Rwanda, il film che con il crowdfunding è arrivato fino al Festival di Venezia

Era il 20 Ottobre 2015 quando Marco Cortesi, insieme alla compagna, Mara Moschini, lanciava la sua campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso per finanziare un film: Rwanda. Un film che racconta una storia vera, ambientata durante il tragico genocidio della popolazione Tutsi nella primavera del 1994. Al loro fianco il regista Riccardo Salvetti e il DOP nonché produttore Massimo Gardini — Horizon Srl.

“Quando tutto iniziò in Rwanda, l’uomo bianco se ne andò. Il Mondo intero si girò dall’altra parte” — Augustin Maniriho
Trailer ufficiale

120 giorni dopo, il 17 Febbraio 2016, Marco e Mara potevano ufficialmente dire di avercela fatta:

…120 giorni durante i quali abbiamo sperato, sognato, creduto di poter rendere questo sogno una realtà: un film che parli di integrazione, pace e rispetto. Grazie a voi ce l’abbiamo fatta davvero!

€ 29.808,00 raccolti con il sostegno di 668 donatori da tutta italia (e dal mondo). Un budget obiettivo (di 20.000€) ampiamente superato grazie ad una bellissima (e riuscitissima) campagna di crowdfunding.


Intervista a Marco Cortesi

Marco, qual è l’aspetto che vi ha maggiormente colpito del “crowdfunding”?
L’aspetto sicuramente più importante del Crowdfunding è la possibilità di cominciare a rendere reale qualcosa che inizialmente è solo un’idea, un sogno. Nel difficile processo di finanziare un feature film della durata di 90 minuti (e bisognoso quindi di un budget importante) il Crowdfunding ha rappresentato la scintilla che ha dato il via ad una serie di collaborazioni, sponsorship, partnership vitali per il raggiungimento del budget finale. Il Crowdfunding ha dato credibilità a tutto il progetto e ha rappresentato una base solida sulla quale far forza.
Tornando indietro cambieresti qualcosa della vostra campagna? C’è stato qualche elemendo di “svolta”?
Credo che non cambierei nulla. Probabilmente punterei fin dal principio ad un target più elevato: rilanciare una campagna con un target aggiornato (dopo che il target originale è già stato raggiunto) è sempre molto complesso. Inoltre cercherei di gestire le ricompense con meno ansia… Le ricompense sono importanti, ma non sono esse il traino fondamentale di chi decide di sostenere la tua campagna. Fondamentale è invece la comunicazione continua e lo storytelling costante: cercare in sostanza di essere i più professionali ed efficaci possibile nel racconto costante di come il progetto sta prendendo vita proprio grazie al sostegno dei backers. Il vero elemento di svolta è stata l’adozione di un vero e proprio calendario “editoriale”… ogni giorno, su più canali, raccontavamo gli sviluppi della produzione del film. Quando abbiamo cominciato a pensare di essere un film “prima del film”, la nostra Campagna ha cominciato a possedere un hype travolgente.
Se dovessi dare un consiglio a qualche “collega” film-maker, cosa gli diresti?
Il Crowdfunding può davvero essere l’elemento di svolta, la singola cosa che permette di rendere realtà una sceneggiatura chiusa in un cassetto. L’importante è però pianificare al meglio la propria campagna chiedendosi fin dl principio se esista o meno una community di riferimento pronta a sostenere il tuo progetto. Senza tale community la strada sarà molto molto più difficile. È una mossa molto saggia — secondo la mia esperienza — creare una propria “tribù” di riferimento prima di lanciare la campagna.
Dal crowdfunding a Venezia, quali sono, in sintesi, le tappe che hanno visto il vostro percorso?
La Campagna di Crowdfunding è venuta prima di tutto (ancora prima della sceneggiatura conclusiva). Nel giro di quattro mesi avevamo raddoppiato il target che inizialmente ci eravamo prefissati. A questa fase è seguita la ricerca di nuovi finanziatori (istituzionali e commerciali). Nel frattempo iniziava la delicata fase di preproduzione con il casting, la convocazione della troupe, la ricerca delle location… 10 settimane di shooting, circa quattro mesi di post produzione e poi eccoci qui a Venezia. Venezia è l’unica parte che non avevamo preventivato perché andava ben oltre i nostri sogni. Ma ogni tanto i sogni si realizzano.
Qualcosa da aggiungere?
Produzioni dal Basso è stata fondamentale. Se questo film esiste è merito di PdB. PdB non è solo un portale, una interfaccia… è soprattutto un insieme di persone sempre pronte a coadiuvare, a dare un mano, a consigliarti… Mi stupisce sempre la velocità dei loro feedback, la sincera volontà di aiutare i progetti più meritevoli. “Rwanda” è il nostro primo film e PdB compare tra i suoi credits. Siamo al lavoro ad una nuova produzione (anche se ancora il soggetto è avvolto dal mistero)… ma vi posso già confermare che PdB comparirà tra i credits anche di questo secondo lungometraggio. Grazie PdB!
Grazie a te, Marco, per averci scelti!
La campagna di crowdfunding > http://linkpdb.me/9036

