Gestire un lavoro tramite altri: ma conviene davvero?

Ovviamente non c’è qualcosa di sbagliato, ma quello su cui voglio concentrare l’attenzione in questo articolo, non è tanto quello di valutare quando è il caso di ricorrere ad un aiuto esterno o meno, (le circostanze possono essere le più disparate) bensì il porre la massima attenzione sul risultato finale del lavoro, che agli occhi del cliente porta il nostro nome.

Tante volte anche nel mio lavoro, soprattutto per la costruzione di un sito web sulla base di un mio disegno, durante lo sviluppo, tantissimi elementi cambiano rispetto a come erano stati da me progettati. I motivi sono innumerevoli e passano dalle capacità dello sviluppatore, alla fretta ed al budget che costringe a semplificare tutte le raffinatezze più belle. Alla fine quando il sito è pronto, è normale sgranare gli occhi e pensare “ma sicuro che l’ho fatto io?”. A me succede molto spesso soprattutto lavorando con le agenzie. In queste circostanze, il lavoro non rappresentando più le mie scelte estetiche, non va a finire nemmeno nel portfolio personale, o quanto meno ci andranno a finire solo i disegni originali.

E’ “frustrante”, consegnare un lavoro ad un nostro cliente di cui noi stessi non siamo completamente soddisfatti.

E’ una fase su cui non sempre è possibile avere un controllo diretto e su cui molto spesso bisogna soccombere alla qualità di chi completa il lavoro iniziato da te. L’approccio migliore, quando possibile, è sempre quello di soprassedere a tutte le fasi delle lavorazioni ed intervenire ogni volta che il livello della qualità scende sotto il nostro standard. Ma è davvero difficile farlo bene, sopratutto quando devi rispettare un budget. E’ molto brutto, ma userei in particolare la parola “frustrante”, consegnare un lavoro ad un nostro cliente di cui noi stessi non siamo completamente soddisfatti. O ancora peggio, sentire il cliente insoddisfatto con te per un’aspetto che non è stato gestito da te. Non possiamo avanzare alcuna scusa. Ci dobbiamo prendere la responsabilità totale.

Per questo motivo con il tempo (ma direi soprattutto con gli errori) si impara a valutare con molta attenzione quando un lavoro è gestibile anche attraverso altri professionisti e quando invece conviene di più fare solo la nostra parte. A costo di non prendere il lavoro. Si, anche a costo di non prenderlo. Quando il controllo è basso ed il risultato finale è influenzato da troppe variabili, io preferisco sempre lasciar perdere, perché i clienti insoddisfatti poi (giustamente) pretendono la qualità. Si rischia di perdere il controllo della situazione e non stare più nei budget rimettendoci non solo in reputazione, ma soprattutto nel tempo investito in un lavoro che probabilmente sarebbe stato meglio evitare.

Spesso ci facciamo prendere dal bisogno o dalla voglia di non perdere un lavoro importante che possiamo gestire solo attraverso altre competenze: ognuno di noi può avere un approccio diverso, chi come me più da freelance e chi invece più da agenzia, accentrando su di se il coordinamento di tutte le fasi. Non è sbagliato, è solo lavoro in più, quindi quando capita, assicuriamoci almeno di avere un budget sufficiente per coprire il tempo da dedicare alla gestione del progetto. E non solo: anche le competenze adatte a coordinare il tutto, se non altro quelle manageriali.

E non sottovalutiamo mai che noi freelance non mettiamo annunci sponsorizzati o tabellari sulle riviste per trovare clienti: sono soprattutto i clienti soddisfatti a parlare bene di noi e a portarci altro lavoro.


Originally published at www.perunpugnodipixel.it on March 24, 2015.

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