ph. Pierangelo Laterza

Orlo, bookzine di cultura pratica

Un progetto editoriale sul design, l’autoproduzione e i luoghi di margine

Orlo nasce dalla meraviglia per tutto ciò che non è progetto, dalla sapienza dell’errore. Crediamo sia importante procedere incerti verso scenari sorprendentemente lontani da modelli e processi a cui facciamo spesso riferimento. Crediamo che la marginalità rappresenti un punto di forza, che i suoi luoghi siano quelli dove si sviluppano nuovi linguaggi significativi.

Vogliamo esplorare e scoprire. Crediamo che le pratiche di autoproduzione spontanea ed inconsapevole siano un fatto culturale e politico, una grande risorsa. Crediamo che necessità e tradizione si debbano ricomporre nel saper fare. Orlo è una bookzine di cultura pratica.

Ogni numero nasce dal montaggio di dati, tracce e materiali raccolti nel corso delle nostre esplorazioni. Orlo è un esperimento a metà tra editoria tradizionale e digitale. Ogni numero è pubblicato in formato elettronico e cartaceo in edizione limitata.

Orlo è anche reportage, interviste ed extra pubblicati in rete.

Di cosa si parla nel numero zero?

Le cronache degli ultimi tempi ci offrono molti spunti interessanti per iniziare ad indagare più a fondo alcune problematiche del Mezzogiorno italiano. Con il Numero zero di Orlo ci dirigiamo in Basilicata, per poi percorrere i territori vicini: un viaggio da Bagnoli a Dràpia.

Nel continuo susseguirsi di novità e cambiamenti, sono molti gli scenari cui prestare attenzione. Di molti non esiste nemmeno una sufficiente rappresentazione. La contaminazione in atto non è solo ambientale; con la massiccia e disperata circolazione di persone, riaffiorano i vecchi e nuovi problemi di convivenza. Altri sud emergono, contendendosi la sopravvivenza. Questo quadro così intrecciato favorisce l’affermarsi e il diffondersi del fare spontaneo. L’autocostruzione è da leggersi come naturale risposta alla mancanza di politiche ed interventi adeguati. Il numero zero vuole dare visibilità a progettisti, comunità e reti attivi nei territori di Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.

Il viaggio inizia dunque a Napoli, dove i Vulcanica Architettura ci spiegano come trasformare Bagnoli nel più grande laboratorio di bonifica in Europa. Con LAB, Laboratorio di Fotografia di Architettura e Paesaggio osserviamo più da vicino alcuni territori meno noti della Puglia. La condivisione e l’autoproduzione sono pratiche più che note da generazioni, come ci raccontano le foto di Luciano Montemurro scattate in Basilicata tra il 1978 e il 1982.

A Matera facciamo visita a Casa Netural dove scopriamo com’è vivere e (co)progettare in Basilicata e nei territori rurali. A Pisticci (MT) gli Imbianchini di Bellezza ci raccontano la loro idea di rigenerazione urbana dal basso. Ci spostiamo poi nel borgo fantasma di Boreano vicino Venosa (PZ), nella scuola di Italiano per stranieri che ha luogo in una chiesa abbandonata. Gli scatti di Alessandro Penso raccontano la quotidianità dei dei giovani migranti e del duro lavoro nei campi.

Con il manuale per l’autocostruzione di un riparo, illustrato da Michela Voglino, impariamo le basi della sopravvivenza. Infine, raggiungiamo Dràpia (VV), dove Michelangelo Pugliese ci racconta i suoi progetti di riqualificazione dei centri urbani minori della Calabria.


Il numero zero è in stampa e presto sarà disponibile anche in formato digitale. Nel frattempo l’avventura di Orlo continua qui su Medium dove ci sarà spazio per progettisti, comunità e reti capaci di introdurre modalità inedite di produzione e fruizione di servizi e di luoghi. 
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