6 fattori da cui dipende il successo del tuo colloquio

Il 70% dei colloqui di lavoro per un professionista tech fallisce non per una mancanza di competenze ma perché non si è preparati nel modo giusto ad affrontare le fasi della selezione.

Gli ostacoli di un iter di selezione possono infatti essere innumerevoli, ma non temere: questo post serve a spiegarti quali puoi prevedere e come preparti per arrivare pronto al grande giorno!

PICCOLA PREMESSA:
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FATTORE 1: L’AZIENDA

Tra un primo appuntamento galante e un primo colloquio ci sono dei parallelismi: mani sudate, un po’ di ansia da prestazione e l’atroce dubbio sul rivelare o meno fin da subito che miri a diventare un gamer professionista. C’è però una grandissima differenza: se ad un appuntamento galante rompi il ghiaccio facendo riferimento ad una sua foto su facebook di tre anni fa, l’unica cosa che probabilmente otterrai sarà una denuncia per stalking.

Quando vai ad un primo colloquio di lavoro, al contrario, più saprai dell’azienda meglio riuscirai ad entrare in sintonia con le persone che incontrerai. Non è necessario conoscere il giorno della fondazione o il numero di dipendenti, ma dovrai assolutamente essere pronto sulla loro mission, sulle loro tecnologie e sui loro obiettivi di lungo periodo.

Anche in questo caso, Google è tuo alleato. Cerca le ultime news sull’azienda, anche quelle non strettamente legate all’ambito tech: arrivare ad un colloquio ben informati sull’azienda nel suo complesso e sulla sua Brand Identity è fondamentale e verrà apprezzato.

Pro-tip: un’ottima fonte di informazione sono gli engineering blog delle aziende. Mentre nel mondo dilagano migliaia di bloggers sugli argomenti più disparati (food, fashion, pet e qualsiasi topic ti venga in mente) esistono anche valorosi sviluppatori che gestiscono blog in cui condividono news, repos, tutorial e momenti della loro vita in azienda. Non tutte le aziende ne hanno uno, ma noi di Jaguar28 stiamo cercando di diffondere questa sana abitudine il più possibile.

FATTORE 2: LA JOB DESCRIPTION

La Job Description, se fatta bene, è una fonte di informazioni preziosissima. E’ il gran visir dei cheatsheet in ambito lavorativo.

Le hard skills devono essere il tuo focus principale: a meno che tu non sia stato contattato per conto di “una prestigiosa realtà leader nel proprio settore” alla ricerca di “motivati e qualificati professionisti”, gli intervistatori vorranno approfondire esattamente gli argomenti scritti nel documento.

La tua espressione dopo aver letto un elenco random di termini spacciato come job description

Non è necessario che tu conosca tutte le tecnologie citate nella job description: avere il 70% dei requisiti fa già di te un candidato molto interessante. Leggi con attenzione i requisiti e fai un check di ciò che già conosci in modo approfondito; se c’è qualche tecnologia sulla quale hai dei dubbi, risolvili prima di incontrare i selezionatori.

Noi di Jaguar 28 ci preoccupiamo di fare in modo che le job description delle aziende che aderiscono al nostro Manifesto siano chiare, complete e ben strutturate. Di quegli elenchi di tecnologie casuali completamente slegate tra loro ne abbiamo visti fin troppi e probabilmente anche tu.

Pro-tip: se ti accorgi che c’è qualche skill che non possiedi, non provare ad apprenderla da zero prima del colloquio. In particolare, se si tratta di una tecnologia fra i “nice to have”, procedi con una rapida lettura per sapere di cosa si parla ma rimani concentrato sugli elementi centrali della posizione.

FATTORE 3: GLI STEP DEL COLLOQUIO

Non esiste un’unica tipologia di flusso con cui si sviluppa il colloquio. Nonostante la grande variabilità di questo ambito, è comunque possibile identificare tre aree principali presenti nella quasi totalità degli iter di selezione:

Area motivazionale

Questa parte viene svolta insieme alle risorse umane, le quali hanno la funzione di incarnare i valori dell’azienda. Normalmente, ti verrà chiesto di fare una panoramica del tuo percorso accademico e professionale per poi passare ad un’analisi della tua situazione attuale. Cerca di articolare il discorso in modo chiaro e usa degli esempi di situazioni in cui ti sei trovato in passato per rispondere a domande di natura caratteriale. Difficilmente l’HR avrà un background tecnico quindi, a meno che non ti venga richiesto, non è necessario fornire dettagli tecnici troppo approfonditi.

Un ruolo fondamentale in questo primo step sarà dato soprattutto all’aspetto motivazionale: prepara una risposta sul perché sei interessato al ruolo ed all’azienda e cerca di strutturarla nella maniera più personale possibile.

Test

Tutte le aziende prevedono un test pratico delle tue competenze. Può essere un test da fare a casa prima del colloquio oppure una prova on-site dopo il primo screening. Alcune aziende prediligono test semplici: non valutano se sei in grado di risolverlo ma piuttosto come arrivi alla soluzione. Questi test sono i classici tranelli; l’azienda ti sta dicendo indirettamente: “io so che è un test facile, ma tu prova a risolverlo nella maniera più difficile che ti viene in mente”. Questo perchè vogliono essere sicuri che tu sia disposto a mettere in campo il 100% delle tue competenze in ogni occasione, anche quando devi semplicemente fare un menù a tendina con Javascript e CSS.

