5 Pezzi Facili

Playlist su Spotify e non solo: 5 modalità facili per distinguere

So che chi ama ascoltare musica o guardare filmati generalmente ama poco leggere, quindi mi scuso con gli altri, ma sarò per questo telegrafico.

Le playlist (io faccio riferimento a Spotify, ma lo stesso vale per Deezer e non solo) non sono tutte uguali, ma poche sono fatte con cura. Una semplice distinzione aiuterebbe a farle e seguirle meglio. A seconda di come sono concepite, le playlist possono essere:

  1. Opera chiusa o Raccolta – Quando si mettono insieme dei pezzi come si faceva una volta con i CD per fare una compilation che, essendo «tostata» non poteva venire modificata. Oggi puoi elaborarla come privata e poi quando ti convince condividerla con gli amici, senza più toccarla.
  2. Incrementale (e raramente incrementale inversa o incrementale aggiornata) Scelto un argomento si condividono i brani a mano a mano che lo si trova: peccato che il programma non consenta al curatore di organizzarli in altro ordine che mettendo il brano di più recente inserimento all’ultimo posto e che quindi, per avere le new entry in evidenza le si debba prima inserire e poi spostare una a una. I curatori più attenti poi modificano tutta la lista in base ai nuovi brani. Un lavoro improbo senza il quale, tuttavia, i followers difficilmente ptrebbero accorgersi dei cambiamenti. Ha senso per playlist di archivio (ad esempio io inserisco i brani meno recenti in alcune raccolte dei preferiti dell’anno in corso).
  3. Periodica sostitutiva Periodicamente tutti i brani di una data lista vengono sostituiti in toto; questa soluzione è abbastanza rara e viene generalmente adottata dall’agente stesso (ad esempio Spotify) per proporre o promuovere i nuovi brani della settimana. Pochi followers sono interessati ad aggiornarsi con tanta frequenza e a cogliere la qualità (per quanto personale) da pochi ascolti, anche perché sono veramente pochissimi ad avere interesse per novità eterogenee di qualsiasi genere musicale.
  4. Aggiornata Periodicamente I brani vengono aggiunti ad una lista di base personale o di genere e a mano a mano che questo avviene vengono estromessi un numero corrispettivo di pezzi
  5. Condivisa Forse la soluzione più originale che però ha senso solo se i curatori sono in tale e tanta sintonia da non pestarsi i piedi a vicenda, oppure se è la playlist di una radio o di un giornale musicale con più dj o giornalisti.

Poi ci sono le caratteristiche stilistiche: A scelta tematica; A scelta personale; A finalità comunicative; A finalità partecipative… ma qui so di avere già perso l’attenzione della maggior parte dei miei lettori. ;-)

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