Alla scoperta di Mercanteinfiera: con un ospite speciale!

Il conto alla rovescia è ormai iniziato! Mancano pochissimi giorni all’apertura della prossima edizione primaverile di Mercanteinfiera: la mostra internazionale di antiquariato, modernariato, collezionismo e vintage che si terrà dal 25 febbraio al 5 marzo a Parma. Un altro fantastico ed emozionante viaggio indietro nel tempo sta per iniziare: siete tutti invitati! Mille espositori da tutta Europa esporranno, presso i loro stand, oggetti unici, opere d’arte e meravigliosi complementi d’arredo che vi faranno letteralmente perdere la testa. Se siete dei tipi temerari ed amate le emozioni forti: tenetevi pronti! Visitando i vari padiglioni, mi sono innamorato di tantissimi pezzi di arredamento vintage. Molti sono tornati a casa con me. Ho poche certezze nella vita, tranne una: morirò povero ma con una casa piena di oggetti!

Sono convinto che anche voi, visitando Mercanteinfiera o un mercatino d’antiquariato, vi siate soffermati davanti ad un servizio di piatti vintage, o ad un vecchio lampadario, esclamando: “E dire che mia nonna lo aveva… che rabbia! Chissà dove è finito?’’ oppure “Voglio tutto!’’. Non è così? Nei giorni scorsi, sui profili social di Mercanteinfiera, è stato proposto un simpatico gioco. È stato chiesto a tutti noi di scegliere, tra alcune frasi pubblicate su delle simpatiche cartoline, quella più rappresentativa della nostra avventura in fiera. Secondo voi, sono riuscito a sceglierne soltanto una? Ovviamente, no. Sono un eterno indeciso. Tutte mi rappresentano e rispecchiano le emozioni che in ogni edizione rivivo passeggiando tra i vari padiglioni.

Solo chi visita e vive la fiera può capire di cosa io stia parlando. Mercanteinfiera è una grande macchina! Fatta di delicati ingranaggi, di introvabili bulloni e di grandi ruote motrici. Ma lo sapete che anche le macchine hanno un cuore? Il cuore di Mercante sono le persone. Ho conosciuto personalmente chi ogni giorno lavora per portare in scena questo grande spettacolo. Un team affiatato di professionisti con i loro sorrisi, le loro passioni e la voglia di stupire e regalare emozioni sempre nuove.

Ho intervistato, davanti ad una tazza di buon tè servito con deliziosi biscotti ed in eleganti porcellane vintage, un pezzo pulsante di questo cuore: Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera. Ho conosciuto Ilaria proprio durante un’edizione della fiera. Sono rimasto da subito colpito dalla sua grinta, dalla sua tenacia e dalla sua determinazione. Sono per natura curioso e non riesco a tenere la bocca chiusa. Ho una bella faccia tosta e non ho resistito a chiederle un’intervista. Sono, anche, molto fortunato! Lei ha accettato e con un gran sorriso.

Cosa rappresenta, per Ilaria, Mercanteinfiera?

Mercanteinfiera rappresenta un percorso personale e professionale: lavorare ad un evento di questa portata è infatti una sfida che richiede un forte impegno professionale ma anche una dedizione personale. In questi anni dedicati alla progettazione e alla realizzazione dell’evento ho affrontato criticità, sperimentato situazioni, ricevuto riscontri che hanno ampliato non solo le mie conoscenze e le mie competenze, ma soprattutto che mi hanno costretta a mettermi in discussione con continuità e questa è, di fatto, una grandissima opportunità di crescita. Mercanteinfiera è una ricerca continua, un libro affascinante a cui continuare ad aggiungere capitoli; non è soltanto la parte più consistente del mio lavoro ma è anche un banco di prova personale, condiviso naturalmente con i colleghi.’’

Cosa ami di più del tuo lavoro?

