il senso del sacrificio nel Paganesimo

Esiodo nella sua Teogonia (535–557) racconta del sacrificio di un grande bue che fece Prometeo in onore di Zeus. Prometeo divise il bue in due mucchi:

da una parte infatti carni e interiora ricche di grasso pose in una pelle, nascostele nel ventre del bue, per perfido inganno, con arte dispose, nascoste nel bianco grasso.

Dopodiché Prometeo disse:

O Zeus nobilissimo, il più grande degli dèi sempre esistenti, di queste scegli quella che il cuore nel petto ti dice.

Ecco cosa fece Zeus.

Con ambedue le mani il bianco grasso raccolse; si adirò dentro l’animo e l’ira raggiunse il suo cuore, come vide le ossa bianche del bue frutto del perfido inganno: è da allora che agli immortali la stirpe degli uomini sulla terra brucia ossa bianche sugli altari odorosi.

I nostri antichi non erano idioti! La carne e le parti nutrienti dell’animale se le mangiavano, sacrificavano le ossa agli dèi! Una volta i metodi di conservazione della carne non erano buoni come quelli di oggi e perché la carne non marcisse era necessario mangiare tutto e subito. Quindi un rito era l’occasione buona per far fuori tutta la carne in compagnia. Il sacrificio era un’ottimo modo per fare banchetto, socializzare e compiere un rito religioso. Questo episodio che ho raccontato non fù l’unico in cui Prometeo frega Zeus, c’è da ricordare anche che Prometeo ruba il fuoco della conoscenza agli dèi. Mentre i monoteisti sono sempre dalla parte del dio biblico (anche quando il loro dio stermina tutta l’umanità col diluvio universale non si schierano dalla parte dell’umanità ma da quella del loro dio genocida), invece i Pagani stanno dalla parte dell’uomo, dalla parte di Prometeo che frega il re degli dèi! Mi sembra che l’Accademia di Atene sia stato uno dei principali luoghi dedicati a Prometeo. Quando mai i monoteisti hanno glorificato chi si è opposto al loro dio? Mai, perché nel monoteismo la cosa più importante è la sottomissione al dio unico, non la saggezza!

Sacrifici umani!

Facciamo un confronto fra il dio biblico e il dio principale del pantheon romano, e facciamo un confronto fra un fedele del dio biblico e fra un Re che seguiva e praticava la religione dell’antica Roma. Come si comporta il dio dei monoteisti nei confronti di un suo fedele? Come si comporta un monoteista nei confronti del suo dio? Dalla Genesi 22–2 a 22–10:

E DIO disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va’ nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò».
Così Abrahamo si alzò al mattino presto, mise il basto al suo asino, prese con sé due dei suoi servi e Isacco suo figlio e spaccò della legna per l’olocausto; poi partì per andare al luogo che DIO gli aveva detto.
Il terzo giorno Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo.
Allora Abrahamo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi ritorneremo da voi».
Così Abrahamo prese la legna per l’olocausto e la caricò su Isacco suo figlio; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello e s’incamminarono tutt’e due insieme.
E Isacco parlò a suo padre Abrahamo e disse: «Padre mio!». Abrahamo rispose: «Eccomi, figlio mio». E Isacco disse: «Ecco il fuoco e la legna; ma dov’è l’agnello per l’olocausto?».
Abrahamo rispose: «Figlio mio, DIO provvederà egli stesso l’agnello per l’olocausto». E proseguirono tutt’e due insieme.
Così giunsero al luogo che DIO gli aveva indicato, e là Abrahamo edificò l’altare e vi accomodò la legna; poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull’altare sopra la legna.
Abrahamo quindi stese la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio.

Un dio che mette un suo fedele nelle condizioni di dovere uccidere suo figlio! Che sadismo! Che crudeltà! E di Abramo cosa dovrei dire? Uno che sa solo dire “Sì, padrone!” e che per il suo dio è disposto ad uccidere suo figlio (oltretutto con l’inganno)! Ecco qual è il modello di padre che propone la bibbia! Mi auguro che nessun bambino abbia un padre così snaturato. Contrariamente a questo: come si è comportato Giove, la divinità principale degli antichi romani nei confronti del Re Numa? Come si è comporta Numa nei confronti di Giove? Georges Dumézil nel suo libro “LA RELIGIONE ROMANA ARCAICA” riporta alla fine di pagina 51 e all’inizio di pagina 52 un dialogo (tratto dai Fasti di Ovidio 3, 339–344) fra Giove e Numa (riporto solo i discorsi diretti).

