Rossi contro Blu

La sfida fra Scozia e Galles in 5 punti su cui concentrare la propria attenzione

La prima partita della terza giornata si gioca al Murrayfield di Edimburgo domani pomeriggio. La sfida celtica fra Scozia e Galles vede le due squadre arrivare al fischio d’inizio in condizioni opposte, nonostante entrambe provenienti da una sconfitta nel secondo turno: la prima è stata ridimensionata dopo la sconfitta di Parigi e deve dimostrare di essere competitiva nonostante le assenze del numero 8 Josh Strauss, e del capitano, mediano di mischia e pastore di anime dello spogliatoio Greig Laidlaw, entrambi fuori non solo per questa partita ma per tutto il torneo; la seconda invece dopo un inizio vittorioso ma appannato in Italia, ha fatto vedere quanto ancora di buono c’è in una squadra esperta ma logora. Si tratta di una sfida ad eliminazione diretta: chi perde, perde anche il diritto di continuare a sperare in un inciampo inglese e vincere il Torneo. Entrambe sono infatti appaiate in classifica con 5 punti, tanti quanti quelli con i quali analizziamo questa partita.

Lo slalom gigante di George North che ha concluso il match un anno fa. La potente ala è di nuovo nella formazione titolare del Galles dopo aver recuperato dall’infortunio che lo ha tenuto fuori dalla partita contro l’Inghilterra

Ali Price is the new nine

Greig Laidlaw, leader, cervello tattico e cecchino della squadra in maglia blu, non sarà della partita, né sabato né nelle successive due partite. Lo rimpiazza un giovane di belle speranze, Ali Price da Kings Lynn, Inghilterra. Qualificato scozzese grazie alla discendenza materna, Price ha ottenuto il suo secondo cap due settimane fa, entrando dalla panchina e ben figurando al Parc des Princes.

Il 23enne Price ha convinto Cotter ha dargli la maglia da titolare preferendolo al collega di club Henry Pyrgos, più esperto di lui e con doti di leadership certificate dal suo co-capitanato in quel di Glasgow, ma di ritorno da un pesante infortunio al ginocchio. Prima dei quasi sessanta minuti di Parigi, Price aveva giocato solamente sette minuti nella sua prima presenza in maglia scozzese in un match dominato contro la Georgia.

Mancherà un po’ di esperienza, magari, ad affiancare Finn Russell in mediana, ma Price ha quell’elettricità e quella pulizia nel passaggio che può consentire all’apertura scozzese di avere un mezzo secondo in più per attaccare la linea avversaria e scegliere la lettura giusta per impensierire la difesa avversaria. In più, ambizione e personalità non mancano al mediano dei Glasgow Warriors, che oltre al carattere può vantare una ottima conoscenza del suo partner Finn Russell, insieme al quale sta portando Glasgow a ben figurare in Champions Cup.

Royal Rumble nei breakdown

“Questa non è una storia sul mio ritorno, ma su quello che posso portare alla squadra come capitano e come giocatore” dice John Barclay, il numero 7 della Scozia nominato da Vern Cotter capitano della squadra.

La carriera del trentenne Barclay in nazionale sembrava conclusa dopo la mancata convocazione prima per il Sei Nazioni 2015 e poi per la Coppa del Mondo in Inghilterra dello stesso anno. Due anni dopo, il giocatore si è guadagnato la fascia con una prestazione scintillante nel primo turno, uscendo dalla panchina contro l’Irlanda e dando nuova e cruciale linfa vitale ai suoi. Già a Parigi, dopo l’infortunio di Laidlaw nel primo quarto di partita, Barclay aveva preso le redini, e adesso si trova ad affrontare facce assai conosciute, visto che gioca in Galles con gli Scarlets. Una leadership, la sua, basata sull’esempio: grande placcatore, giocatore coraggioso e che non disprezza di giocare il pallone, Barclay è affiancato in terza linea dal ruvido Ryan Wilson a numero otto e da John Hardie come blindside. In panchina Hamish Watson, che pure aveva brillato nelle prime due giornate.

Un match-up tosto quello della terza linea scozzese contro il trio dei Dragoni che ha messo a ferro e fuoco il Millennium due settimane fa: Sam Warburton senza i gradi di capitano e con la maglia numero sei sulle spalle è tornato il giocatore che conoscevamo, Justin Tipuric è semplicemente ovunque e Ross Moriarty chiude il cerchio con la sua fisicità (avete presente quel buffetto a Owen Farrell?).

