“I Meravigliosi Dinosauri Argentini al Mudec”

Dinosauri. Giganti dall’Argentina.

Lo scorso 21 marzo 2017, ho avuto la fortuna di partecipare all’inaugurazione della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina” presso il Museo delle Culture di Milano. E’ stato molto emozionante ritrovare un pezzettino della mia terra natia proprio a Milano e visitare la mostra insieme alla mia famiglia. In effetti la giornata era dedicata alle famiglie e i bambini che, accolti da esperti e animatori, sono accorsi numerosi alla scoperta di questi antichi abitanti della Terra.

In mostra l’intero percorso evolutivo dei dinosauri dalle origini fino all’estinzione: 150 milioni di anni di storia naturale narrati attraverso reperti e copie accuratissime, provenienti dall’Argentina, uno dei territori più ricchi ed importanti per lo studio dei dinosauri. In nessun altro Paese si può infatti trovare una tale ricchezza di esemplari appartenenti ai tre periodi dell’era Mesozoica.

Patrocinata dal Consolato Generale della Repubblica Argentina in Italia e dopo la prima tappa a Padova, la mostra è in concomitanza con “Rex and the city. I sauri e noi “(nello stesso periodo sempre al Mudec, nello Spazio Focus), curata da un comitato scientifico costituito da conservatori del Comune di Milano, che punta a illustrare con taglio antropologico il nostro atteggiamento nei confronti dei dinosauri, di questi animali preistorici mostruosi che attraverso rappresentazioni, quadri, film, cartoni animati hanno attraversato la storia umana fino a oggi.

E le urla di gioia dei bambini meravigliati dalla visione di questi giganti, hanno trasformato il Mudec in una scuola per grandi e piccini.!

Come sottolinea il curatore della Mostra Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, in nessun paese del mondo si può trovare una tale ricchezza di esemplari appartenenti a tutti e tre i periodi dell’era Mesozoica. “Nel Triassico l’Argentina apparteneva a un super continente unico, la Pangea, le Ande non esistevano e le correnti umide oceaniche arrivavano nell’immenso entroterra della Patagonia sotto forma di poderosi acquazzoni — spiega Dal Sasso -: era un vero Eldorado per lo sviluppo dei dinosauri. Poi con la formazione della Cordigliera per corrugazione, essa divenne una barriera naturale alle correnti umide, contribuendo a formare il deserto della Patagonia, che rende facilmente visibili oggi la stratificazioni geologiche. Oggi quindi è un Eldorado per i paleontologi, che sono messi nelle condizioni di sfogliare le pagine di un libro che racconta una storia di almeno 300 milioni di anni”.

Le tracce più preziose arrivano dalla Patagonia: qui sono stati rinvenuti i cinque dinosauri più antichi della storia, risalenti al Triassico, che dimostrano come si trattasse già di un gruppo animale differenziato, qui è stato trovato il Panphagia, il più antico precursore dei dinosauri dal collo lungo (sauropodi), e qui sono stati ritrovati l’Argentinosaurus e il Gigantosaurus riprodotti nell’ambito della mostra milanese.

La mostra è stata anticipata da un incontro di avvicinamento lo scorso 27 febbraio 2017 in cui alcuni gli esperti ci hanno ricordato che in Argentina sono stati rinvenuti anche i fossili degli animali che furono i precursori dei dinosauri, così come anche le uova fossili originali che sarebbero state esposte al Mudec. In effetti gli esemplari argentini sono il fulcro da cui partire per ripercorrere l’intera parabola dei dinosauri sul pianeta : nella Patagonia argentina ci sono tutti gli elementi per ricostruirne l’evoluzione dalle loro origini all’acquisizione di dimensioni sempre maggiori per arrivare al gigantismo di alcune specie, proseguendo con gli effetti della deriva dei continenti sulla diversificazione della popolazione mondiale. Il termine “dinosauro” lo coniò nel 1842 il paleontologo ingleseRichard Owen combinando le parole greche δεινός/deinòs (“terribile” o “spaventosamente grande” o “formidabile”) e σαῦρος/sàuros (“rettile” o “lucertola”); composto dai termini greci deinos e sauros, significa letteralmente ‘terribile lucertola’. Un’etimologia, quella di ‘dinosauro’, che rivela senza dubbio le prime impressioni che l’uomo ebbe ritrovando i resti di questi enormi rettili.

Vengono presentati reperti originali appartenenti alle collezioni scientifiche di alcune delle più prestigiose istituzioni museali argentine, insieme a riproduzioni ottenute con tecniche sofisticatissime a partire dai resti fossili, pezzi unici scientificamente rilevanti ricostruiti dai paleontologi che hanno partecipato attivamente alla realizzazione della mostra.

Ischiagualsto, Nahuelito, Sanagasta, sono i principali parchi nazionali dell’argentina da dove provengono i reperti e che vengono evidenziati con interessanti filmati per imparare, viaggiare con la fantasia e magari un giorno visitarli di persona. Particolarmente emozionante è stato rivedere immagini del Museo de la Plata visitato durante la mia infanzia e dove per la prima volta vidi i reperti e le riproduzioni di questi meravigliosi giganti.

Attraverso un percorso cronologico, la mostra ripercorre l’intera storia dell’evoluzione dei dinosauri partendo dal Triassico che ha lasciato importanti testimonianze nelle rocce del parco naturale di Ischigualasto, da dove provengono i cinque dinosauri più antichi noti finora, tra cui l’Eoraptor lunensis esposto in mostra.

Si passa poi al periodo Giurassico, durante il quale si assiste a un aumento nella varietà di forme, con lo sviluppo di grandi predatori e dei primi dinosauri coperti di piume, forse in grado di volare.

La mostra si conclude con il Cretaceo che, accanto alla nascita e alla diffusione delle piante da fiore, ha visto il massimo livello di biodiversità nel mondo dei dinosauri. A questo periodo risalgono i giganti, di cui sono esposte le ricostruzioni in dimensioni reali: l’erbivoro più grande del mondo, l’Argentinosaurus huinculensis che poteva raggiungere i 38 metri di lunghezza, e il più grande carnivoro terrestre finora conosciuto, il Giganotosaurus carolinii, 13 metri di lunghezza per 10 tonnellate, che superava in dimensioni il più famoso Tyrannosaurus rex.

A questo periodo risalgono anche le molte uova provenienti dallo straordinario sito di Auca Mahuevo nella provincia di Neuquén, dove è stato rinvenuto anche il primo embrione originale di dinosauro erbivoro gigante, affiancato in mostra dalla rappresentazione virtuale della sua evoluzione nell’uovo.

Nelle fotografie e video in allegato, si possono osservare immagini di quest mostra che consiglio di visitare vivamente a tutti!

La mostra si protrae fino al 9 luglio 2017 e allora non perdiamo e corriamo a vedere o rivedere questi meravigliosi giganti!

Like what you read? Give Alejandro Librace a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.