Nathan Never — “25 anni di fantascienza all’italiana”

Nathan Never arriva in edicola nel 1991, per l’esattezza 25 anni fa. Il primo numero era intitolato “Agente Speciale Alpha” e veniva presentato da Bonelli con lo slogan: « L’avventura del futuro, il futuro dell’avventura! »

Nathan Never nasce dalla penna e dall’ingegno di Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, realizzatori di alcune storie di altri personaggi bonelliani come Dylan Dog e Martin Mystere, dopo una lunga lavorazione, il progetto venne infine approvato da Bonelli nel 1989.


Arriverà in edicola due anni dopo, raccontando le storie di questo agente di polizia, ambientate in un futuro che potrebbe essere anche il nostro.

Un futuro che assomiglia molto a quello che è possibile vedere in Blade Runner di Ridley Scott.

Lo stesso Nathan Never si ispira a Rick Deckard sia fisicamente che psicologicamente.

Nathan è un personaggio con un passato, che lo ha segnato per sempre. La morte della moglie per mano di un assassino psicopatico mentre lui si trovava con l’amante, lo shock gli causerà l’iconico “sbiancamento” repentino dei capelli.

Questo episodio lo renderà quello che leggiamo poi nelle pagine del fumetto, rendendolo un personaggio “più umano” per l’universo che lo circonda e che ha un rapporto nostalgico nei confronti del suo passato, collezionista di libri e di dischi in vinile, molto silenzioso ma professionale e brillante nelle intuizioni.

Un eroe classico ma tormentato, che con il suo carattere schivo e taciturno riesce a coinvolgere il lettore che prova pena per lui ed è affascinato dal suo carisma.


La parte più interessante di Nathan Never è sicuramente costituita dal suo “universo” che si articola per oltre 573 storie, un numero che comprende anche gli innumerevoli spin-off.

Nathan Never vive sul pianeta Terra, una Terra cambiata, mutata anche in seguito ad alcune catastrofi come un missile lanciato al centro del pianeta.

Un mondo futuristico che ancora non ha risolto i suoi problemi, dove permangono situazioni di povertà e criminalità.

Nathan Never si troverà a dover risolvere casi di omicidio o l’arresto di uno spacciatore di droga per le strade della “Città Est” enorme megalopoli futuristica.

Ma la narrazione si estende oltre rendendo di fatto Nathan Never un personaggio “interplanetario” che addirittura riuscirà a fermare un’invasione della Terra da parte dei marziani chiamati “Pretoriani” nella saga della “Guerra dei Mondi”.

Tutte le saghe di Nathan Never sono collegate, infatti vengono fatti spesso riferimenti ad eventi “mondiali” narrati in albi precedenti e che hanno segnato il destino dei personaggi.


L’universo in cui vive Nathan Never è di fatto l’espressione della fantascienza fumettistica in Italia.

I riferimenti infatti non si limitano a Blade Runner, ma attingono anche ad altri filoni sci-fi che hanno segnato la “cultura mondiale” come Alien, sempre di Ridley Scott o i libri di Asimov e le storie di Gundam.

In uno dei primi volumi di Nathan Never vi è persino un riferimento al “monolite” di 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrik.

Nathan Never è un compendio oltre che un fumetto, che si adatta e si evolve col passare del tempo, un enorme mare di situazioni, storie e personaggi. Ci troviamo davanti ad un fumetto che si è sempre trovato a reinterpretare gli stili e le stagioni della fantascienza, per mantenere il suo posto in edicola.

Molte situazioni in Nathan Never strizzano l’occhio alla cinematografia americana e giapponese, facendo ritrovare al lettore qualcosa di noto ma approfondendolo rendendo il tutto affascinante.

Nathan Never è riuscito a trasformare un genere di nicchia come la fantascienza, da sempre legato alla narrativa scritta, in un fumetto popolare con un unico protagonista che si trova ad esplorare una galassia sterminata.

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