Una casa da non sottovalutare

Vivere in uno studentato, ti fa crescere bene.

Vivere in una città come Perugia è un’esperienza unica per mille motivi, uno di questi è il fatto che è una città universitaria. Sembra una cosa scontata, ma non lo è.

In una città universitaria la vita di tutti i giorni si intreccia con i ritmi comuni imposti dalle lezioni, dai momenti di studio, da quelli dei pasti e dai momenti liberi. È una città giovane, piena di ragazzi che si muovono più o meno freneticamente per le strade, animandole e caratterizzandole. La maggior parte di loro arriva da lontano e tutti considerano la città in cui studiano come fosse la propria casa e come tale la vivono. Il carattere di Perugia è ormai inscindibile da questa comunità, è essa stessa questa comunità, unita e eterogenea, di ragazzi universitari alla costante ricerca di un modo di adattarsi ad una realtà diversa, in cerca di relazioni, affetti e amicizie, condividendo spesso le stesse emozioni e le stesse paure.

Tra questi ragazzi c’è un gruppo molto numeroso e un po’ particolare che vive la vita universitaria tra le mura di un edificio enorme, abitato da tanta gente: la casa dello studente o collegio, studentato o più semplicemente “casa”. Perugia è chi la abita e quindi è anche la casa dello studente, semplicemente perché chi ci abita porta con sé esperienze talmente particolari ed uniche, da essere diverso e se ci sono 1.200 ragazzi “diversi” in giro per le strade, Perugia diventa una città unica.

Ma perché i ragazzi di uno studentato sono diversi?

Quando si arriva in una di queste case si porta nella valigia il minimo indispensabile per vivere, quello che ci rappresenta e mille speranze e progetti di libertà e autonomia. I primi giorni sono duri, ti senti solo in una casa e in una città che non conosci, ma soprattutto non conosci nessuno. Il tuo entusiasmo vacilla molto presto e la casa da cui sei stato felice di allontanarti comincia a non sembrarti più così male. A questo punto però succedono due cose importati: la prima è che ti arriva in camera una coinquilina, la seconda è che tu, un po’ asociale e diffidente per paura più che per natura, cominci a parlarle. La persona estranea che entra nella tua camera triste e spoglia, si porta dietro la tua stessa valigia e uno sguardo spaurito che capisci di aver avuto anche tu quando sei arrivato, ma quell’estranea la abbracceresti anche solo perché grazie a lei non sarai più sola in quella stanza. In questo momento si verificano i primi dei tanti cambiamenti in te, non te ne accorgi, ma sono rivoluzionari. Accogliendo la tua coinquilina accetti che le tue idee possano cambiare, perché inaspettatamente la ragazza che è entrata nella tua stanza, un’estranea, può diventare un pezzo della tua famiglia e contrariamente a ciò che speravi, può capitarti di vivere con una specie di mamma che ti ricorda di fare le pulizie. Stavolta non ti lamenterai però, perché sei già disposto a che la libertà assoluta e l’autonomia che sognavi possano cedere il posto al compromesso, indispensabile per vivere con un’altra persona rispettandola. Imparerai a parlare di te e ad ascoltare le sue confidenze, imparerai a condividere e a non pensare più solo a te stesso, imparerai a chiedere scusa e a discutere invece di litigare.

Ma la casa dello studente non è solo la tua camera, è un insieme di camere e spazi comuni. È un via vai di ragazzi come te, ma tutti diversi tra loro, che saluti anche se non conosci. Un’occasione costante per mettersi in discussione e aprirsi verso gli altri. Ogni spazio è tuo come è di un altro, per questo tendi a rispettarlo e a difenderlo. Così se ti capita di arrabbiarti se qualcuno non rispetta i turni per usare le lavatrici impari allo stesso tempo a rispettarli tu stesso, ti comporterai bene prendendo esempio e per dare l’esempio. Le amicizie in questa casa un po’ particolare possono nascere in modo diverso, per necessità o perché inevitabili o per semplice casualità, ma finiscono sempre per essere rapporti strettissimi, eccezionali. Rapporti così importanti che se ti capiterà di allontanarti, ti sentirai persa come se avessi perso la persona con cui hai condiviso una vita, anche se magari era un estraneo fino a pochi mesi fa. In uno studentato impari a non avere pregiudizi, idee granitiche e ad aspettarti di tutto, in un modo o nell’altro infatti cambierai idea, succede sempre. Non ti saresti mai aspettato che la prima persona in assoluto che ti ha accolto e fatto sentire come in famiglia resterà un tuo grande amico anche quando lascerai quella casa e le vostre strade prenderanno direzioni diverse, cercherai di rivederlo ogni volta che puoi, non potrai farne a meno perché lui rimarrà sempre una parte della tua famiglia. Non puoi permetterti di pensare che con una persona che alla prima impressione non ti era piaciuta non parlerai mai, probabilmente quella persona diventerà chi, conoscendoti bene, ti farà ridere quando sarai triste. Perché prima o poi sarai triste e cercherai compagnia, ma in una casa dello studente la troverai sempre. Non puoi permetterti nemmeno di dare per scontata una chiacchierata fatta davanti la macchinetta del caffè, probabilmente quella compagnia occasionale e frettolosa diventerà la tua àncora, il tuo punto di riferimento, la tua famiglia. La casa dello studente ti rende aperto verso il mondo e non puoi fare niente per evitarlo. Succederà che una sera tu possa ritrovarti in una stanza assieme ad un gruppo di ragazzi così tanto diversi da te, per razza, colore, religione, lingua, idee e storia che non lo avresti mai immaginato, ma per te sarà una cosa normale e ti piacerà tantissimo, perché diventerai curioso e ognuna di quelle persone ti insegnerà qualcosa rendendoti molto più ricco di quanto non fossi prima. Vivere in una casa dello studente ti fa crescere, in un modo particolare e diverso.

La valigia con cui sei entrato lì la prima volta l’hai svuotata e riempita di cose nuove, il ragazzo che la portava non esiste più, è diventato una persona migliore in grado di vivere in una città e in una società in modo migliore.

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