“Le Festività Natalizie in Argentina”

Come anticipavo nello scorso incontro, il paese dove sono nato storicamente viene definito come un “crisol de razas” (un crogiuolo di razze) e le feste natalizie sono sensibilmente influenzate dalle tradizioni europee arrivate attraverso i nostri antenati immigrati………..Basti pensare che a Buenos Aires a fine ‘800 l’immigrazione era rappresentata da oltre cento nazionalità diverse. In maggioranza italiani e spagnoli, ma anche francesi, tedeschi, russi, medio orientali, ecc. E in molte famiglie per rispettare le tradizioni dei nonni, si preparano e si mangiano nonostante i 35, 40 gradi di caldo all’ombra, ciò che loro mangiavano a zero gradi e magari con la neve! Famiglie e amici si riuniscono per condividere un’immensa tavolata. Si parte con la “picada” della “Noche Buena” (vigilia di Natale) ricca di antipasti di ogni tipo: prosciutti, salami, formaggi, olive, ecc. Si prosegue con l’”asado” (grigliata argentina in tutte le varianti possibili) in cui la carne di manzo è accompagnata dai “chorizos” (salsicce) e “morcillas” (simile al sanguinaccio). Alcuni preparano anche il tacchino e i più testardi la porchetta che richiede cinque o sei ore di cottura a fuoco lento (sempre con le temperature estive!). Il tutto può essere accompagnato con la salsa “chimichurry “o la salsa “criolla”. Patate al forno, insalata russa, pomodori ripieni sono tra i contorni prediletti. Ma in molte famiglie per non perdere le tradizioni dei nonni non può mancare un buon piatto di pasta nella variante preferita da ciascuno. Le “empanadas” (una specie di panzerotti ripieni di carne, mais, tonno, verdure, ecc.) nelle diverse varianti delle provincie argentine accompagnano le pietanze della serata.

Per quanto riguarda i dolci ci sono i “pan dulces” (panettoni anche con varianti argentine come quelle con il dolce di latte), budini, torroni, pesche sciroppate, noci, mandorle, tanta frutta e Il “Mantecol” (una specie di torrone semi-morbido fatto con burro di arachidi che prese l’ispirazione da un dessert della cucina greca, la halva). I dolci vengono accompagnati dal “clericó”, una bevanda alcoolica preparata in una brocca originariamente di creta, ma attualmente in vetro, mischiando diversi tipi di frutta quali arance, ananas, pesche, melone, fragole, ecc. con vino bianco o rosso. In più si aggiunge un po’ di zucchero e ghiaccio e si può gustare usando un cucchiaino. Per il brindisi va benissimo lo champagne oppure il sidro. Ci sono vigneti ai piedi della Cordigliera delle Ande che producono vini apprezzati in tutto il mondo. Ovviamente non mancano i gelati e sorbetti.
A mezzanotte con l’arrivo di Papà Noel (Babbo Natale) si aprono i regali posizionati intorno al presepe o all’albero natalizio che solitamente viene costruito intorno all’otto dicembre, data della ricorrenza dell’Immacolata Concezione.
Queste tradizioni si mantengono sia alla Vigilia di Natale che nella notte di San Silvestro. A Capodanno si balla fino all’alba e in molti casi si fa il bagno in piscina o al mare!
Nella giornata del 31 dicembre in segno di rinnovamento, si buttano per strada le cartacce e i calendari dell’anno trascorso. Qualcuno durante la notte butta via anche i piatti……….Botti, fuochi d’artificio, e danze di tutti i generi (anche per strada) e tanta allegria si protraggono fino all’alba, accompagnando l’arrivo del “Año Nuevo”! Naturalmente non possono mancare le lenticchie come buon augurio per l’anno appena incominciato e quando giunge la stanchezza, ci si siede per raccontare storie, barzellette o cantare al suono di una chitarra e in compagnia di un buon “mate”. 
Come digestivo il tradizionale “mate”, infuso ottenuto dalla “yerba mate” (consumato dalle popolazioni indigene sin dall’antichità) si beve con la “bombilla” (cannuccia di metallo) o come “mate cocido” (in una tazza grande). Ma soprattutto essendo condiviso da tutti (si beve dallo stesso bicchiere(mate o calabaza)) è un rituale di fratellanza tipico dell’Argentina ma anche dell’Uruguay. 
Per l’Epifania è di tradizione condividere la “Rosca de Reyes”, una ciambella tipica dei paesi ispano americani, ripiene con crema pasticcera, uova sode e in alcuni casi della frutta. (in particolare Argentina e Messico) al suo interno contiene le “sorpresine” dei Re Magi. Inoltre i bambini nella notte tra il 5 e 6 gennaio lasciano le scarpe intorno al presepio con la speranza di ritrovare la sorpresina (soldini) al risveglio. 
Le donne indossano mutandine rose a Natale in segno di purezza. Invece sono di color rosso nel Capodanno per richiamare l’amore.
Ricordo inoltre che ci sono altri Capodanni festeggiati da diverse Comunità: Quella ebraica (con oltre due milioni di compatrioti è la più grande del mondo in proporzione agli abitanti) intorno al mese di settembre. Ma anche il Natale e Capodanno Ortodosso e altri ancora da parte delle comunità indigene. I Guaranì lo fanno generalmente a giugno o a settembre e le celebrazioni durano sei giorni. Gli Aymara, i Coyas e i Mapuches il 21 giugno. Il minimo comune denominatore di tutti è il solstizio d’inverno e generalmente si commemora la Madre Terra (Pachamama) e il padre Sole (Tata Inti). I Diaguitas lo fanno il 24 giugno. Più recentemente con l’arrivo degli immigrati cinesi si celebra il tradizionale Capodanno Cinese nel mese di febbraio.