Genitori e figli: due universi non così distanti

Di Carlo Gabrielle, Guerri Alice, Margheriti Martina, Mercuri Helena.

Cosa si intende per “rapporto genitori-figli”? Come si è evoluto nel tempo? Oggigiorno, con l’avvento della tecnologia, i ragazzi riescono ancora a relazionarsi con gli adulti?

Nel corso degli ultimi decenni questo legame ha subito molti mutamenti, basti pensare al rapporto che avevano i nostri nonni con i loro figli. È molto importante instaurare una relazione basata sulla fiducia con i propri figli, specialmente durante l’adolescenza. Noi ragazzi, nella figura del genitore, troviamo un vero e proprio punto di riferimento. Vedere nel genitore un confidente ci rende più facile risolvere i nostri problemi per poterne parlare liberamente senza essere giudicati . Al contrario, questo non era possibile in passato.

Boccaccio, noto scrittore italiano del XIV secolo, ce ne dà un esempio nella sua opera più celebre, il “Decameron”, una raccolta di novelle raccontate da dieci ragazzi che si sono rifugiati in campagna per sfuggire alla peste e, per intrattenersi, raccontano delle storie. La prima novella del quarto giorno, “Tancredi e Ghismunda”, racconta una storia profonda sul legame padre-figlia.

Tancredi uccide l’amante della figlia e le manda il cuore di questo in una coppa d’oro. La ragazza, compresa la fine dell’amato, si toglie la vita. Tancredi, a causa del suo rapporto morboso e possessivo nei confronti della figlia, arriva a compiere questo gesto estremo ed egoista, non provando un vero affetto verso di lei e non comprendendo le ragioni dell’amore della ragazza. Anche il titolo della novella pone l’attenzione sulla relazione tra il padre e la figlia, invece che sulla vicenda tragica dei due amanti.

Quindi è importante avere un rapporto di rispetto reciproco in cui il genitore deve aiutare il figlio a formarsi senza cercare di prevalere sulla sua personalità e sulle sue scelte. Per noi adolescenti infatti è necessario che i genitori ci lascino prendere le nostre decisioni fornendoci consigli senza imporre i loro desideri. È comunque necessario che il genitore sia una figura autoritaria e che sia in grado di rimproverare il figlio quando ce n’è bisogno.