La Via Francigena e la Sacra di San Michele
DUE SITI STORICI CONOSCIUTI IN TUTTO IL MONDO SONO CANDIDATI A ENTRARE TRA I BENI DELL’UMANITÀ. OCCASIONE DI SVILUPPO DEL TERRITORIO
di Renato Dutto

Via Francigena e Sacra di San Michele sono le due candidature che la Regione Piemonte sta sostenendo per il loro inserimento nella lista del patrimonio Unesco.
Per la Via Francigena si tratta di una candidatura che vede come firmatarie le sei Regioni attraversate dal suo percorso in Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio. La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte dal 1994, fa invece parte di un “pacchetto” di otto complessi monumentali candidati come sito seriale denominato “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”.
“La candidatura Unesco — afferma l’assessora alla Cultura e al turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi — ha tre effetti importanti. Il primo di attrarre turismo, il secondo di creare integrazione territoriale attraverso una comunità impegnata a sostenere la candidatura, il terzo di rendere più consapevoli i cittadini del vero patrimonio che il nostro Paese possiede”.
Via Francigena, firmato protocollo in Toscana
Sette Regioni tra cui il Piemonte, hanno firmato il 4 marzo, a San Miniato (Pisa) un protocollo per candidare la Via Francigena italiana alla lista del patrimonio Unesco.
“Un passo importante — spiega l’assessora Parigi — che sancisce il nostro impegno per la valorizzazione di questo prezioso patrimonio storico, culturale e paesaggistico, parte integrante della storia e delle tradizioni, non solo della nostra regione ma di tutto il nostro Paese. Un cammino storico che ci vede già al lavoro all’interno di un più organico progetto di valorizzazione dei cammini regionali e che può costituire una significativa opportunità di sviluppo per i nostri territori e per il comparto turistico”.
Il documento impegna le sette Regioni toccate dall’antica via che dal centro dell’Europa conduceva i pellegrini a Roma, a salvaguardare e promuovere i tratti della Francigena attraverso un progetto organico nazionale finalizzato al riconoscimento del titolo Unesco.
“Molto deve essere fatto — aggiunge l’assessora — a partire dall’individuazione esatta del tracciato in tutti i territori, e dal coinvolgimento di tutti gli enti pubblici coinvolti, ma il percorso è avviato”.
La Regione Piemonte sarà coinvolta all’interno del Comitato di coordinamento (composto da un referente politico e uno tecnico per ciascuna Regione coinvolta), che affiancherà la Toscana, capofila del progetto, e l’Associazione europea delle Vie Francigene, chiamata ad effettuare analisi preliminari al progetto di candidatura, ad elaborare la documentazione necessaria e a selezionare la tratta da candidare, quella più adeguata sotto il profilo scientifico.
Sacra di San Michele, un percorso con altre sette abbazie
Il processo di candidatura del sito seriale “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”, di cui fa parte la Sacra di San Michele, è stato ideato e promosso dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese e si avvale del coordinamento generale e dell’assistenza tecnico-scientifica dell’Ufficio Unesco del Ministero per i Beni e le attività culturali e del Turismo, attraverso l’architetto Francesca Riccio, con la collaborazione del Comitato scientifico nazionale, composto da un team di professori universitari, studiosi e accademici guidato da Ruggero Longo. La candidatura è stata già inserita nella tentative list, la lista propositiva italiana dei beni da candidare, ed è stata recepita dalla conferenza internazionale Unesco di Parigi dell’ottobre 2016.
“L’impegno della Regione Piemonte per la cultura è stato costante negli anni — prosegue l’assessora Parigi — Oltre alla Sacra abbiamo firmato la candidatura Unesco anche per la Via Francigena e tutto questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione tra Regione e Ministero”.
