Kim Jong-nam, il ramo oscurato nella dinastia dei leader supremi

A sin. Kim Jong-nam (1971–2017), a des. il leader nordcoreano Kim Jong-un e la consorte Ri Sol-ju

L’isolata Corea del Nord è spesso oggetto di speculazioni in merito ai soprusi commessi dal governo. Tra pure bufale e tristi verità, nella morte del fratellastro di Kim Jong-un si possono intravedere delle crepe nell’impenetrabile cortina di mistero della famiglia dei leader supremi. Tirando fuori alcune vecchie storie quasi dimenticate. A partire dal fatto che in pochi sapevano dell’esistenza di Kim Jong-nam, esiliato da molti anni.

In Corea del Nord i leader sono oggetto di un esasperato culto della personalità, che a conti fatti santifica le figure della dinastia dei Kim. Basti pensare che Kim Il-sung, considerato il padre della nazione e deceduto nel 1994, è ancora in carica come presidente eterno del paese. Tuttavia, le notizie relative alla famiglia Kim e all’establishment al potere sono sempre poco chiare: l’unica certezza è che il titolo di leader supremo si tramanda di padre in figlio. Ma non basta il fattore-sangue, occorre anche una totale lealtà ai valori della juche, il credo politico del paese. Un sistema che attinge dal marxismo-leninismo e basato su un patriottismo irriducibile.

La morte di King Jong-nam, fratellastro dell’attuale leader è avvenuta in un aeroporto malese. A pochi giorni dai festeggiamenti della Giornata della Stella Splendente, che ogni 16 febbraio commemora la nascita di Kim Jong-il, figlio del presidente eterno. Questi è anche il padre di Kim Jong-un e Kim Jong-nam, anche se procreati da due madri differenti. Questa ricorrenza, in ordine di importanza, è secondaria solo alla Giornata del Sole, che il 15 aprile ricorda la nascita di Kim Il-sung.


A sin. il presidente eterno Kim Il-sung (1912–1994), a des. il figlio Kim Jong-il (1941–2011)

Se non vi siete persi nella girandola di Kim, sappiate che il culto della personalità dei leader passati e presenti prevede imponenti festeggiamenti. Tuttavia, appare chiaro che il governo preferisca mostrare solo ciò che desidera. In Corea del Nord non è stata fatto alcun riferimento all’uccisione del fratellastro del “brillante compagno” Kim Jong-un. Un velo di oblio copre i rami della famiglia non esposti direttamente al potere. Si sa che Kim Jong-yo, sorella minore del leader, sia un’esponente di spicco del Partito del Lavoro (l’unico legale a Pyongyang), ma raramente viene menzionata. Stessa sorte per Kim Jong-chul e Kim Sul-song, rispettivamente fratello e sorellastra del leader: vengono indicati come onesti sostenitori del regime. Solo il fratellastro defunto era assurto a pecora nera della famiglia.

Kim Jong-nam è stato a lungo indicato come possibile successore di Kim Jong-il, del quale forse era figlio illegittimo. Crebbe nella consapevolezza che avrebbe ricoperto comunque un ruolo di prestigio e si distinse come promotore di alcune iniziative legate all’informatica. Ancora oggi la Corea del Nord, a livello di internet, appare ferma alla preistoria. Tuttavia, nel 2001 il possibile futuro leader cadde in disgrazia dopo aver tentato di introdursi in Giappone con un passaporto falso. Probabile motivo della visita: portare compagna e figlia al Disneyland di Tokyo. A seguito di quest’incidente, rimase all’estero per occuparsi della madre malata e praticamente sparì dalla vita pubblica nordcoreana. Aldilà della volontà di apprezzare le attrazioni disneyane, Jong-nam aveva manifestato fin troppe velleità riformiste per salire al potere. In occasione di alcune interviste, aveva lanciato critiche al sistema nordcoreano.

La sua morte, avvenuta lunedì all’aeroporto di Kuala Lumpur via avvelenamento provocato da due misteriose donne, è ancora un mistero; le autorità hanno fermato delle sospettate, che potrebbero essere connesse a delle attività di spionaggio. Anche la vita privata del suo fratellastro, ancora in vita, ha più ombre che luci. Di Kim Jong-un non si conosce esattamente l’età, l’identità precisa della moglie e se abbia o meno dei figli. Dennis Rodman, ex giocatore di pallacanestro nella NBA invitato dal regime qualche anno fa, riportò che Jong-un e signora avessero una bambina. Nonostante il leader sia onnipresente nei media, le autorità nordcoreane hanno una risposta pronta quando si chiede loro l’origine di tanto mistero. Ovvero, che Kim Jong-un è troppo umile per far parlare di sé.

(Fonti: AP, BBC Asia)

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