Proviamo a guardare un po’ più lontano.

Growth hacking 2017: i 10 trend che non puoi ignorare

Abbiamo selezionato le tendenze che guideranno le attività di marketing di successo nei prossimi mesi e i suggerimenti pratici che nessun altro ti darà. Ecco il blueprint per la crescita nel 2017.

Il marketing contemporaneo non è più un dipartimento. È una mentalità che dovrebbe corrispondere sempre più alla stessa cultura aziendale. Un processo incessante e condiviso che mobilita membri di team fino a ieri separati e coinvolge designer, comunicatori e coder in modo permanente; un metodo che, in attesa di una definizione migliore, continuiamo a chiamare growth hacking, e che in Enhancers applichiamo in modo quasi ideologico, raccogliendo eccellenti risultati.

Lo scenario di riferimento sta cambiando — ancora una volta… — e quelli che seguono sono segnali indispensabili per ritrovare l’orientamento.

#1. Il growth hacking diventa mainstream

Come è accaduto nel passato più o meno recente con altre buzzword come comunicazione integrata, guerrilla marketing o user experience, nel 2017 sempre più corporation e agenzie — e non più solo le start up — adotteranno l’approccio del growth hacking (o almeno dichiareranno di farlo…).

Growth hacking non è una semplice etichetta da sostituire a digital marketing per apparire up-to-date. Comporta un vero e profondo cambio di paradigma. Nel dubbio, fate riferimento a un consulente affidabile che possiede e padroneggia gli strumenti della crescita. Come Enhancers.

#2. La liberazione dei contenuti

Quest’anno cadranno sempre più recinti attorno ai contenuti. Alcune aziende hanno già iniziato a rimuovere ogni ostacolo, non richiedendo più ai visitatori la registrazione per scaricare un ebook o visionare un report. L’ipotesi è che questa dinamica ormai consolidata generi troppi lead inutili e sia eventualmente nociva per il SEO.

L’affermarsi di questa tendenza richiederà l’invenzione di nuovi meccanismi, più sofisticati e creativi, per generare lead e raccogliere contatti.

#3. Progetti collaterali

In parallelo, diventa necessaria una intelligente diversificazione degli strumenti utili ad attivare e coinvolgere i propri utenti: il cosiddetto side-project marketing. L’idea è quella di offrire gratuitamente qualcosa che abbia un elevato valore percepito e che sia strettamente connesso al tuo core business. Un esempio: HubSpot fornisce servizi di marketing automation per inbound marketer. Di cos’altro ha bisogno un inbound marketer? Tra l’altro, di costruire buyer personas efficaci. E così HubSpot ha creato e messo a disposizione di questi professionisti Make My Persona, un tool on line gratuito che risponde a questa necessità.

#4. Cambiare canale

I social network generalisti sono sempre più affollati e rumorosi, e gli utenti sono alla continua ricerca di nuove piattaforme di consumo e condivisione di contenuti. Una di queste, sulla quale conviene essere presenti prima di tutti gli altri, è Pocket: un’app per salvare contenuti e rileggerli in seguito con 22 milioni di utenti e più di due miliardi di articoli letti, che si sta trasformando in un vero e proprio social network.

#5. Comunità di nicchia

Le persone accoglieranno con entusiasmo i brand in grado di costruire o allearsi con un peer army: un network di pari connessi tra loro che offre un servizio ad altri utenti, ricevendo in cambio un beneficio. Immagina delle micro-community basate sulla stessa logica di Uber o Airbnb. Ecco, ci sei vicino.

#6. Influencer via mail

I nuovi gatekeeper sono i micro-influencer. Per esempio, coloro che curano le newsletter con reach ed engagement più elevate nel loro settore di riferimento. Alcuni esempi: Product Hunt per la scoperta di nuovi prodotti e servizi, Growth Hackers per il marketing, Designer News per il design. Individuare strategie di collaborazione o acquistare spazi di visibilità in queste newsletter garantisce ai brand interazioni più intime, significative e personalizzate.

#7. Funnel mania

L’approccio ossessivamente strutturato per funnel di attivazione e conversione, con le sue implicazioni in termini di misurazione a ogni fase della customer journey e le sue opportunità di ottimizzazione, si estenderà oltre il mondo delle start up. Sempre più aziende affermate e grandi corporation lo adotteranno fedelmente per incrementare la crescita.

#8. Crescere per acquisizione

Un comandamento del social media marketing recita: la crescita deve essere organica. La provocazione del 2017: è davvero sempre così? Guadagnare tempo è fondamentale, e quest’anno vedrà sempre più esperimenti basati sull’ipotesi che comprare per 3.000 $ un gruppo di 500k utenti raggiungendo immediatamente una reach mensile di 100.000+ possa rappresentare una strategia di crescita percorribile.

#9. La nuova vita dei pop-up

La disponibilità di tool sempre più sofisticati — e spesso gratuiti — per integrare modali e pop-up contestuali (exit intention, scroll box…) nell’esperienza utente porterà a un utilizzo sempre più diffuso di questi strumenti apparentemente in declino. Ovviamente, i pop-up possono contribuire ad aumentare engagement e conversione se sono rilevanti e correttamente incorporati nella user experience complessiva.

#10. Chatbot is the new black

Un solo dato: la presenza di una finestra di live chat in una interfaccia può incrementare il numero di lead fino al 600%. La disponibilità di intelligenze artificiali efficaci e a basso costo che consentono di automatizzare l’interazione in tempo reale con gli utenti renderà i chatbot sempre più onnipresenti nel 2017. La condizione per distinguersi: muoversi tra i primi nel proprio settore e concentrarsi sui contenuti. In Enhancers abbiamo già iniziato da tempo a progettare e implementare soluzioni di questo tipo.


Roberto Maggio è Partner, Brand Architect e Head of Content presso Enhancers, segnala trend e prodotti di ogni tipo a più di 53.000 follower su Fancy, ha insegnato e insegna digital marketing e growth hacking allo IED, all’Università Cattolica di Milano e nel corso di Mobile App Design dell’ITS ICT a Torino.