“Più aspetti: il primo, quello che continua a sedurmi anche dopo anni, è la possibilità di vedere un’idea, un’intuizione arrivata in modo anche banale a volte trasformarsi in progetto e, da progetto, diventare esposizione. Prendiamo una collaterale: cammini per strada, sfogli una rivista, e ti viene un’idea. Cerchi il partner giusto per realizzarla, per farne contenuto e non solo contenitore e, da quel momento, inizi a farle prendere forma, fino a vederla realizzata, fotografata, ripresa magari in tv. 
 In questo lavoro seguire le tendenze, ‘annusare’ prima le evoluzioni culturali, i ‘luoghi di confine’ tra arti e discipline, ha un peso specifico non trascurabile e questo ti costringe a diventare un osservatore attento, a pensare a strategie differenti per comunicare non solo Mercanteinfiera ma anche nuove iniziative collegate alla manifestazione. Del mio lavoro amo moltissimo la necessità di aggiungere valore e novità ad una serie di aspetti assai consolidati, perché è un meccanismo che ti obbliga ad essere creativo senza perdere mai di vista il rispetto della tradizione che c’è nell’evento e nelle sue radici. Questo lavoro è una ricerca costante: ogni edizione è come progettare un nuovo abito, curare la scelta del colore, del tessuto, realizzarlo, fino a vederlo sfilare in passerella.’’

E nella vita?

“Può sembrare banale ma credo che la qualità della vita sia rappresentata anche e soprattutto dagli affetti e da qualche passione personale: un lavoro come questo richiede molta energia e impegno, quindi diventa necessario avere opportunità di arricchimento emotivo, psicologico, esperienziale e gli affetti lo sono. Mio marito, la mia famiglia di origine, qualche amico/a carissimo, al vertice. Le passioni sono invece i libri, romanzi e saggi, qualche mostra, il cinema, una volta recensivo ora non scrivo più, la fotografia (un tempo scattavo, ora mi limito a contemplare gli scatti altrui). Tempo permettendo, lunghe camminate e pedalate. E i cani, perché gli animali sono un’esperienza eccezionale.’’

Quale tra le ‘’frasi da Mercante’’ ti rappresenta di più?

Faccio l’ultima corsia e poi basta, prometto! Perché lo dico sempre ma, in realtà, mi contraddico consapevolmente perché c’è sempre un motivo per avanzare di un’altra corsia. Non è solo una questione di tempo, è anche una questione di curiosità. Basta un oggetto affascinante o una particolarità promessa da un espositore e…i metri avanzano!’’

Qual è il tuo ‘’ricordo vintage’’ più bello?

“Ero una bambina, dovevo avere circa 5–6 anni, mia nonna, appassionata di oggetti d’epoca, mi ha portata con sé ad una mostra-mercato. C’era in esposizione un letto a baldacchino enorme: mi sono tuffata sopra urlando ‘nonna me lo compri?’. Era un’edizione lontanissima di Mercanteinfiera. 
 In generale collego l’espressione ricordo vintage a qualche oggetto che si collega a momenti chiave della mia vita e che conservo anche se non ne faccio più uso: il primo walkman con relative cuffie, una gonna gialla estiva con i tasconi, ma, sopra tutti, la prima bicicletta. Rossa con sedile in pelle chiara. E’ ancora nella cantina dei miei genitori.’’

Un buon motivo per visitare Mercanteinfiera?

“Perché è un’esperienza mai uguale a se stessa, sempre in divenire. Anche gli espositori storici hanno continuamente nuovi spunti, nuove proposte commerciali: è un viaggio nelle mode, negli stili, nelle declinazioni del collezionismo, con un’attenzione però anche all’interdisciplinarietà delle arti, a sinergie nuove con realtà di spessore culturale. Mercanteinfiera è un’esperienza per gli occhi ma anche per la mente, per il gusto più in generale. E’ un luogo pieno di curiosità, di storia, di spunti per creativi, architetti, progettisti, designer: dall’estero soprattutto sono numerosissimi coloro che vengono a Mercante alla ricerca di questi elementi che difficilmente si colgono tutti insieme all’interno di un unico evento.’’

Ilaria, è stata una piacevole scoperta. È sempre bello conoscere persone che hanno fatto delle proprie passioni il loro lavoro e la loro vita. Un altro fantastico viaggio indietro nel tempo sta per iniziare. Si sta per aprire il sipario dell’edizione primaverile di Mercanteinfiera. Tutti gli attori si stanno preparando. La mia valigia è pronta, e la vostra? Questa volta non si accettano scuse. Siete pronti a godervi lo spettacolo?

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