Il senso civico perduto

Nel 2018 il Comune di Milano ha recuperato una zona piuttosto ampia di Bicocca trasformandola in un parco polifunzionale, il Parco della Torre. Il parco include una grande area giochi, un’area cani, un campo da basket, uno skate park e oltre 170 alberi. È una opera veramente di qualità, che ha fornito un ulteriore elemento di riqualificazione ad una zona rilanciata negli ultimi decenni da nuovi insediamenti imprenditoriali e dalla nascita dell’Università Bicocca.

Lo skate park e il campo da basket sono particolarmente apprezzati dai giovani che lo frequentano sempre più assiduamente. Purtroppo, con l’uso sono emersi anche dei fenomeni alquanto spiacevoli. Dopo pochi giorni, gli anelli del campo da basket sono stati danneggiati, le retine sono scomparse, il contenitore del defibrillatore è malinconicamente vuoto. Nonostante il parco sia dotato di una dozzina di cestoni per la spazzatura svuotati abbastanza frequentemente, i prati e gli spazi di passaggio sono coperti di rifiuti lasciati soprattutto dai giovani che vanno a giocare al campo di basket e allo skate park. Come vedete dalle foto, non si riesce a capire come sia possibile che in presenza di tutti questi cestoni i ragazzi lascino in giro tutta questa spazzatura.

A ciò si aggiunge il degrado delle aiuole e dei parcheggi su Via Chiese, dove la pulizia delle strade non è così frequente e, ancora più deleterio, dove la presenza in orario serale di camioncini per la vendita di birra e bevande varie trasforma i marciapiedi in orinatoi a cielo aperto che emanano, come è facile immaginare, odori non particolarmente piacevoli per tutti quelli che transitano in zona e al Bicocca Village.

Due considerazioni.

In primo luogo, sarebbe utile che il Comune chiedesse ad AMSA e alla azienda che ha in gestione il parco di effettuare una pulizia più frequente e accurata della zona. Secondo un principio famoso, più si tollera il degrado, maggiori sono l’incuria e il vandalismo. In particolare, nei periodi caldi e senza pioggia, sarebbe utile intensificare i lavaggi dei marciapiedi oltre che una pulitura sistematica delle aiuole e delle zone parcheggio su via Chiese.

Ma il punto vero è un altro ed è legato al civismo dei cittadini. Il Comune ha speso somme non piccole per recuperare un pezzo di territorio altrimenti degradato. Ne ha fatto una piccola oasi per grandi e piccini. Dovremmo sentirlo come un nostro patrimonio, qualcosa che migliora la qualità della nostra vita e conseguentemente averne cura come se fosse casa nostra. Non servono gesti eclatanti. Bastano le normali regole della buona educazione.

Possibile che nella evoluta Milano ciò debba essere un miraggio?