L’open banking abilita servizi extra-bancari

Breve guida alle reali opportunità create dal big bang della PSD2.

Luca Zanin
Apr 29, 2020 · 4 min read

La PSD2 è la direttiva europea in vigore da quest’anno che impone alle banche, su richiesta del cliente, di aprire la cassaforte delle informazioni e condividere i suoi dati finanziari con terze parti (siano esse operatori che inizializzino un pagamento — PISP — integrino saldi o movimenti di conto del cliente — AISP — emettano carte di debito che regolino su conti detenuti presso la banca di radicamento del conto — “fund checking”).

Per la prima volta, quindi, si abilita nel settore bancario uno scambio di informazioni fino a ieri considerate incedibili. La conseguenza pratica è l’apertura non solo agli attori tradizionali, ma a chiunque abbia la capacità di proporre servizi a valore aggiunto per il cliente finale, costruendo soluzioni a partire da quei dati.

Se i risultati più immediati dell’implementazione di questo nuovo modello, infatti, si registreranno nello spazio dei sistemi di pagamento e degli strumenti di gestione finanziaria personale (più efficaci perché potranno aggregare tutti i dati finanziari di una persona, come da anni accade negli Stati Uniti con prodotti come Mint), c’è un enorme giacimento di potenzialità da sfruttare, soprattutto extra-bancarie.

L’app Mint: un budget tracker e planner basato sull’aggregazione di conti

I movimenti del denaro infatti rappresentano tracce concrete di comportamenti, abitudini, gusti, opinioni, emozioni. Su queste tracce possiamo costruire significati e valore in contesti apparentemente lontani, come l’energia, la mobilità, la sostenibilità o il job-matching, e costruire sistemi basati sul processing, l’incrocio e l’arricchimento delle informazioni finanziarie.

Challenger o partner?

Big tech, case automobilistiche, retailer, utility — e non solo. Attori che vengono da lontano, ma contribuiscono alla costruzione di un ecosistema di servizi in rapida espansione. Se in molti casi, nelle banche, il paradigma Open Banking ispira ancora soluzioni “di primo livello” che restano nel recinto dei prodotti finanziari, c’è chi è già passato allo step successivo: siamo a Open X (definizione introdotta di recente nel World FinTech Report 2019).

OpenX: paradigma per la proficua collaborazione tra banche, fintech e terze parti. Si fonda su quattro pilastri. Focus sulla customer experience, dati come principale asset, partnership tra banche e aziende terze, economia della condivisione.

In uno scenario partecipativo come quello descritto, ogni player è altamente specializzato in un ruolo specifico. Il vantaggio competitivo si basa sul “know-where”, cioè sulla conoscenza di dove sono collocati gli attori in grado di contribuire alla generazione di valore della banca. Gli istituti devono selezionare in maniera strategica i propri partner, adottando con loro un approccio collaborativo che mantenga gli utenti al centro, i loro dati come currency e la soddisfazione dei loro bisogni come obiettivo. Lo shift da un modello product-centric a uno customer-centric potrebbe consentire di varcare i confini del proprio mercato di riferimento, per servire bisogni adiacenti dei propri clienti.

Quali servizi saranno abilitati e introdotti nell’ecosistema per raggiungere questo scopo?

Espansione

Il breakdown dei modelli potenziali elaborato da Deloitte

In Italia, Iren, la multiutility basata a Reggio Emilia, ci fornisce un primo esempio interessante. L’azienda ha debuttato nel mondo del payment, chiedendo a Banca d’Italia l’autorizzazione per operare come istituto di pagamento. Potrà svolgere l’attività principale che la PSD2 liberalizza: la possibilità, cioè, di accedere ai dati del conto corrente dei clienti — ovviamente su loro espressa autorizzazione — per disporre in modo diretto addebiti e accrediti senza passare attraverso carte di credito e domiciliazioni bancarie. Una volta ottenuto questo pass, l’utility potrà gestire direttamente la liquidazione delle bollette, anche limitando i casi di morosità, e soprattutto utilizzare questo prezioso strumento (che passa attraverso le mobile app) per vendere ai clienti molti altri servizi, innovativi e digitali.

Negli Stati Uniti, un’iniziativa di Capital One mostra lo stesso approccio al lavoro in un ambito differente: la banca ha creato una piattaforma API aperta per migliorare l’esperienza di finanziamento automatizzato utilizzata da vroom.com, la piattaforma che consente di scegliere e comprare un’auto on line e riceverla a casa. Il sistema permette agli acquirenti di ottenere i fondi per il veicolo direttamente durante il processo di check out. Una soluzione talmente leggera e trasparente — e così radicalmente diversa dal tradizionale processo di richiesta di prestito personale — da incentivare gli utenti a lasciare recensioni come questa: “financing was better through Vroom than my local bank”.

Oltre il paradigma

La domanda cruciale è: una volta varcata la soglia di Open X, fin dove può spingersi l’abilitazione di servizi innovativi e sempre più eccentrici rispetto ai prodotti finanziari?

L’esempio di Iren è un possibile punto di partenza per ulteriori riflessioni, a partire dal comparto dell’energia: il nuovo approccio può portare alla fluidificazione del concetto di bolletta? Per esempio, immaginando un modello per segmentare ogni pagamento in tranche più piccole, oppure delegando a una I.A. il compito di individuare il miglior momento per pagare, magari quando c’è un picco di liquidità nel conto? Introducendo quindi un concetto di scadenza aperta per creare uno strumento sicuro, affidabile e a favore dei clienti? I futuri potenziali e desiderabili iniziano oggi.

Luca Zanin lavora nel dipartimento di Content e Product Writing di Enhancers — Torino

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