Virata di 180°

12 maggio 2014


Forse è passata inosservata, nel calore delle polemiche sulle menzogne e le distorsioni della realtà, la virata di 180° di Beppe Grillo e di m5s. In poco più di un anno, dalla democrazia diretta siamo passati al totalitarismo.

Già era sospetta la proposta di una democrazia diretta di un’infima percentuale di elettori, insindacabilmente filtrati dal Casaleggio, che votano in casa del padrone, bwana Beppe, esposti alla propaganda di una sola parte, su argomenti che decide solo il duce, e con risultati controllati e certificati da Casaleggio, ossia senza alcuna garanzia indipendente. Qualora essa fosse garantita, sarebbe pur sempre come votare nella sede del PD o di FI.

In realtà siamo già andati oltre, ora l’aspirante duce si propone come il governante, il legislatore (anche piuttosto ondivago), l’inquirente sulla violazione delle leggi, il giudice che emette le condanne (l’assoluzione non è nemmeno contemplata come possibilità), e il carnefice che esegue la sentenza.
E l’azione legislativa non riguarda la legalità, ciò che è permesso o proibito fare, ma l’etica, ossia il bene e il male. E tutto questo porta allo Stato Totalitario. Tutti i poteri accentrati in una sola persona, che decide per tutti anche del bene e del male.