Backstage: la storia di Mercanteinfiera

In questi anni vi ho raccontato tantissime storie. Racconti in cui la realtà e la nostra immaginazione si rincorrono facendo spazio ai ricordi del passato. La nascita del denim, delle maestranze del Teatro Regio di Parma e del Galateo sono solo alcuni dei viaggi indietro nel tempo che abbiamo fatto insieme. Oggi, però, sono sicuro di raccontarvi una storia ancora più emozionante. Ve lo siete mai chiesto come è nato Mercanteinfiera?

Mercanteinfiera nasce nel 1981 da un’idea di Stefano Spagnoli, pittore e artista parmigiano, con l’edizione autunnale in una struttura ubicata presso il Parco Ducale di Parma, nel cuore della città. Questa manifestazione aveva l’obiettivo di permettere ad un pubblico ampio di avvicinarsi al mercato dell’antiquariato. Dopo 24 anni, dato il successo dell’evento, Mercanteinfiera inizia ad annoverare anche una seconda edizione primaverile.

Sono passati tantissimi anni e le evoluzioni sono state moltissime. Pensate, in origine gli espositori erano circa 80. Oggi sono diventati più di 1000 per edizione: un risultato clamoroso!

Il team di Mercanteinfiera, però, non ama dormire sugli allori. Circa 7 anni fa, infatti, ha deciso di aprirsi a nuove proposte espositive, a contenuti inediti e mostre collaterali organizzate anche in collaborazione con importanti realtà museali e non. Ha iniziato ad avvicinarsi al mondo dei buyer esteri, europei ed extraeuropei, accettando tutti i rischi imprenditoriali dati da tempi economici non facilissimi. È stato un atto di grande coraggio che ha portato i suoi risultati sia in termini di buyer che in termini di visitatori. Bisogna saper osare, sempre!

Mercanteinfiera è diventato, così, un grande contenitore di idee e suggestioni, una grande operazione miscellanea tra arredo, oggettistica, antiquariato e modernariato.

Voglio andare oltre e farvi conoscere l’anima che si nasconde dietro le quinte di questa ‘grande macchina in continua evoluzione’. Ho intervistato, per voi, due ragazzi carismatici e pieni di energia che, edizione dopo edizione, guidati dalla temeraria Ilaria Dazzi, hanno portato e portano avanti questo percorso di trasformazione. Parlo di Alice Saccani, Marketing Assistant Fiere Antiquariali, e Iacopo Nicoli, International Incoming Activities.

In un’inedita intervista doppia, ci parlano dei loro sogni, dei progetti nel cassetto e di qualche episodio inedito di Mercantenfiera. La prossima edizione inizierà il 3 marzo a Parma. Manca davvero pochissimo!

Cosa significa per te ‘Mercanteinfiera’?

Alice: Una stimolante ed arricchente esperienza lavorativa, un evento che scopro ed imparo a conoscere ancora oggi, giorno per giorno, edizione dopo edizione. Una fiera apparentemente sempre uguale a sé stessa, in realtà estremamente dinamica. 
 
Iacopo: Mercanteinfiera è una dimensione a parte: quel crocevia in cui si incontrano professionisti e curiosi, Sacro e Profano, una vera e propria città-mercato-mostra. 
 Più che una Manifestazione è
manifestazione d’interesse verso tutto ciò che è Arte nelle varie espressioni, siano esse di natura commerciale che di ricerca.

Un ‘dietro le quinte’ di Mercanteinfiera…

Alice: Insieme ad Ilaria Dazzi, Brand Manager e Responsabile Marketing di Mercanteinfiera, ci occupiamo anche dell’ideazione e promozione delle mostre collaterali. Adoro vedere una mostra prendere vita, quindi tutta la fase preliminare di contatto e incontro con il curatore, la progettazione dello spazio espositivo insieme all’ufficio tecnico, lo scambio di idee e il confronto costruttivo: anche se non sempre democratico e pacifico! Questo è il vero dietro le quinte di un allestimento che i visitatori vedono fatto e finito, che a noi però comporta lunghe riunioni, battibecchi, perdite di pazienza ma anche grandi soddisfazioni.

