Uscirono dalla camera di Julia Morgenstern e attraversarono il salotto, dirette alla porta d’ingresso. Claire fermò Sophie sulla soglia.
“Che c’è?” chiese Sophie, lanciandole un’occhiata da sopra una spalla.
“Sophie, la sai usare, quella spada?”
“Che domanda stupida!”
“Scusa, eh. Sei tu che hai detto che non hai mai giocato come Blitz.”
“Metà dei personaggi dei giochi di ruolo usano spade come arma principale. In IFXIII non ho mai giocato come Blitz. Non significa che non abbia giocato come altri personaggi che usano spade in altri giochi. Comunque, sì, la so usare la spada, tranquilla. Tu, piuttosto, sei sicura che la sai maneggiare quella pistola?”
“Okay, okay. Era una domanda stupida!”
Le due amiche scesero nella via infestata di zombi. Le creature fiutarono immediatamente la loro presenza e si gettarono su di loro. Carne fresca!
Sophie non si laciò sorprendere. Richiamò il fuoco e lo scagliò sulla carcassa di un’auto, generando una cortina di fiamme. Il diversivo funzionò: gli zombi rallentarono la loro avanzata.
Claire osservò stupefatta quello scricciolo della sua amica che maneggiava la spada con l’abilità di un’amazzone. Dove la lama toccava la carne, arti e teste venivano mozzati, tra fiotti di sangue e lamenti rochi. Il sangue zampillava come da una fontana, ma non macchiava né gli abiti, né la pelle di Sophie. Che strano, come se la modalità “gore” fosse stata disattivata. Ma da chi? Da Sophie? Perché erano le loro menti ad aver generato il sogno. O no?
Scosse la testa. Non poteva soffermarsi a riflettere! Non con Sophie che danzava tra gli zombi, rischiando di essere sopraffatta!
Impugnò la pistola e si gettò nella mischia. Per un momento pensò che non ne sarebbe stata capace, anche se giocava a tonnellate di virtuagiochi nei quali si trovava proprio in quella situazione… ma non era possibile che il suo corpo avesse memoria muscolare di quelle partite, perché su HoloNet era pura coscienza disincarnata. Il suo avatar non possedeva alcuna fisicità.
Invece, scoprì di possedere l’abilità di una soldatessa addestrata.
Quando l’ultimo zombi cadde, si tolsero dalla strada e ripararono in un vicolo.
Mentre Sophie studiava la mappa della città, Claire si concesse un momento per osservare l’area circostante. L’ambientazione e l’atmosfera erano riprodotte con un’accuratezza di dettagli che la fecero dubitare che si trattasse di un sogno.
Il tramonto sfumava crepuscolo e le finestre delle case diventavano orbite vuote, pozzi d’oscurità. Fu a quel punto che il torpore del risveglio e l’adrenalina dello scontro lasciarono il posto alla paura.
“Sophie! All’alba verrà sganciata una testata nucleare sulla città!”
Sophie chiuse la mappa e le lanciò un’occhiata interrogativa.
“Non capisci?!” sbottò Claire. “Cosa succede se saltiamo in aria con la città?”
Sophie sollevò un sopracciglio, perplessa.
“Game Over?”
“E se invece… Se invece non stessimo sognando. Se stessimo giocando a un virtuagioco… Se qualcuno avesse collegato le nostre menti a HoloNet a nostra insaputa… Se il dispositivo di sicurezza del visore fosse stato disattivato e ricevessimo death feedback morendo nel gioco… Potremmo finire in coma! O peggio!”
“Vuoi restare qui e scoprirlo?”
A Claire ci volle qualche momento per elaborare la frecciata sarcastica di Sophie.
“NO!”
“Allora muoviamoci!”
Il percorso per la centrale di polizia si snodava attraverso un tortuoso labirinto di vicoli, stradine secondarie e il cantiere di un palazzo in costruzione.
Per strada incontrarono solo qualche sparuto gruppo di zombi e alcuni cani mannari, ma raggiunsero il cantiere abbastanza velocemente.
Il cantiere era tutta un’altra storia. Pullulava di zombi. Non potevano aggirarlo e c’erano troppe creature per pensare di seminarle tutte. Gli zombi potevano essere non-morti senza cervello, ma le loro gambe erano veloci. Lo scontro era inevitabile.
“Come procediamo?” chiese Sophie. “Il cantiere pullula di zombi. Si vede da qui.”
“Con la tua spada e la tua magia, non dovresti avere problemi.”
“Vado avanti io, allora? E tu mi copri le spalle?”
Claire ci pensò un momento.
“Mi sembra una buona strategia.”
Mentre attraversavano il cantiere, aprendosi un varco tra orde di zombi inferociti, Claire era rimasta sorpresa dall’abilità con la quale Sophie si giostrava tra gli attacchi fisici e la magia.
“Sei brava a giocare.”
“Ne dubitavi?”
Claire scosse la testa. Sapeva che Sophie era una giocatrice incallita almeno quanto lei, anche se la sua specialità erano i giochi di ruolo, mentre Claire prediligeva i giochi d’azione ad alto contenuto d’adrenalina. Per questo non avevano mai giocato insieme ed era la prima volta che la vedeva giocare. Non avrebbe voluto averla come avversaria!
Quando raggiunsero l’ingresso della centrale, si sentì un poco rincuorata.
I tempi di gioco corrispondevano più o meno a quelli che ricordava.
Si fermarono per controllare che la strada fosse sgombra, prima di procedere per il portone, su cui campeggiava la scritta “Howling Hollow Police Department”.
Nota dell’Autrice
È possibile che proponga una versione alternativa di questo capitolo nei prossimi giorni.
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