Le ragioni e le speranze del Partito Radicale

mancano circa 200 iscritti per raggiungere l’ obiettivo della mozione congressuale. Se non raggiungeremo l’ obiettivo la chiusura del partito è già stabilita

Marco Pannella ci ha lasciati un anno e mezzo fa, donando un patrimonio inestimabile, come possono essere quelli che vengono chiamati e protetti come “patrimonio dell’umanità”: una città, un paesaggio, un’opera d’arte che non vogliamo facciano la fine delle statue di Buddha minate dai Talebani o del teatro romano distrutto dallo Stato Islamico a Palmira.

La visione e il vissuto di Marco sono patrimonio politico, non dei “radicali” ma di tutti, dell’umanità.

È un patrimonio essenzialmente immateriale, che attiene non all’avere o agli averi ma all’essere.

È il modo di pensare, di sentire e di agire con cui, per oltre mezzo secolo, Marco è riuscito a scoprire e a dar corpo a idee, lotte e riforme, nel nostro paese e non solo, ed è anche il modo in cui le ha organizzate e che ha voluto chiamare Partito Radicale.

È un patrimonio che vogliamo salvare e l’unico modo per tentare o pensare di “farcela” è quello di continuare ad affermare e preservare l’alterità del Partito Radicale, un modello di partito con tre connotati essenziali e uno statuto fatto di una sola regola fondamentale: i connotati essenziali del suo essere nonviolento, transnazionale e transpartito e la regola di un partito ad adesione individuale e diretta a cui si può iscrivere chiunque.

E proprio per il suo connotato transpartitico — lo vogliamo ribadire a gran voce — il Partito radicale in quanto tale non parteciperà mai a competizioni elettorali di qualsiasi ordine e grado.

Lo statuto del Partito Radicale non ha “finalità”: i suoi fini e i suoi obiettivi sono stabiliti dalla mozione del congresso e possono mutare da un congresso all’altro.

Nell’ultimo Congresso, quello tenuto a Rebibbia nel settembre 2016, il Partito Radicale ha concepito i suoi obiettivi: Giustizia Giusta, Diritto umano alla conoscenza, Stati Uniti d’Europa e, soprattutto, 3.000 iscritti entro il 31 dicembre 2017, da confermare nel 2018, pena la sua chiusura.

“Il Partito Radicale non l’ho ereditato, me lo sono dovuto inventare”, avrebbe detto Marco secondo un ricordo di Mariateresa Di Lascia tratto da un libro di Giulio Andreotti.

A maggior ragione questo vale per noi. Anche noi — ci auguriamo anche con te — ce lo dobbiamo inventare e, se ce la faremo, sarà un partito diverso, non foss’altro per la semplice ragione che non saremo più i soliti 1.000 iscritti degli ultimi 10 anni, ma almeno 3.000.

Abbiamo una ragionevole speranza di raggiungere la meta dei 3.000 iscritti entro la fine dell’anno — a oggi siamo a quota 2.848 –, quello che sappiamo è che oggi vale più che mai la massima “fai quel che devi, accada quello che può”.

In altre parole, più care a Marco, occorre essere speranza, non avere speranza.

“Spes contra spem” oggi significa essere almeno 3.000 iscritti per far vivere, con il Partito Radicale, le ragioni, le lotte, gli obiettivi congressuali.

Contiamo che tu voglia esserci, essere con noi anche nel 2018 … per rimanere — ci teniamo davvero — te stesso, fedele alle tue idee, alle tue convinzioni politiche o religiose.

Un caro saluto,

Iscriviti subito al Partito Radicale con

* carta di credito attraverso il sito iscrizioni.partitoradicale.it

* vaglia postale intestato a : Partito Radicale — Via di Torre Argentina, 76–00186 Roma

* bonifico postale intestato a : Partito Radicale IT33N0760103200000044855005 — BPPIITRRXXX

* bollettino postale intestato a : Partito Radicale 44855005

* bonifico bancario intestato a : Partito Radicale IT56E0832703221000000002381 — ROMAITRR


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