ProjectA14 — Part 1 Chapter 6

Looking for the Vaccine — Part 1


L’ospedale non era stato risparmiato dalla furia devastatrice. Non c’era corrente elettrica e il lucore azzurrognolo delle luci d’emergenza rendeva l’atmosfera spettrale. Schizzi di sangue imbrattavano muri, pavimenti e soffitti. Dovunque c’erano mobili rovesciati, barelle riverse, fiale di farmaci rotte.
In un ambulatorio del pronto soccorso trovarono Aku. Il ragazzo, di un anno più giovane di loro e un anno avanti a Sarah, era ferito a una spalla e cercava di medicarsi come meglio poteva, ma il proiettile era ancora dentro la ferita, che non smetteva di sanguinare. Indossava l’uniforme della HHPD di Luke nel secondo episodio di Hazardous.
Sophie, che aveva fatto un corso di pronto soccorso come attività extra-curricolare, si offrì di aiutarlo. Disinfettò un paio di pinze con dell’alcol ed estrasse il proiettile, poi pulì la ferita e gli fece una fasciatura.
“Avresti bisogno di punti, ma io non sono capace di ricucire una ferita.”
“Cosa ti è successo?” gli chiese Daniel.
“Io e Chihiro ci siamo risvegliati in una stazione di servizio. Ho riconosciuto subito il setting. Stavo dormendo e poi mi sono ritrovato a giocare ad Hazardous 2 con Chihiro. Ho pensato che fosse un sogno. Ma le reazioni di Chihiro erano troppo umane per essere un’immagine creata dalla mia mente. Era proprio Chihiro, la mia sorellina, che si trovava in quello strano posto con me. Ho provato a svegliarmi, ma non ci sono riuscito. Allora ho pensato, «Perché non provare a giocare?». Siamo saliti su un’auto della polizia e ho cominciato a guidare verso Howling Hollow. Solo quando un camion ci è quasi venuto addosso mi sono ricordato che nel gioco Luke e Susan venivano separati dall’incidente e che poi il gioco procedeva con due scenari differenti a seconda del personaggio che si era scelto di interpretare. Mi sono messo alla ricerca di Chihiro, quando spunta Alyssa Wei. Come Luke, ho seguito la trama del gioco fino al punto in cui Alyssa mi ha sparato, nella speranza di ritrovare Chihiro, poi ho perso i sensi e quando mi sono ripreso, mi sono trascinato fino all’ospedale. Ricordavo che c’era questa ambientazione in Hazardous 3, ma non ero sicuro che avrei effettivamente trovato l’ospedale, perché in Hazardous 2 non c’è. Devo ritrovare Chihiro! Ha solo dieci anni e non indossava i panni di Susan, ma quelli di Eleanor, la figlia di Burke. Quel mostro le starà dando la caccia!”
“Questo sì che è un bel casino” disse Daniel. “Qualcuno deve portare il vaccino a Claire.”
“Claire? C’è anche lei?”
“Non solo lei, anche Dawn e Michael.”
“Cos’è successo a Claire?”
“Quello che succede a Julia in Hazardous 3. Sophie, Aku non può proseguire da solo.”
Sophie comprese le intenzioni di Daniel e chinò il capo in un cenno d’assenso.
Aku li guardò con gli occhi lucidi, il panico stampato sul volto.
“A questo punto del gioco Burke avrà già trovato Chihiro e l’avrà portata nello stabilimento abbandonato alla periferia della città per infettarla con il virus γ. Dobbiamo sbrigarci!”
Scese dal letto con un grugnito di dolore, poi si raddrizzò e lui e Sophie lasciarono l’ospedale.

Lo stabilimento in cui Burke aveva portato Chihiro riproduceva con fedeltà una vecchia fonderia ormai in disuso alla periferia industriale abbandonata di Howling Hollow, una wasteland di fabbriche, capannoni, magazzini, silos e discariche a cielo aperto di scarti industriali di ogni genere.
Lo stabilimento si stagliava nero contro il cielo che cominciava a schiarire. Le finestre rotte erano come orbite vuote di un teschio. I quattro altoforni parevano torri di una fortificazione medievale.
Tubazioni correvano per tutto l’impianto. Alcune erano soverchianti nella loro mole.
Completavano il quadro vecchi carrelli trasportatori e le rotaie di una linea ferroviaria morta.
Una rete metallica delimitava il perimetro dello stabilimento e ne impediva l’accesso.
Il vecchio cancello sbilenco e arrugginito era ancora al suo posto, ma nella recinzione c’era un buco da cui sarebbe potuto passare anche un grizzly maschio.
I due amici avevano raggiunto lo stabilimento a piedi e Aku era sudato e ansimante per lo sforzo.
La spalla gli faceva male e il bendaggio era macchiato di sangue.
“Fermiamoci un momento, Aku” disse Sophie. “Sei distrutto.”
“Non abbiamo tempo! È quasi l’alba. Mancano un paio d’ore alla distruzione della città. Dobbiamo salvare Chihiro, riunirci agli altri nello stabilimento della Asclepius, affrontare Ragnarok e andarcene con l’elicottero di Andrej. A questo punto Burke avrà infettato Chihiro. Quindi uno di noi dovrà recarsi al laboratorio segreto di Burke passando per le fogne. Il laboratorio è qui vicino.”
Sophie sbiancò e non riuscì a reprimere un brivido che le serpeggiò su per la schiena.
“Nelle fogne ci sono i ragni!”
Aku le lanciò un’occhiata interrogativa da sopra una spalla, mentre oltrepassavano la recinzione.
“Odio i ragni” disse Sophie. “Resterei paralizzata dalla paura se me ne uno trovassi davanti.”
“Come hai fatto a fuggire dalla Centrale di Polizia?”
“Michael mi ha portata in spalla. Claire e Dawn si sono occupate dei ragni.”
“Non sapevo soffrissi di aracnofobia.”
Sophie scrollò le spalle, come a voler liquidare l’argomento.
Aku rifletté un momento.
“Se non te la senti di affrontarli, puoi rimanere qui con Chihiro.”
“Mi spiace, Aku.”
Aku scosse la testa.
“Raggiungiamo Chihiro.”

