Il valore della cazzate (pubblicitarie)

Tempi mediocri, fatti di apatica sopportazione delle cose ormai stinte e di gesti consunti dall’essere sempre uguali a se stessi, senza nessuna tensione al reinventarsi per diventare migliori.

In questa desolata accettazione della pacata normalità delle nostre azioni quotidiane, della cronica pochezza di stimoli esogeni e della famelica mancanza di stimoli endogeni, fanno capolino le nuove stimolanti pubblicità, quelle che ti cambiano la vita!

Basta prendete un pensiero profondo, che illumini il senso della vita, creare un’aura di mistero e spingere al massimo l’aspettativa, poi inviare il messaggio chiave che risolve il dubbio: compra questo, compra quello così risolverai il tuo problema, butta a mare il pensiero profondo e concentrati sul tuo infinitesimale problema, non guardare il mondo oltre la siepe del tuo giardino, ma piuttosto chiuditi in casa e spegni la luce, ascolta il silenzio tombale del tuo cuore senza palpitazioni e cullati in questa nuova rassicurante certezza che annulla la tua sete di conoscenza.

Stomachevoli e volgari dialoghi che accostano pensieri filosofici a grette esigenze materiali, che cercano di tarpare i rimorsi per la nullità di una farlocca esistenza basata sul niente; inutili e insopportabili cazzate per vendere qualcosa col pretesto di colmare il vuoto di valori esistenziali, insomma il nulla per riempire il nulla.

Ma sono solo pubblicità… certo, e noi stiamo ad ascoltare, distratti interlocutori di questi tempi e affranti spettatori di queste cazzate.

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