#OpenBilancio 4. La lobby del treno e le giuste priorità

Oggi ho aspettato un po’ a scrivere. Visto che negli ultimi tre giorni appena ho chiuso il post è arrivata una nuova bozza della Legge di Bilancio. Sono le 9.53, è sabato e credo che dovremmo essere al sicuro: per le prossime due tre ore magari non ne arrivano.

Questi sono giorni convulsi, non fai in tempo ad analizzare, che subito devi ricominciare daccapo, perché il testo è nuovo e porta nuove norme. Ieri ho seguito le vicende del bilancio a distanza. Sono stato in Campania per un paio di riunioni ed un piatto di tacchino con la scarola, che ho mangiato alle tre di pomeriggio.

Martina si è meritata il titolo di digital queen di Reti, visto che si è «smazzata» le bozze in modalità mobile, per aria per terra e per mare.

Forse il relatore alla fine non lo farà Santini, ma Magda Zanoni, che lo ha già fatto l’ultima volta che il Senato ha fatto una lettura vera della «mamma di tutte le norme», cioè due anni fa. L’anno scorso Palazzo Madama non ha visto fermarsi il treno, la crisi di Governo post-referendum ha costretto gli indossatori di laticlavio a passare la mano con un passaggio lampo.

Quest’anno, c’è da giurarlo, si rifaranno. Martedì inizia il DL fiscale e bisogna iniziare a stringere le questioni ed i contatti seminati in questi mesi, per cogliere risultati che aspettiamo da tempo, in qualche caso anche da anni.

Anche per questo oggi siamo in missione. La lobby ferroviaria si muove verso nord

In particolare in direzione Firenze. Oggi la città del giglio ospita due eventi pieni zeppi di persone con cui discutere di Legge di Bilancio. Io vado dai giovani di Cultura Democratica, a parlare del nostro lavoro. Giusi farà un salto alla festa del Foglio, dove già c’è Massimo. Stefano probabilmente farà la spola tra i due eventi e speriamo che non si perda.

L’obiettivo della giornata è chiaro, prioritario, inderogabile: una tappa al Perseus.