Mosca-Washington, la distensione corre sul filo del telefono

Vladimir Putin e Donald Trump

Messo nero su bianco il primo atto per la costruzione del muro al confine col Messico, e chiuse le frontiere (almeno per 90 giorni) ai cittadini dei paesi ritenuti “pericolosi”, Donald Trump ha già fatto capire che cercherà di andare dritto per la sua strada. A prescindere dalle critiche.

Oggi è il giorno del contatto telefonico tra lui e il presidente russo Vladimir Putin, il primo scambio di parole dal momento dell’insediamento del tycoon newyorchese. In ballo c’è una potenziale svolta nei rapporti tra i due paesi, protagonisti di una Guerra Fredda mai del tutto archiviata. Tuttavia, in questo contatto confermato sia dal Cremlino che dalla Casa Bianca, Trump potrebbe concedere la revoca delle sanzioni imposte dall’amministrazione Obama. Le suddette sanzioni erano scattate a causa dell’intervento della Russia nel territorio ucraino e anche per la presunta ingerenza di Mosca nelle elezioni presidenziali statunitensi.

Come riporta Radio Free Europe, Kellyanne Conway (campaign manager del neo-presidente) ha dichiarato che Trump, rispetto alle prime dichiarazioni meno concilianti, potrebbe presto prendere in considerazione di allentare le maglie della “punizione”. Già nel corso della campagna elettorale, il magnate aveva espresso la propria ammirazione nei confronti del leader russo, auspicando un repulisti dei difficoltosi rapporti tra i due paesi. Anche nell’ottica di un fronte comune per contrastare lo Stato islamico.

Le parole di Trump lasciano presagire un nuovo asse russo-statunitense

Non mancano le critiche nei confronti di questa possibile distensione, relative alle già citate ingerenze di Mosca nel corso delle ultime presidenziali statunitensi. Al punto che, come è noto, si è presunta l’affermazione di un preesistente asse tra Putin e Trump per permettere a quest’ultimo di spuntarla sulla candidata democratica. La possibile svolta conciliante del tycoon metterebbe gli USA in una posizione scomoda nell’ottica delle relazioni internazionale, ma come visto dalle sue ultime decisioni, Trump non è arrivato alla Casa Bianca per ottenere l’amore incondizionato del resto del mondo.

A dirla tutta, il proposito del presidente non è condiviso nemmeno dai pezzi grossi dell’universo repubblicano. Paul Ryan, Mitch McConnell e persino John McCain (leader repubblicano della Commissione Forze Armate del Senato) hanno dichiarato che eliminare le sanzioni sarebbe un errore. Quest’ultimo ha minacciato di trasformare le sanzioni in legge. Essendo state applicate tramite un ordine esecutivo di Obama, le sanzioni potrebbero essere annullate da un altro provvedimento del genere; ma una volta passate come legge, Trump non potrebbe revocarle a suo piacere.

I possibili temi della telefonata secondo la CNBC

Secondo la Reuters, il possibile nuovo corso tra Russia e Stati Uniti sarà al centro delle future conversazioni tra Trump e i leader europei, in particolare Angela Merkel. Anche l’Unione europea ha imposto delle sanzioni a Mosca dopo l’intervento in Crimea; la linea comune fortemente cercata tra Obama e la Ue rischia di sgretolarsi. Secondo la cancelliera tedesca, le sanzioni devono rimanere attive fino alla completa attuazione degli accordi di Minsk che puntano a riportare l’ordine in Ucraina orientale.

Dal punto di vista russo, gli esponenti del Cremlino come il portavoce Dmitry Peskov e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov hanno posto il focus sulla necessità di una cooperazione in grado di arginare il terrorismo dei radicali islamici. Lavrov ha sottolineato come già 18 mesi fa il presidente Putin avesse contattato gli USA a riguardo. Se i due paesi passeranno dalle macerie della Guerra Fredda a una nuova intesa, numerosi equilibri geopolitici cambieranno il proprio assetto.

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