Altri test sono invece studiati per non poter essere completati in tempo utile: in questo caso l’obiettivo è comprendere come performi sotto stress, con una deadline imminente e con delle priorità da gestire.

Area tecnica

In questa fase incontrerai probabilmente il tuo potenziale futuro capo. Di norma, il colloquio parte proprio dal test tecnico che hai svolto: spiega ad alta voce i passaggi che hai fatto e coinvolgi il selezionatore in un confronto sui processi e sulle tecnologie che hai scelto. Ricorda che il tuo interlocutore vuole assicurarsi che tu sia il tipo di professionista che comprende le logiche che sottendono alle tue scelte e non la persona che copia intere linee di codice da Stack Overflow, risolvendo i problemi senza averli davvero affrontati.

Pro-tip: porta sempre con te un hard disk con un tuo portfolio. Mostrare i tuoi progetti può essere un ottimo spunto per aprire un confronto tecnico e orientarlo verso ambiti con cui hai una buona familiarità.

FATTORE 4: GLI INTERVISTATORI

Lo sapevi che puoi chiedere chi sarà presente al colloquio, se non ti viene detto direttamente dall’HR?

In genere, la formazione-tipo include un responsabile HR, che ti introdurrà al colloquio e ne gestirà lo sviluppo, alcuni sviluppatori senior per la parte tecnica e, infine, il tuo potenziale capo che deve stabilire se puoi essere un buon fit per il suo team. Cerca di capire qualcosa in più su di loro: da quanto lavorano lì, qual è il loro percorso di carriera e quali sono i loro interessi professionali.

Spesso basta un rapido check al profilo LinkedIn per avere tutte queste informazioni e, magari, scoprire che tu e il tuo potenziale futuro capo avete delle passioni in comune o che avete lavorato in passato nella stessa azienda.

Non è necessario far sapere che hai raccolto queste informazioni (anzi, potrebbe sembrare un po’ strano) ma averle può darti una maggiore sensazione di controllo della situazione, ridurre lo stress da colloquio e, perché no, darti un asso nella manica da giocare se la situazione lo permette: citare in maniera apparentemente ingenua un hobby che sai di condividere con il manager alle volte può rivelarsi una mossa vincente.

Pro-tip: di solito l’HR vorrà valutare la tua motivazione e il tuo potenziale sul lungo periodo. Il manager tech, invece, avrà come priorità capire che tipo di professionista sei nel quotidiano e assicurarsi di poter lavorare con te in modo piacevole e costruttivo, giorno dopo giorno.

FATTORE 5: LE DOMANDE

“Ha qualche domanda?”
“No, nessuna”

A volte sottovalutata, questa è una delle fasi più importanti e delicate del colloquio. Fare delle domande dimostra che ti sei preparato sull’azienda, che ti sei interessato alla sua attività recente e, soprattutto, che hai rielaborato tutte le informazioni.

Le domande potrebbero sorgere spontanee da qualche questione affrontata durante il colloquio ma è bene prepararne qualcuna a casa in caso di necessità.

Ricorda che il colloquio serve all’azienda per valutare te ma anche a te per valutare l’azienda: non essere superficiale ma sfrutta l’occasione per chiarire eventuali dubbi o approfondire la conoscenza della struttura interna e della cultura aziendale.

Una buona domanda da fare, normalmente, riguarda la formazione: “Ho letto che avete un occhio di riguardo per la formazione dei vostri dipendenti, qual è la vostra strategia in merito?”. Oltre a dimostrare di essere informato sull’azienda e interessato a rimanere aggiornato, darai la possibilità a chi ti sta selezionando di raccontare una loro best practice.

Un esempio di domanda da evitare

Pro-tip: mai e poi mai fare domande sullo stipendio. Se il colloquio andrà bene, ci sarà tempo per parlare di soldi. Jaguar28 solitamente fornisce una preview credibile dei bugdet a disposizione per permetterti di fare tutte le valutazioni del caso; se ciò non è possibile cerca di usare canali paralleli, come Glassdoor, per reperire questo tipo di informazione.

FATTORE 6: TE STESSO

Tutta questa preparazione e tutto questo studio sull’azienda, il ruolo, le persone e le domande potrebbe farti perdere l’aspetto principale della situazione: se sei stato chiamato a colloquio è perché hanno reputato interessante te, le tue esperienze e la tua carriera.

Le aziende che collaborano con Jaguar28 sanno che è importante assumere la persona e non il ruolo: su questo stiamo puntando tantissimo e speriamo di raccoglierne a breve i frutti. In generale, il consiglio migliore che si possa dare prima di un colloquio è: sii te stesso. Non cercare di forzare il tuo atteggiamento e essere qualcuno che non sei. Nessuno assumerà mai una professionista talmente impostato da sembrare “finto”. E, anche nel caso in cui dovessi riuscire ad ingannare tutti, finiresti per lavorare in un ambiente non adatto a te.

Cerca di capire fin da subito se esiste un feeling a livello personale perché sarà ciò che ti permetterà di andare avanti anche nelle situazioni di difficoltà. Le soft skills hanno la stessa importanza delle hard skills, se non maggiore.

Pro-tip: per quella mezza idea del gamer professionista c’è sempre tempo.


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