Le rispettive capacità di portare avanti il pallone e di fermare d’altra parte l’avanzamento avversario saranno il punto focale nello scontro fra questi due allineamenti, ma tantissimo si giocherà nella caccia ai palloni avversari nei raggruppamenti, cosa che entrambe le terze linee hanno mostrato di saper fare alla grande nei match passati, e che sarà la vera gioia per gli occhi in una sfida tre contro tre golosa per tutti gli spettatori.

Un’ancora in mischia chiusa

Uno dei cambi effettuati da Vern Cotter per il match contro il Galles è l’avvicendamento in prima linea fra Gordon Reid e Allan Dell, con il primo a guadagnarsi il posto da titolare in nome di una maggiore solidità in mischia chiusa.

La mischia ordinata sarà infatti l’ambito principale nel quale il Galles cercherà di imporre il proprio dominio. Mentre i Dragoni sono stati vincenti in quella fase con l’Italia ma anche e soprattutto con l’Inghilterra, la Scozia ha evidenziato alcune lacune che gli avversario cercheranno di sfruttare al massimo.

Non dicono benissimo i precedenti fra Scozia e Galles degli ultimi dieci anni. Beh, dipende sempre da che lato li si guarda (fonte: planetrugby.com)

Da qui la decisione di affidarsi alle abilità di Reid e una serie di allenamenti specifici preparati dallo staff tecnico scozzese per affrontare la sfida di sabato. Galles che ha nel pilone Francis la sua più temibile arma in prima linea, un animale da mischia chiusa che ha già messo in difficoltà Joe Marler e ha cambiato l’inerzia dei raggruppamenti ordinati nella partita dell’Olimpico.

Duello al (poco) sole in mezzo al campo

Un uno contro uno da mettere nel mirino è quello fra i due numeri dodici: Alex Dunbar e Scott Williams, in maniera diversa, si sono dimostrati fra i giocatori più in forma del torneo.

Il giocatore di Glasgow è il martello della backline in blu: decine di placcaggi, recupero del pallone in ruck (ben 3 volte contro la Francia), attacco della linea avversaria. A 26 anni e 21 presenze internazionali, Dunbar ha consolidato sempre di più la propria titolarità con molte prestazioni convincenti per il club e la nazionale, raggiungendo nelle ultime due stagioni prestazioni di altissimo livello. Sarà molto difficile vederlo titolare con la maglia rossa dei Lions questa estate, data la concorrenza nel ruolo, ma gli rimangono tre partite del Sei Nazioni per dimostrare a Gatland di meritare almeno la convocazione.

Un buon inizio potrebbe essere la disfida contro un altro giocatore che cerca di rientrare nel gruppo dei convocati e sta dimostrando di avere le carte in regola per farlo. Scott Williams ha pensionato in anticipo la carriera internazionale di Jamie Roberts, costringendolo alla panchina. Giocatore completo, attaccante con ottime linee di corsa e dalla tecnica individuale notevole, si è dimostrato recentemente capace di poter mettere sempre la propria squadra sul piede avanzante, grazie soprattutto alla sua notevole velocità e ad un’ottima rapidità di piedi.

Una cosetta da niente per un Williams 22enne, back in 2012

I rientranti

Un ultimo duello individuale sul quale porre l’attenzione è quello che vede contrapposti George North e Tim Visser, entrambi assenti in precedenza.

Su George North poco da dire: zoppicando dopo la meta segnata da 70 metri contro gli Azzurri, aveva probabilmente capito di essersi pregiudicato il recupero dall’acciacco e di dover saltare la partita contro l’Inghilterra. Diciamo che ad Alex Cuthbert non è andata proprio benissimo in sua assenza. Rientra questo fine settimana in una formazione arretrata gallese dove non ha particolarmente brillato nelle sue ultime uscite ma che non è stata ancora in grado di mostrare un sostituto all’altezza, forse anche con una correità dello staff tecnico che non dimostra particolare fiducia nelle giovani speranze gallesi per lo spot di ala. Fatto sta che per quanto riguarda il triangolo arretrato, il Galles ha dei titolari eccellenti in North, Halfpenny e Liam Williams, ma al momento i ricambi non sembrano essere all’altezza.

Tim Visser sostituisce invece l’infortunato (e sfortunato) Maitland, che ha patito un colpo alle costole lo scorso fine settimana giocando con i Saracens e non potrà essere della partita. L’ala nata in Olanda ha invece impressionato con i suoi Harlequins durante la pausa, anche se la sua ultima meta per la Scozia risale allo scorso Sei Nazioni. Sarà uno scontro diretto quello tra i due finishers.