la sicurezza stradale.

Più fondi destinati alle stazioni sciistiche

Il bilancio ha stanziato 8 milioni di euro per le stazioni sciistiche. Una disposizione che permette di applicare la deliberazione della Giunta regionale sui criteri per l’adempimento della legge regionale n. 2/2009, “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell’attività di volo in zone di montagna”.

Il provvedimento si occupa sia delle cosiddette “microstazioni” sia delle “grandi stazioni”.

L’assessora al Turismo Antonella Parigi ha sottolineato l’importanza del contributo tenuto conto che il movimento legato agli sport invernali rappresenta uno dei più importanti strumenti per incrementare i flussi turistici e favorire l’aumento del tempo di permanenza media. Per i criteri di ripartizione è stata richiamata la legge regionale che prevede misure di sostegno finanziario in relazione a: interventi per la tutela della salute, garanzia e mantenimento delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili e di sviluppo montano; investimenti relativi alla riqualificazione, alla sostenibilità paesaggistica, ambientale ed energetica, al potenziamento e alla valorizzazione del patrimonio impiantistico delle aree sciabili e di sviluppo montano e dell’offerta turistica; spese di funzionamento riconducibili alla gestione ordinaria e straordinaria delle microstazioni.

Notizie 1–2/2017

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