La candidatura apre inoltre possibilità di ricerca su più fronti, tra monumento e territorio circostante. Da un lato per individuare le caratteristiche di universalità richieste per l’ottenimento del riconoscimento Unesco, viste nel rapporto della Sacra rispetto al paesaggio culturale degli insediamenti benedettini e delle altre sette abbazie in esame (Subiaco, Montecassino, San Vincenzo al Volturno, Farfa, San Pietro al Monte a Civate, Sant’Angelo in Formis a Capua, San Vittore alle Chiuse a Genga); dall’altro alla ricerca di opportunità e criticità emergenti dalle analisi territoriali per la definizione del sito e della buffer zone (area che, secondo le linee guida operative Unesco, deve garantire un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti patrimonio mondiale dell’umanità). Partendo da questi aspetti, che dovranno approfondire le peculiarità storiche, artistiche, architettoniche, di restauro e territoriali relative al tema, il programma di ricerca si concentrerà anche sull’eredità immateriale della Sacra, quale motore dell’immaginario artistico e letterario.
In questo contesto, il riconoscimento Unesco della Sacra potrà dare risonanza mondiale a un bene straordinario, ma anche all’intero territorio piemontese e in particolare alla Valle di Susa, il cui paesaggio culturale è storicamente legato alla presenza di altri importanti insediamenti benedettini, in primo luogo Novalesa e San Giusto di Susa. n
Il monumento simbolo della Regione Piemonte
L’Abbazia di San Michele della Chiusa, complesso architettonico costruito sulla vetta del monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa (nel territorio del Comune di Sant’Ambrogio di Torino), è il monumento simbolo della Regione dal 1994. Oltre ad essere una importante testimonianza dell’eredità storica e artistica del nostro territorio, è anche un bene comune sentito come proprio da tanti piemontesi, per i quali rappresenta non solo un elemento del paesaggio a cavallo tra Torino e la Valle di Susa, ma parte integrante della propria identità.
La Sacra di San Michele è uno dei monumenti più rappresentativi del Piemonte, un bene-faro capace di attirare visitatori da tutto il mondo (circa centomila ogni anno), e che da sempre vede la Regione Piemonte impegnata nella sua valorizzazione. Dall’assunzione formale della custodia del bene, nel 1995, agli stanziamenti che, negli anni, hanno reso possibile importanti lavori di recupero e restauro e di potenziamento dei percorsi di visita. Un percorso che la Regione intende perfezionare con l’acquisizione definitiva della Sacra dal Demanio, attualmente proprietario del bene che è gestito dai Padri Rosminiani.
La storia dell’abbazia è strettamente connessa al monachesimo benedettino, al quale è legata la sua fondazione, che si presume sia avvenuta a cavallo dell’anno Mille. La Sacra fu da subito autonoma e indipendente e grazie ad un’intensa attività di ospitalità, divenne luogo di scambio e incontro, soprattutto per i pellegrini provenienti dalla Francia. Proprio per questa componente dell’identità culturale del bene la Sacra di San Michele è entrata a far parte degli otto complessi monumentali candidati ad essere inseriti nella lista del Patrimonio mondiale Unesco come sito seriale denominato “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”.
Quegli splendidi panorami di Langhe-Roero e Monferrato
FIRMATO UN ACCORDO CON I COMUNI DI LA MORRA, GRINZANE CAVOUR, NEIVE, VINCHIO, CANELLI E OTTIGLIO PER REALIZZARE UN PERCORSO CHE VALORIZZI I BELVEDERE PIÙ SUGGESTIVI
Il recente riconoscimento Unesco ottenuto dai paesaggi vitinicoli di Langhe-Roero e Monferrato ha sancito l’importanza storica, culturale e ambientale di questi territori, risvegliando un grande interesse sia da parte delle comunità locali sia dei visitatori.
Con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo economico e turistico delle aree coinvolte, la Regione Piemonte e i Comuni di La Morra, Grinzane Cavour, Neive, Vinchio, Canelli e Ottiglio hanno firmato agli inizi di aprile un accordo di programma per la realizzazione di una rete di punti di vista panoramici.