Rwanda ha saputo riunire l’entusiasmo e il supporto di una community vastissima che si è fatta promotrice e supporter di un progetto cinematografico a tutti gli effetti “nato dal basso”. Grazie al supporto dei media canonici e alla creazione di una presenza social capace di seguire tutte le fasi della creazione e della realizzazione del film, Rwanda ha raccolto un hype mediatico che ha fatto di questo film un esempio di innovazione produttiva nello scenario cinematografico italiano. Migliaia di persone hanno letteralmente reso possibile la realizzazione di questa pellicola, migliaia di persone attendono ora di esserne spettatori.

E la “storia” non è finita qui, perchè il sogno di “4 amici al bar”, a Settembre arriva al festival del cinema di Venezia.

Pochi anni fa eravamo solo 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo, il loro, nella speranza di lasciare un piccolo segno nel panorama cinematografico. A settembre saremo a Venezia. Abbiamo raggiunto il primo significativo obbiettivo che ci eravamo posti perché Venezia è sempre stato, senza ombra di dubbio, il miglior punto di partenza affinché Rwanda giungesse al grande pubblico, si affermasse come un progetto di valore e potesse divenire il primo di una collana di film che trattano tematiche in grado di sensibilizzare le persone sui grandi errori dell’umanità.”

A parlare è Massimo Gardini, direttore della fotografia e produttore esecutivo con la sua Horizon Srl(casa di produzione indipendente, che vanta già importanti collaborazioni con Rai, Sky, Foxe Focus TV) del film Rwanda, che grazie alla partnership con Sedicicorto International Film Festivale FEDIC(Federazione Italiana dei Cineclub), sabato 1 settembre avrà a Venezia la sua prima assoluta, in accordo con le Giornate degli Autori
(che per Rwanda sono completamente sold-out).

Rwanda porta sullo schermo una pagina di Storia che solo in apparenza appare lontana nel tempo e nello spazio, ma che si mostra oggi in tutta la sua disarmante attualità. In una società che si fa sempre più multietnica e globalizzata la coesistenza tra persone provenienti da background differenti presenta sfide che devono essere vinte per assicurare un futuro di pace e cooperazione.

In bocca al lupo da tutto lo staff di Produzioni dal Basso!


CREDITS

Regia di Riccardo Salvetti
Con Marco Cortesi, Mara Moschini, Aaron Maccarthy, Rosanna Sparapano
Fotografia: Massimo Gardini
Soundtrack: Davide Caprelli
Montaggio: Matteo Santi
Re-Recording mixing: Corrado Magalotti
Color Correction: Alberto Bandini.

Una produzione Horizon Srl e MC-Teatro Civile | www.rwandailfilm.it
In Partnership con SediciCorto International Film Festival e FEDIC