All’improvviso

All’improvviso, l’autobus si svuota, perché entra, sornione, in una tratta di periferia.

Gli schiamazzi festanti dei ragazzi, usciti da scuola, diventano, metro dopo metro, un ricordo lontano, che spegne la loro eccitazione.

Un raggio di sole, entra, preciso, a scaldare la tua fronte e gli occhi, un po’ accecati da quella lama di luce, diventano una sottile fessura, da cui entra, attutita e rallentata, la vita. operosa di chi recita la sua parte, oltre lo schermo del. finestrino.

Come nella sala di un «cine» già visto, la tua mente ripercorre il sentiero dei ricordi.

I fotogrammi, che passano, li conosci bene ormai, ma di quel film, che è la tua vita, vuoi girare ancora una scena, ancora una scena, ancora una.

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