Contextual Design

Qualche riflessione in Officina 31


Qualche giorno fa in Officina 31 ci siamo divertiti a scommettere su quali saranno le prossime sfide a livello di tecnologico e di progettazione nel medio periodo (prossimi 2–5 anni).
Per quanto riguarda la progettazione, a mio avviso, sentiremo sempre più spesso parlare proprio di contextual design. Non tanto come processo di studio etnografico, quanto di nuova best practice progettuale: andremo a tener conto sempre di più del contesto d’uso di una determinata interfaccia.


Stimolato dal titolo di questo articolo “The future of Technology isn’t Mobile, it’s Contextual” ho pensato che lo stesso principio è adattabile proprio alle interfacce. Cerchiamo rifugio del design di interfacce responsive, che si adattino al device, ma dovremo sempre più focalizzarci sul contesto più che sul device utilizzato.

Un esempio. Poco tempo fa ho avuto a che fare con la progettazione di un interfaccia medica per la realizzazione di una cartella clinica informatizzata su dispositivo tablet.
Il software in questione esiste già per piattaforma desktop, e il mio apporto è stato quello di scoprire ed analizzare le necessità del personale medico relative all’attuale cartella clinica cartacea, sviluppare l’esperienza d’uso ad un tablet, creare un prototipo, testarlo con il personale medico, e iterare il processo in maniera evolutiva per il progetto.

Il fatto di dover progettare per un supporto tablet porta tutta una serie di accortezze relative alla leggibilità, al posizionamento degli elementi a schermo, all’immediatezza e semplicità che dovrà essere presente soprattutto in un applicativo medico. Di fatto quindi sto sviluppando in maniera “responsiva”, e fatta la dovuta analisi potrei fermarmi qui.
Ma quali possono essere le attenzioni contestuali fermo restando che stiamo usando sempre il device tablet personale?
Ad esempio grazie alla geolocalizzazione del device in fase di accesso al software potrebbe mostrarmi solo la lista dei pazienti del reparto in cui sono. Oppure mostrare al personale medico se sono all’interno della struttura o meno. O ancora il mio personal tablet potrebbe disattivarmi o rendermi silenziose le notifiche se consultassi da fuori la struttura sanitaria. Gli esempi potrebbero essere moltissimi.

Probabilmente questa immagine darà un po’ fastidio ☺
Una delle sfide progettuali dei prossimi anni sarà proprio quella di rendere contestuali le interfacce dei nostri device.

Pensiamo anche a tutto l’utilizzo di devices in auto.
Non a caso Renault ha realizzato proprio uno store di applicazioni per la sua plancia: R-Link. O ad esempio il multitasking di device: il 77% delle persone utilizzano un tablet mentre guardano la TV. Che scenari potrbbero aprirsi? Pensate ad esempio ad avere consultabile in tempo reale tutta la tabella dei tempi e delle performance delle auto sul vostro tablet mentre state guardando in TV il Gran Premio. Anche qui gli esempi potrebbero essere molteplici.

Lo scenario è attuale, e il tempo di progettare “contestualmente” è ora.
In qualità di designers dovremo essere pronti proprio a sviluppare interfacce che non siano desktop e/o mobile, ma che possano contestualizzarsi, dato che non conterà più il device ma dove lo stiamo usando.

Se già ora, avute le specifiche, vi chiedessero di progettare un’applicazione per i Glass di Google, da dove partireste?
Accettereste la sfida?

Articolo di Riccardo.
(scritto a giugno 2013)

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