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Incompresi #002: Brian Fallon e Benji Hughes, nuove forme del folksinger revival

Prima di tutto abbiamo un quarantenne della Carolina che calca il palcoscenico da circa otto anni che rifà il verso alla musica americana degli anni ‘70-’80, un po’ come faceva la figlia di Ravi Shankar, Norah Jones; anzi in questo pezzo si potrebbe pensare che fosse lei, non fosse che in questo caso sarebbe un gran più bel vedere; dal canto suo direi che il buon Benji Hughes ha una piacevolissima ironia che lo renderebbe molto più facilmente fruibile se qualcun altro si accorgesse che esiste. Per farsene un’idea, si ascolti questa scioltissima Freaky Feedback Blues:

Ammainando poi la bandiera confederata issiamo quella yankee per introdurre un quasi coetaneo dalle sonorità folk irlandesi come capita a molti della costa est, a partire dal mitico Don McLean di Vincentiana memoria.

E Brian Fallon, classe 1980 è originario del New Jersey, praticamente dietro a New York da cui arrivano anche personaggi come Gavin DeGraw, dove ha mosso i suoi passi di cantautore e chitarrista con la rock band The Gaslight Anthem e il duo The Horrible Crowes. Questa Nobody Wins è veramente fresca e piacevole senza essere una folgorazione sulla strada di Damasco – ma quelle, d’altronde, chi le vuole più?