Passaggio a Nord-Ovest

PIEMONTE, LIGURIA E LOMBARDIA INSIEME AL GOVERNO PER CREARE UN SISTEMA UNITARIO IN GRADO DI COMPETERE CON L’EUROPA SETTENTRIONALE

di Gianni Gennaro

Creare le condizioni per un consistente sviluppo della logistica, in modo da creare un sistema integrato e unitario in grado di competere con quelli dell’Europa settentrionale, è l’ambizioso risultato che le Regioni Piemonte, Liguria e Lombardia vogliono ottenere nel giro di qualche anno con l’autorevole avallo del Governo.

Il primo e fondamentale passo di questa importante collaborazione istituzionale è il protocollo d’intesa con il quale il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e i presidenti della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, Liguria Giovanni Toti e Lombardia Roberto Maroni esprimono il comune intendimento, in linea con la programmazione contenuta nel Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, per la promozione della macroarea del Nord-Ovest italiano lungo gli assi multimodali europei di interconnessione Est-Ovest (Corridoio mediterraneo) e Nord-Sud (Corridoi Reno-Alpi e Scandinavo-Mediterraneo), con lo sbocco al mare mediante la portualità ligure.

Numerosi gli obiettivi contenuti nel documento, firmato il 9 aprile scorso a Novara a conclusione degli Stati generali della logistica del Nord-Ovest: adeguata governance degli investimenti previsti nei tre corridoi, contesto regolatorio favorevole all’ottimo utilizzo delle infrastrutture esistenti, completamento delle nuove grandi infrastrutture ferroviarie, anticipazione degli interventi per l’adeguamento agli standard operativi necessari per l’efficiente sviluppo dell’intermodalità fra i porti e i mercati, sviluppo di sistemi Ict finalizzati alla velocizzazione del flusso delle merci e all’integrazione fra i vari attori della catena di trasporto e logistica.

Le azioni concordate

Per ottenere questi risultati le tre Regioni hanno individuato alcune “azioni cardine”: si va dalla sollecita nomina del nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, necessaria per rafforzare la governance dei porti, all’assegnazione da parte del Cipe dei fondi inseriti nella Legge di stabilità 2016 per il quarto lotto costruttivo del Terzo Valico dei Giovi e verifica della possibilità di incrementare l’utilizzo delle linee esistenti attraverso la realizzazione degli interventi di potenziamento dei terminali di Voltri Prà e Rivalta Scrivia, alla conferma nella programmazione nazionale della strategicità del collegamento ferroviario Torino-Lione e, nelle more del completamento del tunnel di base, alla verifica della funzionalità delle attuali connessioni tra i nodi del sistema e della possibilità di incrementare l’utilizzo delle linee esistenti mediante la risoluzione dei “colli di bottiglia” presenti sulle linee che collegano la piattaforma di Orbassano con i porti liguri e con il Corridoio Reno-Alpi. Sono anche compresi l’utilizzo di una quota degli interventi statali d’incentivazione mirata del trasporto ferroviario merci, previsti nella Legge di stabilità 2016, sulle tratte che presentano gap di competitività come la linea storica Torino-Lione, in modo da mantenere e possibilmente incrementare la quota modale ferroviaria in vista del sostanzioso rilancio possibile solo con l’entrata in funzione del tunnel di base, il miglioramento della circolazione ferroviaria dei treni merci tra i porti e i terminal ferroviari lombardi e piemontesi, la realizzazione secondo un orizzonte temporale compatibile con le esigenze del sistema logistico del Nord-Ovest di opere come l’adeguamento in termini di sagoma a standard europeo della linea ferroviaria Torino-Asti-Alessandria, l’adeguamento del nodo di Torino per la gestione del traffico merci, lo sviluppo delle scalo di Orbassano. Infine, per una migliore coesistenza dei diversi tipi di traffico passeggeri e merci, si vuole migliorare la rete in direzione dei grandi nodi urbani, a partire dall’inserimento in orario di treni veloci Genova-Milano, Genova-Torino e Genova-Roma per il traffico passeggeri e da interventi di potenziamento delle tratte Tortona-Voghera e Pavia-Milano Rogoredo.

