Come ti trovi qui?

Sono passati già quasi 5 mesi da quando sono arrivata per la prima volta a Perugia e ancora provo sentimenti contrastanti. Anche se sempre ti arrivano voci di quanto pazzo sia l’Erasmus dagli altri che hanno vissuto questa esperienza, è solo nel momento in cui lo vivi che capisci la complessità e la profondità dei cambiamenti che questa esperienza ti offre nella vita.

Certamente, parte fondamentale di questa esperienza è la città che scegli: nel mio caso, Perugia. Penso che io, come la maggioranza degli Erasmus, ho vissuto diverse fasi nella relazione con la mia città. In 5 mesi hai tempo per amarla, odiarla, volere di più, essere stanco o soltanto volere ritornare nella tua città di partenza, a casa. E tutti questi sentimenti si mescolano in un tempo tanto ridotto che quasi cambiano di giorno in giorno.

In relazione a Perugia, ricordo essermi innamorata nei primi mesi. Ricordo la meraviglia nel vedere tutte le case del centro medioevale, le piccole stradine, le salite, le incredibili panoramiche… e avere la sensazione di essere in una di quelle città italiane che vedi nei film e che ti fanno voler rimanere lì per tutta la tua vita. Ricordo le passeggiate fino a Porta Sant’Angelo, fare il percorso sui muri dalla città, percorrere il corso Cavour per arrivare ai bei giardini vicino alla Facoltà di Agraria, scoprire ogni giorno nuovi posti, parchi, quartieri. Innamorarsi della cultura, i cinema, i musei, i bar, la possibilità di trovare quasi ogni giorno un’attività nuova in Piazza IV Novembre..

Ma con il passare del tempo, cominci ad abituarti a tutte queste cose, e anche, devo ammettere, ad essere stanca, e nei peggiori giorni arrivi ad odiarla come città.

Improvvisamente, tutto è troppo piccolo per te, non hai più spazio per passeggiare, scopri che senza la macchina sei obbligato a vivere nel centro e la maggioranza delle cose da fare sono in altri quartieri. Diventi stanco delle stesse strade, della stessa gente, di fare le stesse cose, e ti scopri desiderando di ritornare nella tua città.

Posso dire che questo è stato il mio stato d’animo l’ultimo messe prima di Natale. Ma la situazione è cambiata. Da quando sono ritornata da Bucharest la mia percezione di Perugia è cambiata un’altra volta. Manca solo un mese al mio ritorno a casa e mi sono resa conto di tutte le cose che ancora non ho fatto qui. Ho una parte di me che mi chiede di approfittare al massimo di questa esperienza, di scoprire tutti i posti dove non sono ancora stata, tutte le stradine, tutte le feste, e tutte le amicizie che non ho trovato ancora. Ora vedo una città ha tanto da offrire e che non ho ancora scoperto. Voglio sfruttare il tempo che mi manca, e ritornare conoscendo la città e avendo provato tutto quello che ha da offrire. Di nuovo sento la curiosità per le strade dove non sono andata, i dintorni, le piazze, e soprattutto la curiosità per la ‘’vita’’ dell’ Italia.

In questi 5 mesi, sono stata capace di introdurmi un po’ nella vita di questo paese, tanto simile e tanto diversa da quella del mio popolo. Sono stata in grado di fare di questa città la mia casa, e la città mi ha ricevuto nel miglior modo possibile. Questa esperienza non è ancora finita e approfitterò del tempo che ancora ho per potere portare con me un po’ di Perugia nel futuro.

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