La rivoluzione disabile

Libertà di spostamento=indipendenza=dignità della persona

Paolo Iabichino
Mar 7 · 3 min read

Le libertà fondamentali e la necessità di garantirne il pieno godimento da parte delle persone con disabilità, senza discriminazioni, passa spesso attraverso la creazione di nuove forme, la ridefinizione di oggetti cristallizzati da standard acquisiti. Le aziende che hanno il coraggio di scardinare il preesistente per abbattere barriere comportamentali ed ambientali non si rivolgono ad un target ma abbracciano l’altro come interlocutore.

Il marchio diventa una creatura che abita la vita delle persone e considera il contesto, intervenendo attivamente sul tessuto sociale.

Ci sono aziende e imprenditori che cercano di dare concretezza e soluzioni a quello che per molti è solo un concetto astratto, distante dal proprio vissuto, ma che per altri è assolutamente centrale e condizionante nella vita quotidiana: l’accessibilità.

Un gradino diventa un ostacolo insormontabile per visitare un museo, una strada dissestata un impedimento invalicabile per raggiungere un negozio, una macchina troppo piccola un veicolo inutilizzabile per chi ha bisogno di usare una sedia a rotelle per spostarsi.

Rendere accessibili luoghi e ambienti non è un vezzo, un elemento accessorio dell’architettura ma una condizione indispensabile per assicurare una reale libertà. Una libertà di spostamento che si traduce in indipendenza. Ed è l’indipendenza che garantisce la dignità della persona.

Come sancisce la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità la persona al centro, il suo sviluppo integrale è la stella polare per riconoscere e promuovere il valore infinito della persona per il solo fatto che esista, così come è.

In questa direzione va il progetto di Revolve Air di Andrea Mocellin. Una bella storia che vogliamo raccontare perché intende reinventare il concetto di sedia a rotelle, adeguandola agli standard universali delle dimensioni del bagaglio a mano a bordo di un aereo.

Si ripiega nello stesso tempo di una comune sedia a rotelle pieghevole, ma occupa fino al 60% in meno di superficie quando è chiusa perché sia le ruote che il telaio vengono ripiegati.

Non è un dettaglio trascurabile, un semplice risparmio di spazio ma significa che non è più necessario effettuare il check-in della sedia a rotelle all’aeroporto ore prima del volo con il rischio di danneggiarla o aspettare la riconsegna dei bagagli. Significa poter guidare anche auto piccole e prendere qualsiasi taxi disponibile, senza dover prima misurare le dimensioni del bagagliaio.

Progettazione universale significa considerare sin dall’origine la diversità sociale delle persone e deve essere la linea guida per la costruzione di spazi ed oggetti.

Il prossimo passo è individuare dei partner per sviluppare una serie limitata di sedie a rotelle da testare con potenziali utenti e in infrastrutture diverse per cercare di cambiare questa porzione di mondo.

Ci date una mano a far girare questa storia?

Osservatorio Civic Brands

L’osservatorio sull’impatto sociale delle aziende e brands in Italia

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Il nuovo progetto editoriale e di ricerca a cura di Ipsos e Paolo Iabichino che mira a indagare e raccontare l’impegno sociale delle aziende e brand in Italia

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