Condivisione di politici e tecnici

Si tratta di un protocollo nel quale il presidente Chiamparino crede molto: “La collaborazione tra istituzioni deve diventare la chiave di volta per rendere forte e credibile fin da subito un progetto fondamentale per favorire lo sviluppo economico dei nostri territori e dell’Italia intera e sulla quale intendiamo investire e dare continuità, magari estendendola ad altri campi e progetti condivisi. Per vincere la scommessa di far diventare il Nord-Ovest una piattaforma logistica competitiva con quelle dell’Europa settentrionale il fattore tempo è fondamentale. E per non vedere aumentare, ma anzi far diminuire, l’attuale distacco con il Nord Europa, in attesa che diventino operativi i grandi corridoi ferroviari come la nuova Torino-Lione e il Terzo Valico, bisogna far funzionare al meglio i collegamenti esistenti, individuando con esattezza i porti liguri che possono meglio intercettare i flussi delle merci e gli interporti piemontesi e lombardi che hanno le maggiori capacità di movimentarle”.

Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri due presidenti. “Facciamo tutto questo perché crediamo nella macroregione del Nord-Ovest — sostiene Maroni. La Lombardia ha una concentrazione fortissima nell’area della logistica e necessita di un piano di sviluppo che permetta di affacciarsi sul mare. Non dimentichiamo che la quasi totalità delle nostre merci passano da Rotterdam e non da Genova. Bisogna invertire questa tendenza e per questo motivo Lombardia, Liguria e Piemonte sono pronte ad andare al di là dei confini regionali”.

“Sulla logistica siamo il fronte del porto in Italia — puntualizza Toti. Da decenni quest’area ha una responsabilità in più, è la locomotiva d’Italia. La collaborazione va rafforzata in termini pragmatici perché il mondo non aspetta. Bisogna partire subito con ciò che si può fare insieme, prevedendo tappe intermedie”.

Un’intesa che incontra il favore del ministro Delrio: “Il Nord-Ovest è un esempio per il paese, e saluto con favore il coraggio di questi tre presidenti. Lo proporrò anche all’area del Nord-Est e alle cinque aree logistiche del Mezzogiorno. L’inefficienza costa all’Italia tra i 40 e i 50 miliardi di euro. Fare sistema significa invece costituire l’elemento chiave per un vero sviluppo e oggi da qui viene un segnale molto forte per tutto il paese. L’Italia può essere il pontile dell’Europa. Piemonte, Lombardia e Liguria dimostrano nei fatti che alleanze tra istituzioni e imprese sono possibili”.

Ennio Cascetta, coordinatore della Struttura tecnica di missione del Governo per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza, ricorda infatti che “il piano strategico del Governo prevede di aumentare del 50% in cinque anni il trasporto delle merci per ferrovia e segna l’inizio di una nuova stagione per le infrastrutture italiane, in quanto il superamento della Legge obiettivo permette una valutazione tecnico-economica degli investimenti infrastrutturali e delle ricadute che possono determinare sul piano dei servizi, e quindi della logistica”.

L’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Francesco Balocco mette, dal canto suo, in evidenza due aspetti rilevanti: “Occorre una forte capacità di dialogo con le popolazioni, essenziale per cogliere tutte le opportunità economiche, e bisogna garantire lavoro: ma attenzione, non lavoro purché sia, ma lavoro giusto e di qualità. Perché bisogna avere il coraggio di dire che spesso nella logistica ci sono zone d’ombra che vanno cancellate”. E aggiunge che “il mercato può essere affrontato solo se le Piemonte, Liguria e Lombardia si presentano come una regione economica unica che sostiene la propria industria e guarda alla logistica come a un fatto industriale. Attualmente registriamo l’elemento negativo che la nostra produzione industriale e il nostro export sono gravati di costi logistici molto superiori a quelli degli altri paesi europei”.

