UNA POLITICA ESTERA SENZA BUSSOLA

In un mondo globale e interdipendente le sorti di ogni Paese dipendono anche da come si colloca negli scenari internazionali. Il che richiede una politica estera e un sistema di relazioni ispirata da visione e strategie coerenti. Di questo l’attuale maggioranza di governo pare essere del tutto inconsapevole. Lo dice la sequenza di improvvisazioni e estemporanee decisioni assunte in questi mesi: le irresponsabili polemiche contro la Commissione Europea, contro la Merkel, contro Macron; la ricerca di velleitarie alleanze con i gilet gialli (5Stelle) o con la Le Pen e partiti sovranisti dell’est (la Lega); la rinuncia alla riforma del Regolamento di Dublino e il rifiuto di sottoscrivere il Global Migration Compact proposto dall’ONU, in netta contraddizione con la richiesta di solidarietà europea e internazionale; l’improvvido annuncio di ritiro dall’Afghanistan non concordato con gli altri paesi impegnati in quel difficile teatro; il confuso balbettio sugli F35; l’irrisione del vasto movimento mondiale sul climate change; la riduzione dei fondi per la cooperazione allo sviluppo (ma non dovevamo “farli stare meglio la’” ?); la freddezza di rapporti con i paesi di quel bacino mediterraneo così decisivo per il nostro Paese; l’ambigua posizione di 5Stelle sulla crisi in Venezuela (Di Battista inneggiava a Chavez) e le posizioni filo putiniane di Salvini. Per non parlare del modo confuso e contraddittorio con cui si gestisce il rapporto con la Cina e il progetto della Via della Seta: senza concordare una linea con i nostri partner europei e senza garanzie che la cooperazione con Pechino — certo necessaria e utile — non metta a rischio settori economici e tecnologici sensibili. Uno scenario reso confuso — e qualche volta perfino ridicolo — dall’egocentrismo di Di Maio e Salvini che, senza alcuna competenza e esperienza internazionale, invadono ogni giorno le responsabilità del Ministro degli Esteri e del Presidente del Consiglio.
Gli esiti di tutto questo sono davanti a noi: l’isolamento internazionale, la irrilevanza dell’Italia sui principali dossier dell’agenda internazionale, l’inaffidabilità con cui il nostro Paese viene guardato nella comunità internazionale. Uno scenario che penalizza seriamente l’Italia e pregiudica gli interessi che il nostro Paese ha in tante parti del mondo.