ODISSEA

Parodia musicale dei Licei Poliziani per la regia di Marco Mosconi

L’Ulisse omerico, tragicamente proteso al ritorno in patria dalla moglie e dal figlio, nella parodia musicale del Licei Poliziani per la regia di Marco Mosconi diventa un eroe comico, che visita gli stessi luoghi e vive le stesse situazioni dell’Odissea, ma riesce a stemperare nell’ironia anche il dolore, affiancato dal fidato Eurimaco, sua spalla. Tra esilaranti battute, melodie e duetti la commedia fonde vivacità dei dialetti regionali, dal napoletano al romanesco, in una rivisitazione del più famoso racconto di viaggio del mondo classico, in parte condotta sul precedente del quartetto Cetra in parte ripresa da un’attualizzazione dello stesso regista Mosconi già portata sulle scene negli anni ’90.

Volutamente essenziale, la scenografia non distoglie l’attenzione dalle musiche e dai recitativi, ma si limita ad un fondale nero su cui spiccano i rossi, i verdi, gli azzurri delle tuniche, esaltati da giochi di luci bianche opera della ditta Messeri-Bernardini. Curati per uno spettacolo scolastico i particolari, dai costumi, già utilizzati dalla compagnia popolare del Bruscello Poliziano nell’Orfeo del 2012 agli accessori di scena.

Azzeccata anche la scelta dei ruoli, giocata in più casi sull’opposizione rispetto all’originale omerico: mingherlino e dalla voce esile il Ciclope Polifemo (Andrea Ciacci), bionda ed eterea, ma a suo modo sensuale, la maga Circe (Anna Cipriani) la cui apparizione evoca immediatamente per contrasto il ricordo scolastico di una ammaliatrice mediterranea e voluttuosa. Dolcissima e accattivate la voce di Penelope, protagonista femminile (Maria Chiara Pagliai), potenti le voci dei solisti maschili da Ulisse (Bernardo Messeri), a Antinoo (Tommaso Trabalzini) a Euriloco (Riccardo Mazzini). Convincenti anche le interpretazioni di Paola Borgogni, attrice minuta, ma dalla voce decisa nel ruolo di Calipso e quella autoironica di Leonardo Tanzi in Telemaco.

Versatile qualche interprete femminile: Irene Micheli passa nel giro di poche scene dal ruolo di cantore a quello di donna Ciclope a quello di Sirena. Particolarmente apprezzati dal pubblico il monologo di Alcinoo per la voce di Alessandro Niosi e la danza dei Ciclopi, ispirata vagamente al cartone degli Antenati.

Le maschere utilizzate in questa scena sono creazione artigianale di Alessandro Niosi, i costumi dei ciclopi così come quelli delle sirene sono opera di sarti non professionisti amici della compagnia. Caloroso e ininterrotto per tutta la durata dello spettacolo l’applauso del pubblico.