Questa attenzione alla logistica è vista con favore da Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto, che riunisce le imprese di trasporto su gomma, ferro e cabotaggio: “Finalmente ci si sta accorgendo della sua importanza fondamentale. Le diverse modalità non devono farsi la guerra ma dialogare tra loro. L’Italia in questi anni non è cresciuta anche per i limiti di accessibilità logistica”.

Giancarlo Laguzzi, presidente di Federcargo, l’associazione delle imprese ferroviarie merci private, sostiene che “dobbiamo ringraziare la Svizzera e l’Egitto, perché con il nuovo tunnel del Gottardo e il raddoppio del canale di Suez hanno eliminato due strozzature senza che ci sia costato nulla” e ricorda che “il Ministero delle Infrastrutture ha programmato l’aggiornamento delle reti agli standard europei e previsto incentivi al trasporto ferroviario chiedendo in cambio un incremento dei volumi del 50% in 5 anni. Un obiettivo ambizioso, ma ci sono le condizioni per ottenerlo”.

Sviluppare la logistica vuol dire anche collegamenti più comodi e rapidi. E Reti ferroviarie italiane, assicura l’amministratore delegato Maurizio Gentile, ha le idee chiare: “Stiamo lavorando sul progetto della Bussoleno-Torino, abbiamo attuato tutto quel che serve per adeguare il corridoio Reno-Alpi, stiamo velocizzando i collegamenti nel triangolo Torino-Milano-Genova, sulla Torino-Novi Ligure e sulla Milano-Tortona. Dopo il 2021-‘22 dovremo pensare al quadruplicamento della Tortona-Voghera, della Mortara-Novara e della Rho-Gallarate”.

www.logisticanordovest.it/

Prepararsi ai nuovi valichi per cogliere le opportunità

LA FAI RAPPRESENTA NELLA PROVINCIA TORINESE 400 IMPRESE ADERENTI, CHE OCCUPANO CIRCA 3.500 ADDETTI

di Renato Dutto

Il mondo dei trasporti sta cambiando rapidamente. La ricollocazione di produzioni industriali nella nuova Europa dell’est sta spostando i traffici verso queste nuove direttrici e il minor costo del lavoro di quei paesi sta rendendo meno competitivi i nostri operatori. Con la realizzazione delle nuove infrastrutture di attraversamento dei valichi alpini si potranno però sfruttare le opportunità del trasporto multimodale rappresentate da gomma, ferro e mare”. Così Ezio Pompilio D’Alicandro, segretario torinese della Federazione autotrasportatori italiani (Fai), la principale associazione di rappresentanza dei trasportatori per conto terzi, aderente a Conftrasporto. Presente nel capoluogo subalpino da mezzo secolo, Fai rappresenta nella provincia torinese 400 imprese aderenti, che occupano circa 3.500 addetti. I “camionisti” hanno le idee chiare sul proprio futuro.

“Le aziende di autotrasporto devono prepararsi al giorno in cui saranno operativi, secondo le attuali previsioni, i nuovi valichi: nel 2017 il San Gottardo via Svizzera; nel 2023 il Terzo Valico verso Genova e nel 2030 la Torino-Lione verso la Francia — afferma Pompilio D’Alicandro -. Dobbiamo sfruttare questi anni per accompagnare gli operatori ad avere quanto necessario per cogliere tali opportunità, altrimenti finiranno a fare i subvettori di grandi operatori globali che non investono nel territorio ma ne sfruttano le opportunità e, quando cambia il vento dell’economia, se ne vanno, lasciando solo problemi”.

I nuovi valichi, secondo la Fai, renderanno meno costosa e più veloce la modalità ferroviaria e questa potrà essere un’opportunità per gli operatori del trasporto, che potranno mettere i propri camion sui treni e arrivare prima sui mercati europei a costi più competitivi. “All’insegna di tale contesto — continua Pompilio D’Alicandro — occorre che, mentre si costruisce l’hardware dei nuovi corridoi di trasporto, si prepari anche il software e che il linguaggio utilizzato sia il più possibile quello dei nostri operatori. Serve aumentare il volumi delle merci movimentate dai nostri trasportatori. Se oggi muovo 5 camion e devo riempire un treno che ne porta 20 o 40, ho dai 5 ai 10 anni per cercare la merce da trasportate che mi manca. Se devo usare il treno per caricarci i camion, dovrò avere più rimorchi, adeguati a salire sul treno e, di conseguenza, investire molto. Dovrò abituare i clienti ai trasporti multimodali, strada e ferrovia”.