“Questo progetto rappresenta un importante traguardo e testimonia quanto il riconoscimento Unesco sia stato importante nella crescita culturale sui temi della qualità del paesaggio — dichiara Antonella Parigi, assessora alla Cultura e al turismo della Regione Piemonte — . La realizzazione di una rete di belvedere porterà inoltre in questi territori un ulteriore elemento di attrattività turistica dedicato proprio allo splendido patrimonio paesaggistico di Langhe-Roero e Monferrato”.
Tra i belvedere esistenti sono stati individuati quelli più rappresentativi, nella misura di uno per ogni core zone del sito seriale Unesco: l’accordo prevede la sistemazione, dove necessario anche attraverso opere edilizie, delle aree scelte, e la collocazione di elementi comuni che rendano riconoscibile la rete dei belvedere con percorsi ed elementi multimediali.
I lavori di sistemazione
Per il progetto sono stati stanziati 1.448.600 euro, ripartiti tra la Regione Piemonte (che ha investito 924.600 euro) e gli enti locali coinvolti (che ne hanno investiti 524.000). Le aree interessate e gli interventi previsti sono a La Morra la valorizzazione del belvedere di piazza Castello; a Grinzane Cavour il recupero paesaggistico dell’area turistica a verde e parcheggio adiacente la salita al Castello per l’inserimento di un punto belvedere; a Neive la riqualificazione e il restauro conservativo dell’antica torre comunale dell’orologio; a Vinchio i lavori per il belvedere di Rocca del Castello; a Canelli il punto panoramico in via Costa e ad Ottiglio l’edificazione di una nuova rampa pedonale e ripristino della scala esistente presso la chiesa di San Michele.
Atelier del Camouflage
Il 23 aprile a La Morra è stata inaugurata la prima edizione del progetto Atelier del Camouflage ideato dall’artista torinese Hilario Isola e nato dalla sperimentazione di un nuovo tessuto ecologico e di innovative tecniche e colori di stampa per la creazione di opere d’arte ambientale di grandi dimensioni con lo scopo di far ‘scomparire’ architetture e strutture invasive nel paesaggio, ridisegnando forme e cromie e armonizzandole con il territorio circostante.
Il progetto utilizza in chiave artistica tecniche e pratiche del camouflage, sviluppate in campo militare, come singolari strumenti di ‘restauro’, per dare vita a un dispositivo in grado di offrire nuovi e sorprendenti punti di vista sul paesaggio.
La prima sperimentazione è stata avviata a La Morra, cuore delle Langhe e territorio d’elezione del Barolo, su un grande muro in cemento a ridosso degli antichi bastioni del Belvedere, lungo quasi quaranta metri e ben visibile dalle strade panoramiche circostanti. Sul muro è stata installata l’opera ‘Il quarto paesaggio’, realizzata a partire da una riproduzione ingigantita, grazie al supporto tecnico del Centro conservazione e restauro La Venaria Reale, di un dettaglio di soli quaranta centimetri del celebre dipinto ‘Lo specchio della vita’ (1895–1898) del maestro del divisionismo Giuseppe Pellizza da Volpedo, appartenente alle collezioni della Galleria civica d’arte moderna di Torino. Osservata da vicino l’opera rivela l’incredibile ricchezza dei colori utilizzati dall’artista di Volpedo, mentre da lontano si confonde con i colori della natura circostante, creando un’inedita mimesi tra paesaggio reale e pittorico.
Il progetto è stato sviluppato da Hilario Isola con i laboratori di ricerca e sviluppo delle aziende Sublitex, divisione di Miroglio Textile, Ferrino&C e Sinterama, che hanno supportato e finanziato la ricerca e la prima applicazione del progetto a La Morra.
L’opera è realizzata nell’ambito del programma Nuovi committenti ed è curata dall’associazione ‘a.titolo’, con il sostegno della Fondation de France e dell’Assessorato alla Cultura e turismo della Regione Piemonte, nel quadro del progetto ‘Dopo l’Unesco, agisco!’ che promuove atti di salvaguardia, recupero e valorizzazione dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, in collaborazione con il Comune di La Morra. n

