“Ira Perrot” by Tamara de Lempicka

Anna

Sentire i tuoi passi per le scale

sapendo che stai tornando da me,

ancora.

È quando non li sentirò più che

mi preoccuperò veramente.

Anna a questo pensava

quando avrebbe dovuto studiare.

Un paese straniero che credeva non le appartenesse

E che invece è rimasto dentro di lei.

Quello di Marco.

La vita scorre in fretta, tra miracoli e disgrazie

e ormai pensa a sposarsi: metter su famiglia,

trovare un buon lavoro, avere una grande casa in riva al mare.

“Pensa a finire gli esami” la mamma le rimprovera,

ma lei pensa già a quello che verrà.

Scende in strada per un Campari al volo con le amiche.

Parlano e parlano.

Ma a cosa pensa Anna?

Anna è distratta, è sbadata, le sue orecchie

non danno peso ai discorsi della piazza.

La vita e la morte come si incrociano sulla stessa strada.

Ricorda un ragazzo francese conosciuto in un viaggio

che le disse una volta “Ricordati di non restare mai nella tua zona di conforto”.

Che cosa significa? E che senso ha nella vita uscire dalla propria zona di conforto?

Anna ne aveva di appigli:

la sua famiglia, era il primo.

Una madre forte e di carattere.

Un padre, verso cui nutriva un amore da figlia.

Una piccola sorella, che le ricordava cosa significasse essere bambini.

Amici, tanti.

Ma a pochi quelli a cui concedeva la parte più segreta della sua anima.

Un lavoro, se così si può chiamare,

in una piccola biblioteca.

Ma a lei piaceva tanto.

I passi.

Quelli di Marco.

Quelli del padre.

Quelli del prossimo.