Naturalmente, sarà difficile farcela da soli. “Gli operatori dovranno crescere e magari si dovranno unire e aggregare, per essere più forti e strutturati — conclude -. Anche il settore pubblico dovrà fare di più: la logistica deve essere considerata un fattore di sviluppo del territorio e delle economie locali. Noi abbiamo proposto di fare nascere i ‘distretti della logistica’, ovvero luoghi dove insediare gli operatori e creare le migliori condizioni per realizzare il software cui mi riferivo prima. Servono un po’ di risorse e c’è molto da lavorare”. n

www.cinquantesimofai.it/section/50-anni

Strutture per un crocevia europeo

Il dossier del gruppo di lavoro interregionale degli Stati generali della logistica del Nord-Ovest traccia un’ampia analisi del contesto territoriale, infrastrutturale ed economico della macroarea costituita dalle regioni Liguria, Lombardia e Piemonte. Posta all’incrocio dei due corridoi Ten-T (Trans-European Networks — Transport) che collegano l’est e l’ovest (corridoio Mediterraneo) e il nord e il sud (corridoio Reno-Alpi) del continente europeo, questa macroarea è collegata alle principali reti di comunicazione transeuropee e costituisce un vero e proprio sistema di portualità e retroportualità. Un’area dunque cruciale per una fluida e rapida movimentazione e distribuzione delle merci.

Sotto il profilo economico l’ambito territoriale del Nord-Ovest, composto dalle Regioni Lombardia, Liguria e Piemonte (insieme alla Valle d’Aosta), costituisce uno dei principali motori di sviluppo del sistema nazionale. L’importanza economica dell’area nord occidentale del paese è infatti evidenziata dalle rilevazioni Istat, relative al primo semestre 2015, per quanto riguarda le esportazioni, in base alle quali il Nord-Ovest rappresenta circa il 40% del valore economico dell’export nazionale.

Dal punto di vista dei traffici e degli scambi commerciali, le direttrici fondamentali del traffico merci terrestre di quest’area sono quelle afferenti i corridoi europei Reno-Alpi e Mediterraneo, che connettono il bacino del Nord-Ovest italiano con le aree del Centro-Nord e dell’Ovest europeo e che interessano rispettivamente gli assi Nord-Sud attraverso i trafori alpini del Sempione e del Gottardo-Ceneri verso la Svizzera (appartenenti al sistema AlpTransit) ed Est-Ovest attraverso il valico di Ventimiglia e il traforo del Frejus, verso la Francia.

Il dossier del gruppo di lavoro degli Stati generali di Novara sottolinea, inoltre, che entrambi i corridoi sono interessati da “tunnel di base” per l’attraversamento delle Alpi e degli Appennini e consentiranno il transito di treni a quote di pianura, a grande sagoma (detti Af-Pc80), di lunghezza minima di 750 metri, con possibilità di carico superiori alle 2mila tonnellate a locomotore singolo. Anelli principali di questi corridoi sono le opere costituite dal nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione (corridoio Mediterraneo) e dal Terzo Valico dei Giovi (corridoio Reno-Alpi), ma il corridoio di direzione Nord-Sud comprende anche il sistema Gottardo-Ceneri, realizzato dalla Svizzera. Oltre ai due corridoi fondamentali della rete europea Ten-T, la macro area logistica del Nord-Ovest comprende milioni di metri quadrati di aree destinate alla logistica, un hub aeroportuale internazionale (Malpensa), tre grandi porti (Genova, La Spezia e Savona), la retroportualità di Rivalta Scrivia e le strutture intermodali del Centro intermodale merci (Cim) di Novara, Sito Orbassano, Busto Arsizio — Gallarate, Melzo, Mortara, Segrate e altri minori.

