by crymz on DeviantArt

Tra il dire e il fare, c’è la coerenza

Così come abbiamo fatto per violenza, pacifismo e nonviolenza, risulta necessario fermarsi un momento a definire meglio il significato che diamo alla parola coerenza.
Proviamo inoltre ad osservare meglio le caratteristiche per cui riconosciamo coerenti i personaggi finora descritti.

Definiamo coerente quell’azione che nasce dall’accordo tra ciò che penso e ciò che sento. Definiamo coerente pensare, sentire ed agire nella stessa direzione, creando una certa armonia o coesione in queste tre fasi.

coerènza s. f. [dal lat. cohaerentia, der. di cohaerere; v. coerente]. – L’esser coerente, nel sign. proprio e fig., e nelle accezioni specifiche (per le quali, v. coerente): la c. delle parti nel tutto; c. d’idee; c. fra pensiero e azione; uomo di ammirevole c.; — dal dizionario Treccani

Viviamo in un sistema in cui individualismi, pragmatismi e valori predominanti (sesso, denaro e prestigio) non lasciano molto spazio all’apprendimento di questa attitudine nella vita. Così come risulta impossibile affermare la propria estraneità alla violenza, risulterà altrettanto difficile poter affermare un’assoluta coerenza.

Nonostante questo, ognuno ha sicuramente esperienza chiara di qualcosa che ha vissuto e sperimentato dentro di sé come un atto coerente. Riusciamo a ricordarci una di queste situazioni con facilità? […]

Si, va beh, però…

Pensare, sentire e agire nella stessa direzione per essere coerenti… non sembra complesso. Eppure qualcosa sfugge. Già... […]

Qualcuno potrebbe obiettare: dove sta la “garanzia” in questa storia della coerenza? Coerenza è forse sinonimo di “bontà”? Risolveremmo forse tutti i problemi personali e sociali con la sola azione coerente? Giusto per fare un esempio, che dovremmo dire a quel tizio che odia così tanto gli stranieri che invadono il paese, che rubano il lavoro, che sporcano; che dovremmo dire quando, coerentemente con l’odio che sente, li insulta, li discrimina, li perseguita o addirittura li picchia? Questa persona sente l’odio, esce di casa e fa ciò che ritiene coerente con il suo sentimento… non è forse coerente anch’esso?

Non siamo forse coerenti quando veniamo traditi, offesi, derubati e in base a quel senso di ingiustizia che proviamo, cerchiamo il modo di farci giustizia, di rivendicare i nostri diritti? Saremmo forse incoerenti?

[…]

È evidente come il concetto di coerenza sia insufficiente per eliminare la violenza dalla nostra vita. Eppure abbiamo visto come i tre personaggi risultassero dei magnifici esempi di coerenza. Probabilmente la domanda più adeguata da porsi è:

su cosa è davvero opportuno essere coerenti?

La regola d’oro

La regola d’oro è il principio morale, assai diffuso tra diversi popoli, che rivela un atteggiamento umanista, ovvero in cui l’essere umano sia il valore centrale. Ecco alcune varianti:

Rabbino Hillel: “Quello che non vorresti per te non farlo al tuo prossimo”.
Platone: “Mi sia concesso fare agli altri ciò che vorrei facessero a me”.
Confucio: “Non fare all’altro ciò che non ti piacerebbe fosse fatto a te”.
Massima giainista: “L’uomo deve sforzarsi di trattare tutte le creature come a lui piacerebbe essere trattato”.
Nel cristianesimo: “Tutte le cose che vorreste gli uomini facessero con voi, voi fatele con loro”.
Tra i sikh: “Tratta gli altri come vorresti che ti trattassero”.

L’esistenza della regola aurea fu riscontrata da Erodoto in diversi popoli dell’antichità. Per il Nuovo Umanesimo, che in buona sostanza è la sorgente ispiratrice di questo testo, la regola aurea costituisce la base etica di ogni azione personale e sociale.

“Tratta l’altro come vuoi essere trattato”

Regola fondamentale e universale dell’etica umana. Giainismo, ebraismo, cattolicesimo, buddismo, taoismo, induismo, confucianesimo, persino nell’ateismo si trova questa morale che regna sovrana.

Cosa si prova quando si riesce a trattare gli altri come vorremmo essere trattati? Tutti abbiamo un qualche tipo di esperienza su questo modo di agire. Quando riesco a mettermi nei panni dell’altro, o più semplicemente ho chiaro cosa voglio per me e sono disposto a farlo anche ad altri. Possiamo ricordare momenti del genere? […]

Alla luce di queste idee, sorge spontanea un’ulteriore riflessione: come vorrei essere trattato nelle varie situazioni della mia vita? Sono disposto a fare con gli altri ciò che pretendo per me?! […]

Questo è ciò che è necessario abbinare al concetto di coerenza per poter arrivare a considerare valida questa accezione: essere coerenti nel trattare gli altri come voglio essere trattato.