MappatOHM — Una esperienza di mappatura non convenzionale [ITA]

Marco Montanari
May 18, 2018 · 4 min read
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I mappatori in cammino sotto al porticato di San Giacomo Maggiore (Foto di R. Trojanis) CC-BY-SA-3.0

Sabato 12 Maggio si è svolto il secondo MappatOHM all'interno degli eventi del progetto ROCK, il primo con un target prettamente storico/architettonico. L’operazione è stata divisa in tre parti.

Una prima introduzione, avvenuta nell’Aula Magna dell’accademia di Belle Arti grazie al prezioso aiuto di Simone Garagnani dell’Univeristà di Bologna, che ha fornito un inquadramento storico ed architettonico della zona U rispetto alla complessa storia urbanistica bolognese.

In seguito all’introduzione, si è provveduto ad una operazione di raccolta sul campo di contenuti, dati e foto attraverso una passeggiata lungo Via Zamboni, partendo da Piazza di Porta San Donato per finire su piazza Ardigò esplorando i numerosi punti di interesse sul percorso

La zona presenta diversi luoghi dalla storia intrigante, essendo l‘area circostante la storica dimora dei Bentivoglio, nello spazio ora occupato dal Teatro Comunale e dai Giardini del Guasto. La stratificazione della città è incredibilmente viva e vivida in questo angolo di Bologna, sia a causa della posizione vicina all’area dell’università, che a causa dei continui passaggi di potere. La zona U su via Zamboni, partendo dalle torri, inizia nella zona dell’espansione Longobarda, attorno all’attuale Piazza di Porta Ravegnana, fra il VII e il IX secolo, a quel tempo attraversata dal torrente Aposa e del canale di Savena. Di quel periodo non ci sono tracce urbanistiche ai giorni nostri, ne’ di tipo artistico se non per il Catino di Pilato, nella attuale Basilica di Santo Stefano.

La zona U che conosciamo oggi è quella nata nel contesto di crescita incredibile che ebbe Bologna fra i periodi bassomedievale e rinascimentale. Nello specifico, questa zona prende forma fra il XIII e il XVI secolo, donandoci degli scorci curiosi ed affascinanti di una Bologna pubblica anche negli spazi privati e in spazi monastici ora dedicati ad uso civile, come ad esempio il monastero degli agostiniani nel quale è incastonata la basilica di San Giacomo Maggiore, oggi occupato dal Conservatorio.

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Zona U by Studio KULLA, dati Open Data Comune di Bologna
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All’interno del museo di Mineralogia (Foto di R. Trojanis) CC-BY-SA-4.0
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All’interno del chiostro dell’oratorio di Santa Cecilia (Foto di R. Trojanis) CC-BY-SA-4.0
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Vista delle Due Torri da sotto il portico di Palazzo Manzoli Malvasia (Foto di R. Trojanis) CC-BY-SA-4.0

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