Dawn passò una garza bagnata sulla fronte e sul volto di Claire, per detergerle il sudore. Aveva recuperato la bottiglietta d’acqua da una macchinetta rotta nell’atrio e la garza da un kit di pronto soccorso in uno dei bagni del primo piano.
“La febbre continua a salire.”
“Per la miseria, Dawn!” scattò Michael. “Non starle così vicino! Se comincia a delirare è finita! Prossima fermata: zombilandia. Vuoi trovarti a portata dei suoi denti quando succederà?!”
“Ma questo è un sogno! Tutto questo non sta succedendo davvero!”
“Ne sei sicura?”
Dawn era esasperata quanto lui. Erano bloccati in una stanza di salvataggio a fare la guardia all’amica, impotenti, in attesa o che gli altri portassero loro il vaccino, o che Claire si trasformasse in uno zombie. Se fosse successo, sapevano entrambi che avrebbero dovuto ucciderla. Ma alla Claire reale, quella fuori dall’incubo, cosa sarebbe successo a quel punto? Si sarebbe svegliata? Sarebbe morta?
Dawn aveva sete, fame, era sudata, si sentiva sporca, stanca, tesa. Avrebbe voluto farsi una doccia, infilarsi un pigiama, fare una bella merenda e poi scivolare sotto le coperte e dormire, maledizione!
“Cos’altro dovrei pensare? Che stiamo giocando a un VirtuaGioco?”
“Ti sembra un VirtuaGioco? Hai riflettuto sulle differenze? Che odore senti, qui dentro? Che sapore senti, in bocca? Hai sete? Vorresti bere dell’acqua, respirare aria fresca? Sentiresti tutto questo, in un gioco?”
“Me lo sto chiedendo da quando siamo qui!”
Gli odori e tutte le altre sensazioni fisiche, la fame, il sonno, il dolore, avevano accompagnato la loro esplorazione di quel mondo fin dall’inizio. La domanda che le premeva in gola come un groppo esplose e lei non riuscì a trattenerla.
“Cosa succede se Claire—?”
“Si trasforma?” Michael si passò un mano sul viso. “Non voglio scoprirlo.”

La vecchia fonderia era molto vasta ma Sophie e Aku sapevano già dove andare. Il luogo in cui Chihiro era tenuta prigioniera era segnalato con un punto rosso lampeggiante sulla mappa. Trovarono la ragazzina legata a una conduttura con una vecchia catena arrugginita, alla quale era stato fatto una sorta di nodo da marinaio, in un viluppo abbastanza stretto perché lei non potesse sgusciare dal basso o raggiungere il nodo con le mani. Se anche avesse potuto, non avrebbe avuto la forza per disfare il nodo. Burke l’aveva infettata con il virus γ e lei giaceva con il capo chino e il corpo abbandonato, divorata dalla febbre e dal moltiplicarsi delle cellule virali nel suo corpo, che le sue difese riuscivano solo in parte a contenere. Era questione di tempo, il virus avrebbe prevalso. Chihiro non aveva le risorse necessarie a debellare l’infezione. Le serviva il vaccino.
Aku sciolse il nodo e rimosse la catena. Sorresse il suo corpo quando ricadde in avanti, non più trattenuto dalle spire rugginose. Sollevò la sorella tra le braccia e la portò nella casupola del guardiano, dove l’adagiò con delicatezza sul vecchio materasso e la coprì con il panno che aveva trovato nel baule ai piedi del letto. Scostandole i capelli dal volto, vide che il colletto della camicia dell’uniforme delle scuole medie di Howling Hollow che indossava era aperto e da un lato del collo aveva un bubbone violaceo.
“Sophie, tu sai cosa succede se quel bubbone si ingrossa, si apre e…?”
Le parole gli morirono in gola. Sophie annuì. Sarebbe comparso un occhio e Chihiro avrebbe iniziato la sua trasformazione.
Aku si alzò, con un grugnito di dolore: la benda era zuppa di sangue e il corpo coperto di sudore gelido.
“Sophie, Chihiro ha bisogno del vaccino. Il laboratorio dov’è custodito si trova alla villa. Per arrivarci è necessario scendere nelle fogne e attraversare un tratto non lunghissimo da qui a villa Burke…Ce la puoi fare?”
Sophie sbiancò e scosse la testa. Aku prese un lungo, tremante respiro.
“Non posso lasciare che Chihiro…Chihiro…”
Andò alla porta e si fermò sulla soglia. Guardò Sophie da sopra una spalla.
“Sophie, se quel bubbone dovesse aprirsi…Ti prego, uccidi Chihiro prima che possa trasformarsi!”
Sophie si chiese se ne sarebbe stata capace; ma disse ciò che Aku aveva bisogno di sentirsi dire.
“Non se ne accorgerà nemmeno.”
Aku chinò il capo in un cenno d’assenso e uscì dalla stamberga, lasciando Sophie sola con Chihiro.