Iacopo: Tutti quanti vediamo sempre la punta dell’iceberg nonostante ci si sforzi di andare oltre. Dopo diversi anni su Mercanteinfiera mi impressiona ancora vedere come la maggior parte delle collaborazioni “importanti” siano nate dalla semplice volontà di poche persone, Ilaria Dazzi su tutte, armate esclusivamente di buone intenzioni e di una visione ben precisa. Sembrerà una sciocchezza ma “imprese” come queste mi hanno fatto capire che spesso “volere è potere”.

Una delle cose da non perdere della prossima edizione…

Alice: Negli ultimi anni Mercanteinfiera si è distinta per la sua apertura alle arti intese in senso lato, in perfetta sintonia con i pezzi unici di antiquariato, modernariato e vintage esposti. Ricordiamo, per esempio, che in occasione dell’edizione autunnale 2017 Mercanteinfiera ha ospitato una sezione speciale di MIA Photo Fair, l’importantissima fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento. Anche per questa edizione Mercanteinfiera ha deciso di mettersi in gioco ed ospitare la prima edizione di Illustratore, un’esposizione curata da talentuosi artisti militanti nello straordinario circuito dell’illustrazione indipendente. Insomma, un dialogo da non perdere!

Iacopo: Senza ombra di dubbio la mostra collaterale Illustratore, frutto dell’incontro fra le compagne di viaggio Ilaria e Alice ed Alessandro Canu. 
 Sarà una valvola di sfogo e di rivincita per tutte quelle realtà indipendenti, finalmente sdoganate dai rispettivi contesti di provenienza ed unite sotto un unico tetto.

Il tuo ricordo più bello di Mercanteinfiera

Alice: Uno degli aspetti straordinari di questo lavoro è che ti permette di stringere la mano a persone che non mi sarei mai immaginata nemmeno di incontrare. Ad esempio, proprio all’inaugurazione della mostra organizzata in occasione del Mercanteinfiera Off 2016, ho avuto l’onore di conoscere due veri e propri miti della fotografia internazionale: Sarah Moon e Giovanni Gastel. Avevo le mani sudate e la voce tremante, ma rimarrà un’emozione che porterò sempre nel cuore.

Iacopo: Più che ricordi si tratta di momenti che si ripetono ad ogni edizione. Sono quegli istanti che anticipano l’apertura del déballage: vedere tutte quelle persone camminare in maniera spedita, se non correre, per potersi aggiudicare per primi i pezzi migliori mi ha sempre reso perfettamente l’idea del perché lo stiamo facendo. Ancora di più mi emoziono ogni volta nel vedere il coinvolgimento da parte di chi si ferma ad apprezzare le Mostre Collaterali, perché sono convinto che educare significhi entrare in comunione con gli altri e non solo fornire gli strumenti giusti.

Come immagini Mercanteinfiera tra qualche anno?

Alice: Arricchita in contenuti e spazi espositivi, una garanzia per chi è alla ricerca dell’unicità, un contesto sempre più a misura del visitatore. Non vorrei essere di parte ma direi che siamo già sulla buona strada! :)

Iacopo: Più che come me la immagino è come mi piacerebbe vederla: sempre più legata a doppio filo con l’Arte e l’attualità, proiettata oltre l’antiquariato, oltre il vintage, oltre la dimensione stessa di Fiera. Citando i Bluvertigo… “esiste tutto ciò che io non riesco ancora a immaginare”.

Un consiglio per tutti i visitatori della prossima edizione

Alice: Da Mercanteinfiera si esce sempre impoveriti nel portafoglio ma arricchiti e gratificati nello spirito: cercate la ‘vostra’ suggestione, il ‘vostro’ pezzo unico… fateli vostri e portateli a casa con voi. Mi raccomando, scarpe comode!

Iacopo: Il mio consiglio è, e sarà, sempre lo stesso: siate curiosi, lasciate che questa curiosità vi guidi sino a farvi perdere nei corridoi di quella che a mio avviso è la Fiera più bella d’Italia.