In Piemonte, l’attuale offerta logistica può contare su una potenzialità di oltre 24 milioni di metri quadrati con destinazione ad attività logistiche e su alcune infrastrutture di eccellenza: il sito Torino/Orbassano, ovvero l’Interporto di Torino, che costituisce, con l’adiacente Scalo merci di Orbassano (Rfi) e il Caat di Grugliasco, una piattaforma logistica a servizio dell’area metropolitana torinese con una superficie di quasi 5 milioni di metri quadrati; il Centro logistico intermodale di Novara, posto in posizione strategica all’incrocio di due principali corridoi europei, con una superficie di circa 840mila metri quadrati; l’Interporto di Rivalta Scrivia — Rte (Rivalta Terminal Europa), con una superficie di 2 milioni di metri quadrati, retroporto di riferimento per la portualità ligure. (rd)

www.rivaltaterminal.com/

www.cimspa.it/

www.sitospa.it

Interporti, uniti per contare di più

A contraddistinguere gli Stati generali della logistica del Nord-Ovest è stata anche la firma di un memorandum d’intesa per lo sviluppo e la promozione degli interporti piemontesi. Il documento, sottoscritto dall’assessore regionale a Trasporti e infrastrutture, Francesco Balocco, dai presidenti di Sito, Giovanni Battista Quirico, e Cim, Maurizio Comoli, e dal vicepresidente di Rivalta Terminal Europa, Dirk Verwimp (nella foto), intende cogliere le grandi opportunità offerte dai cambiamenti in atto nel sistema logistico (prossima apertura del Gottardo e del Ceneri, avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e adeguamento dei grandi vettori marittimi verso l’utilizzo di navi di grandi dimensioni) per perseguire una serie di obiettivi: sviluppare una progettualità condivisa e articolata sulla base della quale realizzare contratti di rete in tema di promozione e marketing, interventi di corridoio doganale, integrazione e standardizzazione dell’Ict; mettere a sistema il ruolo e le specificità di ciascun componente del sistema logistico piemontese; fornire alle imprese manifatturiere del territorio servizi e strutture più competitivi; valutare e proporre le priorità di interventi infrastrutturali per interventi di ultimo miglio ferroviario e stradale ponendosi come autorevole interlocutore delle società di gestione delle reti; favorire le potenzialità del territorio aumentandone la capacità attrattiva verso nuovi insediamenti sostenendo così anche lo sviluppo occupazionale; mettere a disposizione dei decisori regionali tutti gli elementi operativi e di mercato utili a determinare le nuove linee di sviluppo per la pianificazione del settore; rappresentare un tavolo comune per meglio definire le azioni e le relazioni con il sistema ferroviario nazionale; studiare una forma di coesione societaria a livello regionale aperta a tutti gli operatori interessati.

Per conseguire tali obiettivi verrà costituito un gruppo di lavoro che concentrerà la propria attività su temi d’interesse comune come il marketing territoriale per la logistica, la ricerca di fonti di finanziamento e l’elaborazione in forma congiunta delle proposte, la retroportualità, la gestione dei terminal ferroviari, i collegamenti italo-francesi e italo-svizzeri, l’ammodernamento delle infrastrutture terrestri stradali e ferroviarie e l’eliminazione delle strozzature esistenti, il sostegno dell’intermodalità, lo sviluppo dei servizi interportuali, i rapporti con il mondo dei grandi player logistici, la logistica sanitaria, la City logistic, l’efficientamento energetico, la banda larga, i servizi telematici di connessione di reti e nodi interagendo con Uirnet (il soggetto attuatore unico per la realizzazione del sistema di gestione della logistica nazionale del Ministero delle Infrastrutture).

“Si tratta — ha commentato Balocco — di un impegno assunto con il presidente Chiamparino per mettere a sistema le nostre partecipazioni societarie nella logistica piemontese. Vengono indicati obiettivi comuni e si apre la strada per una maggiore integrazione anche societaria e aperta ad altri operatori del settore”.