Giove: “Taglia una testa!

Numa: “Ti obbedirò. Taglierò la testa di una cipolla strappata dal mio orto”.

Giove: “Ma io voglio qualcosa dell’uomo!

Numa: “Allora taglierò anche dei capelli.”

Giove: “Ma qualcosa di vivo!

Numa: “Vi unirò dunque un pesce

Giove: “Bene, siano dunque codeste le offerte espiatorie della mia folgore, o mortale ben degno di conversare con me

Mentre il dio biblico premia un suo fedele solo perché gli obbedisce nonostante abbia un modo d’agire orribile, Giove premia Numa per la sua saggezza nonostante Numa non si sottometta acriticamente a Giove. La differenza fra Numa e Abramo è che Numa è saggio mentre Abramo è solo un sottomesso. Ogni essere umano può SCEGLIERE se AGIRE STRATEGICAMENTE come fa Numa o se SOTTOMETTERSI SENZA LOTTARE come fa Abramo col dio biblico. A voi la scelta!

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.893053550

Data: 21.04.07
SCAVI A ZAMA RIVELANO: CARTAGINESI NON SACRIFICAVANO I BAMBINI
Roma, 21 apr. — (Adnkronos) — Sfatato un mito legato ai Fenici: il popolo che si affacciò dall’età del Ferro nella fascia costiera siro-palestinese non praticava il sacrificio rituale dei bambini. Il mito nasce in età greco-romana con Diodoro Siculo, che racconta che nel 310 a .C. i Cartaginesi si ricordarono di non aver onorato il loro dio Chronos con il sacrificio annuale dei bambini delle famiglie nobili, per cui nell’arco di pochi giorni ne vennero trucidati duecento. Le recenti scoperte archeologiche hanno smentito questa macabra tradizione religiosa, dimostrando che presso i Fenici non c’è traccia di sacrifici umani. Lo afferma, in un’intervista che appare sul nuovo fascicolo della rivista “Archeologia Viva” (Giunti editore), il professor Piero Bartoloni, ordinario di archeologia fenicio-punica all’Università di Sassari e allievo prediletto del celebre archeologo Sabatino Moscati, che sta conducendo una campagna di scavo a Zama, la località della Tunisia legata al crollo di Cartagine, con la battaglia che nel 202 a .C. mise fine alla seconda guerra punica.
“Nell’antichità su dieci bambini che nascevano, sette morivano entro il primo anno e dei tre rimasti solo uno diventava adulto. Ora mi chiedo: appare plausibile che, con una mortalità infantile così elevata, questa gente uccidesse i propri figli? Esistono poi dieci necropoli che hanno restituito resti di fanciulli. In realtà si è scoperto — rivela Bartoloni — che la maggior parte delle urne infantili ritrovate a Cartagine, circa seimila, contiene ossa di feti, dunque di bambini nati morti. Rimane il problema di quelli un po’ più grandi, che probabilmente sono deceduti prima dell’iniziazione, una cerimonia corrispondente al battesimo cattolico. Le fiamme in qualche modo c’entrano, perchè la stessa iniziazione prevedeva il “passaggio del fuoco”, con il bambino che accompagnato dal padrino saltava le braci ardenti, così com’è riportato nella Bibbia dal Libro dei Re”.

Non esistono prove che documentino i sacrifici umani presso le antiche religioni mediterranee! Un’altra macabra leggenda smentita è quella (anche se non centra col discorso religioso) degli spartani che avrebbero gettato i bambini malformi dalla rupe.

Smentita la storia sugli spartani
Studio greco: non gettavano neonati malformi da monte Taigeto
(ANSA) — ATENE, 10 DIC — Gli antichi spartani, chiamati all’epoca spartioti, non avrebbero mai gettato i neonati malformi o troppo deboli dal monte Taigeto. Recenti ritrovamenti e studi di archeologi greci smentiscono dunque quanto finora hanno insegnato i testi di storia. Al termine di 5 anni di ricerche e analisi dei resti umani trovati in fondo a un precipizio denominato Apothetes sui contrafforti del Taigeto è stato appurato che si tratta di ossa di esseri umani di sesso maschile tra 18 e 35 anni di età.