NEL VOTO AMMINISTRATIVO LE RADICI, PD IN RIPRESA

Il voto amministrativo — contemporaneo alle elezioni europee — ha dato esiti particolarmente significativi. Il PD vince al primo turno a Firenze, Bari, Modena, Pesaro, Lecce e Bergamo e al ballottaggio si afferma a Reggio Emilia, Prato, Livorno, Cremona, Rovigo, Verbania. Nei Comuni con più di 15.000 abitanti il PD supera il 30% dei voti. Sul totale dei 3800 Comuni al voto, le liste PD e civiche di centrosinistra ne conquistano più della metà. Là dove il PD ha radici più profonde — in Emilia, Toscana, Puglia, nelle aree metropolitane di Milano, Torino e Napoli — il centrosinistra elegge i Sindaci in oltre il 70% dei Comuni. In Emilia — nonostante i risultati di Ferrara e Forlì — PD e centrosinistra si affermano in 174 Comuni (75%) su 235 al voto. E l’equivalenza Ferrara=Emilia che la Lega vorrebbe accreditare è smentita dalle cifre. Sono dati significativi che — uniti all’esito di primo partito ottenuto dal PD nel voto europeo in tutte le principali città italiane — testimoniano di un partito con radici profonde nella società. Un voto che dice che il PD è l’unico argine alla destra e in grado di offrire all’Italia una alternativa di governo.
Reciprocamente il crollo di consensi di M5S nei Comuni è ancora più forte della sconfitta alle europee. Mentre anche nel voto amministrativo si riscontra la forza della Lega, un partito che governa regioni e comuni e gode di una struttura organizzata nei territori.
A dispetto di troppe semplificazioni si conferma insomma che per raccogliere consenso in modo non effimero contano le radici. Essere radicati è indispensabile per avere relazione con un territorio, le sue peculiarità e le sue articolazioni sociali. Cosí come è sul radicamento e nella concretezza della realtà che si innesta la selezione del personale politico e la formazione di una classe dirigente. E avere radici è la condizione perché un partito sia non solo organizzazione, ma anche comunità di donne e uomini uniti da comuni valori e dalla volontà di costruire un comune destino.
Esserne consapevoli è decisivo per un partito che abbia l’ambizione di rappresentare la società e voglia ottenerne la fiducia. Quanto più PD e centrosinistra avranno radici solide, tanto più la costruzione di uno schieramento progressista sarà praticabile e la proposta di un’alternativa di governo sarà credibile.

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Piero Fassino

Piero Fassino

Deputato del Pd e vicepresidente Commissione Esteri e membro Consiglio d’Europa. Presiede il CeSPI. Ultimi libri: Pd Davvero (2017) e Tav, perché si (2018).

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