Tav, la ragione più forte del pregiudizio

Alla fine la TAV si fa. Non poteva che essere così, stante che tutti i dati obiettivi dimostrano il carattere strategico di quell’opera. Basta ricordare che:

- transita attraverso i valichi con la Francia (Ventimiglia, Frejus, Monte Bianco) il 51% del nostro import-export nell’ Unione Europea;

- l’assenza di infrastrutture ferroviarie adeguate fa sì che oggi quell’enorme flusso di merci viaggi su oltre 3 milioni di Tir, con un impatto ambientale nettamente superiore al trasporto ferroviario;

- l’attuale linea Torino-Lione è del 1871 e, nonostante i successivi adeguamenti, consente soltanto il passaggio di convogli corti, a velocità ridotta, a traffico alternato. Dunque antieconomica.

- non si tratta di una “ferrovia locale”, ma della tratta centrale del “corridoio mediterraneo” che dal confine ungherese/ucraino attraverso l’Europa centrale e la pianura padana approderà in Francia biforcandosi in due rami verso la penisola iberica e verso Benelux e Gran Bretagna.

- per questo l’Unione Europea considera la Tav strategica finanziandola fino al 50% del costo di investimento

- non è vero che si tratta di un progetto “vecchio” (come sostiene 5Stelle) perché il progetto in corso di esecuzione è del tutto nuovo rispetto all’originario ed è stato licenziato nel 2017

- tutte le analisi compiute da istituti di tutela sanitaria e ambientale hanno escluso che esistano rischi sanitari da amianto o da altro (confermato dal fatto che nessun rischio ha prodotto in questi trent’anni lo scavo del tunnel autostradale parallelo alla ferrovia)

- l’opera è finanziata per il 50% dalla Unione Europea e per il 50% da Italia e Francia in quote di importo analogo. Il costo per km è inferiore al costo dei principali valichi europei.

- è un’opera tanto più importante in vista della realizzazione della dorsale di Terzo valico che collegherà Genova al nord Europa e incrocerà la Tav favorendo la creazione a Novara di uno dei più importanti poli logistici europei

Insomma: non c’è un solo argomento razionale che contraddica il carattere strategico dell’opera e il suo carattere di volano di investimenti, applicazioni tecnologiche e lavoro.

Tanto è che l’opposizione pregiudiziale e ideologica non si è imposta e alla fine si è giunti — con un anno di ritardo che poteva essere evitato e con mille contraddizioni della maggioranza di governo — all’unica conclusione logica e razionale: la Tav è utile e si fa.

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