
11 ore prima del terzo test match contro la Francia, Warren Whiteley, capitano degli Springboks scelto da Allistair Coetzee, dà forfait. L’infortunio lo costringe a fermarsi, e dopo giugno il terza linea dei Lions si perderà la cavalcata trionfale dei suoi fino alla finale, persa, del Super Rugby, e il Rugby Championship.
In sua assenza, i gradi di capitano sono affidati a quel ragazzo alto, grosso, con la faccia affilata, che risponde al nome di Eben Etzebeth. Il terzo test contro la Francia se ne scorre via tranquillo, e tutto sommato anche la prima giornata di Championship contro l’Argentina, per la quale Etzebeth aveva dichiarato, per la sorpresa collettiva, di essere un po’ nervoso.
Già, perché non avresti mai detto che il bad boy del pack sudafricano potesse essere nervoso per una cosa come indossare la fascia di capitano. O forse è proprio questa responsabilizzazione che lo ha tenuto lontano dalle tanto adorate strattonate e tirate di maglia che ne hanno fatto uno dei giocatori meno amati dai colleghi durante la sua già lunga carriera internazionale.
Il rugby è uno sport di contatto, duro e violento, ma la chiave di volta è il concetto che la violenza sia disciplinata, fermamente regolamentata. Ma quando capita di vedere in TV questi nugoli di giocatori impegnati a trattenersi per la maglia, a slargarsi la scollatura e a formare una grande ragnatela di braccia legate ai baveri altrui, lo spettatore rimpiange i tempi andati, quando passare agli schiaffi a mano chiusa era un battito di ciglia.
Oggi, abbiamo selezionato per voi i migliori strattoni di Eben Etzebeth, che di questa (poco) fine arte della intimidazione fisica ha fatto un segno distintivo, tanto a volte da oscurarne tutti gli immensi pregi che ne hanno fatto, a 26 anni non ancora compiuti, il titanico erede di Bakkies Botha, un titolare inamovibile della nazionale sudafricana (già più di 50 caps) e, recentemente, il capitano degli Springboks.
Back in the days
Vi ricordate i bei tempi in cui l’Australia era una nazionale competitiva? Non era poi così tanto tempo fa: un lustro addietro Will Genia era il nuovo George Gregan, Quade Cooper faceva saltare tutti sulla sedia, e in seconda linea c’era ancora Nathan Sharpe.
La partita sarebbe finita con una vittoria australiana in rimonta, 26 a 19, ma al venticinquesimo, quando si colloca l’azione che vedete nel video, il Sudafrica è avanti grazie a una meta di Bryan Habana.
Eben Etzebeth ha 20 anni ed è a una delle sue prime apparizioni in maglia Springbok, al fianco di Juandre Kruger, altro giovane di belle speranze. In una innocua maul a metà campo, il Sudafrica ottiene un calcio di punizione. Sharpe è l’ultimo a tornare verso la propria porzione di campo, dopo aver mollato un avversario trattenuto un poco oltre il fischio. Non che questo se la fosse presa.
Ecco che, però, si fa avanti il giustiziere della notte, frammettendosi intenzionalmente fra Sharpe e il suo ritorno in patria. L’esperto seconda linea australiano spintona via il pischello che gli para la strada, sorpreso dalla spavalderia, al limite della spacconeria, di Etzebeth.
Prima che i compagni di Etzebeth possano intervenire (guardate, praticamente tutti vanno a bloccare lui, piuttosto che Sharpe), il nostro è già sotto il naso del seconda linea australiano, minacciandolo di una testata. Impagabile la reazione di Nathan Sharpe, seriamente incredulo dell’azzardo della matricola, 13 anni più giovane di lui.
Qualche mese più tardi
Flash forward alla finestra internazionale di novembre, sempre in quel 2012 di cui si raccontava in precedenza. Il Sudafrica è in tour in Inghilterra, e riuscirà a vincere questa partita solamente per un punto, 16 a 15, dopo aver preso il largo nel primo tempo.
All’inizio del secondo tempo, touche in attacco per il Sudafrica. Palla facile, davanti, per Etzebeth. Il Sudafrica cerca di avanzare con la sua micidiale rolling maul ma la difesa inglese è attenta e porta tutti fuori dalla linea laterale.
Qui esce tutto l’Eben Etzebeth provocatore: continua a trattenere per la collottola Youngs, mentre quest’ultimo cerca di raccogliere il pallone. Snervato il mediano reagisce, col sudafricano che non aspettava altro per mettere su la sua musica preferita di smanacciate e strattonate.