Comoli lo ha definito “un momento importante, in quanto alle proposizioni cominciano a seguire passi concreti verso la definizione di un sistema piemontese della logistica che consenta maggiori capacità di interlocuzione verso le istituzioni nazionali e internazionali che dispongono di fondi da stanziare per lo sviluppo dell’intermodalità”.

Quirico ha parlato di “primo tassello per la piena collaborazione tra gli interporti piemontesi e per avviare un progetto di interventi infrastrutturali capace di coniugare le specificità di ognuno in un ambito che consenta di amplificare le potenzialità complessive del sistema” e Verwimp ha sottolineato che “finalmente si è capito che i tre interporti piemontesi sono complementari e non concorrenziali tra loro, in quanto ognuno ha un proprio territorio di riferimento eduna missione specifica. In Piemonte non c’è bisogno di altri interporti, ma di un aiuto delle istituzioni per dotare quelli esistenti delle necessarie infrastrutture”. (gg)

http://goo.gl/viBc1H

Un piano per competere con ferrovie e porti europei

AMPIO DIBATTITO IN AULA PER FARE IL PUNTO SULLE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO E CONOSCERE GLI INDIRIZZI DELLA REGIONE PIEMONTE

di Mario Bocchio

Fare il punto sulle grandi infrastrutture strategiche e conoscere gli indirizzi della Regione Piemonte sulla logistica alla luce degli Stati generali del Nord-Ovest svoltisi a Novara è stata la motivazione della richiesta del Consiglio regionale straordinario, avanzata dai gruppi M5S e Forza Italia, che si è svolto il 10 maggio.

“Piemonte, Lombardia e Liguria — ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Balocco — hanno forte consapevolezza del valore dello sviluppo della logistica integrata per migliorare l’economia dei propri territori e la politica deve porre le basi per creare una vera competizione con i porti dell’Europa settentrionale e gli Stati generali sono stati anche l’occasione per ufficializzare operativamente l’intesa tra le tre Regioni nel settore e per rivendicare il ruolo della macroarea nel sistema della logistica nazionale nei confronti del Governo, presentando un piano comune su opere strategiche prioritarie ed infrastrutture”.

Per l’opposizione sono intervenuti i consiglieri del M5S Giorgio Bertola, Davide Bono, Francesca Frediani, Gianpaolo Andrissi, Federico Valetti e Paolo Mighetti per evidenziare la scarsa propensione della Regione Piemonte e del Governo a seguire un filo logico nella politica di sviluppo trasportistico. Ancora una volta si rischia di realizzare tardivamente progetti veramente utili all’economia e di sperperare miliardi di euro per opere devastanti per il territorio come la Torino-Lione.

I consiglieri di Forza Italia Gilberto Pichetto, Massimo Berutti, Diego Sozzani e Gian Luca Vignale hanno sottolineato che efficienza e sviluppo contribuirebbero a ridurre i costi di trasporto per le imprese e rappresenterebbero un settore ad alto valore aggiunto per l’economia dei territori e per l’occupazione e denunciato come la Giunta regionale non sia riuscita a costruire un piano organico che permetta alla Regione di sedersi al tavolo della trattativa con Liguria e Lombardia partendo da un punto di forza.

Per la maggioranza sono intervenuti i consiglieri del Pd Nadia Conticelli, Antonio Ferrentino e Valter Ottria, che hanno espresso soddisfazione per la decisione di investire sui piani integrati interporti-ferrovie, per favorire l’interscambio ferro-gomma, e sui piani industriali valorizzando i porti liguri e assegnando al sistema logistico piemontese un respiro europeo.

Al termine del dibattito è stato approvato a maggioranza l’ordine del giorno proposto dal primo firmatario Ottria (Pd) che impegna la Giunta a prevedere nell’ambito del Piano regionale sulla logistica un maggior coordinamento strategico e promozionale del sistema del Nord-Ovest. Sono invece stati respinti quattro documenti presentati dal M5S. n

http://goo.gl/q6j3ds

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