Scusi, potrei avere le slide?

NO!

Una volta ad un convegno mi presentai senza slide e cominciai a parlare a braccio. Prima di me aveva parlato qualcuno che aveva lasciato il computer sintonizzato sulla sua ultima slide. Non ci feci caso.

Parlavo, parlavo, cercavo lo sguardo delle persone sedute, per interagire, per capire se quello che dicevo aveva un senso per loro e così via. Ma facevo fatica a creare “contatto visivo”, guardavano fissi quella slide. Senonché, evidentemente ad un certo punto era passato il tempo oltre il quale Windows si preoccupa di salvaguardare i pixel dello schermo e fa partire, appunto, il “salvaschermo”. Nel medesimo istante noto gli sguardi degli astanti roteare e muoversi come gli spettatori di una partita di tennis che seguono assorti un fitto scambio di gioco. Stavano seguendo sullo schermo il logo di Windows che si muoveva di qua, poi di là, poi su, poi giù e così via. Erano colti insomma da una specie di ipnosi collettiva involontaria.

A quel punto, sbotto: “aoh! io sto qua! mi vedete?! Sto parlando di qua! Ci vogliamo guardare un poco negli occhi?!”. Piccola risata liberatoria e poi proseguimmo come si deve.

Beninteso, non erano distratti, mi stavano seguendo perfettamente (ne avevo interrogati qualcuno a campione e stavano seguendo) solo che l’effetto “powerpoint” prevede il seguente rito: arriva il relatore, carica le sue slide (dalla penna usb se è vecchio stampo, da google drive se è uno fico), le lancia e comincia a parlare. Da quel momento gli occhi sono puntati sulle slide mentre le orecchie al relatore. All’ultima slide, in genere contenente il testo: “grazie per l’attenzione”, parte l’applauso, in tono soviet.

Questa cosa può funzionare e anzi dischiudere anche scenari operativi interessanti e nuovi (tipo: avviare una registrazione audio della relazione, impostare le slide con animazione automatica, andare al bar e rientrare per raccogliere l’applauso), ma solo se si sa usare bene la comunicazione “slide”. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Realizzare una lezione o relazione efficace con slide à la PowerPoint non è facile, niente affatto. Ed infatti non sempre e non tutti ci riescono.

Il criterio principale per capire se le slide sono fatte bene è il seguente: se vi chiedono di lasciargliele, a mo’ di materiale del convegno/lezione e voi lo fate ritenendo che possano essere effettivamente utili se consultate autonomamente, allora sono sicuramente fatte male. Perché non avete fatto delle slide, bensì delle dispense. Per carità, vanno bene, ma avreste potuto risparmiarvi la fatica della relazione/lezione e dare direttamente il file .ppt senza ammorbare il pubblico con la vostra voce, a meno che non piaccia a voi stare a sentirla in uno slancio narcisistico.

Periodicamente, poi, appaiono articoli, ricerche, che affermano che le slide powerpoint sono dannose, perché impigriscono gli studenti, specie in ambito universitario, e rendono genericamente noiosa la lezione.

Qui però si commette un grave errore, neanche molto raro: si confonde il metodo con lo strumento.

Le slide powerpoint, in sé, non sono male, anzi. Se usate bene possono diventare uno straordinario strumento di coinvolgimento e motivazione alla partecipazione. È il metodo con cui si usa lo strumento a definirne l’efficacia.

D’altra parte, è facile riscontrare la fallacia del ragionamento. Lezioni senza slide sono necessariamente divertenti, efficaci, coinvolgenti, formando studenti intelligenti e attenti? Certo che no!

Non c’è alcun determinismo tra tecnologia ed efficacia comunicativa o formativa.

È il metodo, nel suo insieme di fattori, a definire l’efficacia.

Si può usare un tablet per sfogliare un ebook come fosse un libro. L’ebook risulterà noioso e inutile come la sua versione cartacea, se non peggio.

Si può usare una LIM come fosse una lavagna di ardesia. Sarà noiosa come la lavagna di ardesia, se non peggio.

Si possono usare le slide come dispense pdf, magari solo un filo più alleggerite e meno fitte di testi e immagini. Saranno comunque noiose come le dispense in pdf, se non peggio.

E così via, insomma avete capito quello che intendo.

Dunque? Niente slide? Niente affatto! Benvenute slide, ma che facciano da scenario, contesto e pretesto alla lezione, e non esse stesse lezione.

La lezione deve essere fatta dal docente. Gli studenti devono seguire il docente, non le slide.

Dare le slide, senza avere presente quanto detto e fatto dal docente, non deve avere senso e utilità.

L’esperienza formativa è data dalla lezione, non dalle slide.

Dunque, costruite slide in modo coerente. Se proprio dovete. E, quando ve lo chiedono, rispondete: “no, le slide non ve le lascio”.