Solo che stavolta la sua vittima si è portata gli amici: il pacchetto di mischia inglese accorre in difesa del proprio mediano, come vuole la tradizione.Wood, Launchbury, Cole e Tom Youngs si aggrappano a Etzebeth. Tutti quanti finiscono per terra: baraonda.
Nel frame successivo, in qualche modo, sono tutti di nuovo in piedi. Sudafricani e inglesi si tengono per le maglie, fanno le facce minacciose, e intanto Etzebeth è sempre in mezzo a quattro inglesi che si dimena.
Alla fine, si libera. Il parapiglia si placa. Un inglese gli passa accanto e gli dà pure un pacca sulla spalla, tipo “ehilà, vecchio!”
Carezze mondiali
Nessuno è disposto a farsi mettere i piedi in testa da Eben Etzebeth, ma lui glieli mette comunque. Qui siamo al massimo dell’ebenetzebismo, ma arriviamoci con calma.
Coppa del mondo di rugby 2015, finale terzo e quarto posto. Partita ormai compromessa per i Pumas, sotto di diciotto punti con un quarto d’ora da giocare.
L’azione offensiva degli Springboks si arresta ben dentro i ventidue avversari, per un tocco in avanti. Si accende un po’ di parapiglia, con Strauss che se la prende con il mediano di mischia argentino.
Al secondo 0:14 del video entrano nell’inquadratura i protagonisti: il nostro e Tomàs Lavanini, il baffuto col caschetto, arrivano placidamente verso il capannello. L’argentino, senza preavviso, smanaccia verso il tallonatore sudafricano, probabilmente lo colpisce in volto.
E a quel punto Etzebeth non ci vede più e si aggancia a Lavanini. Notate come, anche se ancora non ha mosso un dito, ci sono già un paio di argentini appesi a lui. Lo scontro si trasferisce alle due seconde linee, e il nostro mette su il ghigno, quello suo, quello “sì, mi stai strattonando, sì, ti ho fatto incazzare, ma sono comunque più grosso io”.
E infatti poi arriva pure Leguizamon che si butta a corpo morto sulle braccia dei due tentando di separarli: niente, il valzer prosegue, tragicomico.
Alla fine si stacca, ed eccola lì la posa del nostro, quella di quando sa di aver fatto il suo: ghigno beffardo, mani sui fianchi, maglia slargata e si torna a far legna.
I viaggi di Gulliver
Il fatto che le dimensioni di Etzebeth gli permettano di fare il buono e il cattivo tempo in praticamente qualsiasi parapiglia è certificato da queste immagini, dal Super Rugby di quest’anno, fra Stormers e Blues.
Comincia tutto con Akira Ioane che ha qualcosa da ridire, a gioco fermo, al nostro. C’è una spinta di Ioane, la reazione di Etzebeth e in men che non si dica si scorge solo la sua testa in mezzo a la quasi totalità della squadra avversaria.
Per qualche motivo l’attenzione di Etzebeth si concentra su Sonny Bill Williams, al quale sembra stare particolarmente antipatico. Il centro neozelandese è solitamente piuttosto tranquillo, eppure sembra proprio che in questo caso gli sia saltata la mosca al naso.
Tanto che poi il capannello si dissolve, si sposta, si riforma qualche metro più in là, lasciando avvinghiati i due, che se ne rimangono in un angolo.
Ecco, è nel frame in cui si vede Etzebeth portarsi in giro Williams per il bavero come il bulletto delle superiori che si capisce la sproporzione fisica rispetto al resto del genere umano.
Passavo di qua
E per finire, a coronamento di questa carrellata, un grande classico: il “passavo di qua”.
Super Rugby 2015, Julian Savea segna agli Stormers, e siccome non ha niente di meglio da fare, decide di andare a dare uno spintone a Schalck Burger, giusto una volta che il biondo se ne stava per gli affari suoi (vabeh, insomma Schalck aveva voluto dargli un ultima pacca mentre quello planava in meta, ma son cose che si fanno con affetto).
Burger replica con uno spintone, e l’azione si sposta. Senonché, guarda un po’, passa di là proprio in quel momento il giustiziere mascherato della situazione, a protezione del proprio quartierino.
E’ una roba proprio in amicizia, quella di Etzebeth. Sorride, mentre gli rifila un coppino, a quel burlone di Savea, che non si sa come se la prende a male. Lo scambio di schiaffetti è da cineteca, o da giardini dietro le scuole.
Bonus
Eben Etzebeth non esce benissimo da questa compilation di strapazzate un po’ ridicole. Per rendere giustizia all’Etzebeth giocatore, oltre che al provocatore, e per affermarne, se mai ce ne fosse bisogno, la qualità del suo gioco e il suo essere fra i migliori al mondo nel suo ruolo, chiudiamo con una compilation delle sue migliori azioni.
