Ritagli di storia da indossare: Blu di Genova

Amato ed indossato da tutti, universale e sempre di tendenza, c’è un tessuto che è ormai diventato un must have nel guardaroba di ognuno di noi: il denim. Un successo, dalle origini tutte italiane, che ha varcato i confini nazionali sino a diventare leggenda.

Pensate, nel XV secolo la città francese di Nimes era in concorrenza con la città di Chieri, in Piemonte, per la produzione di un tipo di fustagno di colore blu. Questa tela veniva esportata attraverso il porto di Genova e veniva usata come imballo per le merci in partenza e per produrre le sacche da vele per le navi. Si ritiene, infatti, che il termine blue-jeans tragga la sua origine dalle parole blu di Genova, o meglio dal francese bleu de Genes.

In seguito alle frequenti carestie dal XIII secolo e grazie all’aumento delle aree destinate alla coltivazione, il cotone divenne di facile reperibilità e più economico rispetto alla lana. Per questo motivo l’introduzione dei fustagni, tessuti con trama in cotone ed orditura in lana o canapa, resistente e robusta, venne utilizzata come primo materiale nella produzione dei ‘calzoni dei marinai’ e degli abiti da lavoro di quel periodo.

Fotografia storica Camalli del Porto — Bartolomeo Pagano

Quando si pensa al denim, la prima cosa che viene in mente è il suo colore. Sapete che questa tela veniva inizialmente tinta con le foglie di guado? Questo trattamento, sebbene efficace, conferiva una colorazione poco brillante ed intensa. Fu l’utilizzo del colore indaco, invece, a conferire al denim il suo colore attuale. La tintura del filo di ordito con questo colore, nonostante i notevoli costi di impiego e le difficoltà di approvvigionamento, assicurava alla tela un caratteristico, e mai regolare, colore blu. La resistenza alla luce e allo sfregamento furono solo alcune delle caratteristiche che fecero la fortuna dell’utilizzo di questo colore.

Sono passati tantissimi anni e le tecniche di trattamento e lavorazione di questo tessuto si sono evolute, tanto da fare diventare il denim conosciuto in tutto il mondo, soprattutto, per i famosissimi blue jeans, brevettati nel 1874 da Levi Strauss.

Dive di Hollywood e ‘celebrities’ americane li hanno indossati durante importanti set cinematografici consacrandoli come uno dei capi cult del momento. Nel 1937 apparì per la prima volta sulle pagine di Vogue: il denim entra, così, nella storia della moda!

Mercanteinfiera, in collaborazione con il Museo Didattico della Seta di Como e Palazzo Reale di Genova, ha voluto rendere omaggio a questo ‘nobile’ tessuto. Durante la prossima edizione, dal 3 all’11 marzo a Parma, potrete visitare “Blu di Genova”.

In una suggestiva ambientazione, che richiamerà nei colori e nelle forme la tela del denim, rivivrete attraverso una serie di suggestioni, e piccoli utensili, un viaggio a ritroso nel tempo, dai primi documenti medioevali sino ai pantaloni in jeans di Giuseppe Garibaldi.

Un’antica pirola in rame che veniva utilizzata per tingere i tessuti, pani tintori di indaco e guado, preziosi erbari del XVIII secolo che raccontano per immagini le essenze tintoree, antichi oggetti di uso comune o di alta moda in Jeans saranno alcuni degli elementi che faranno da cornice ad una mostra che vi permetterà di scoprire le origini di un tessuto che ha rivoluzionato il modo di vivere di ognuno di noi. Cambiano le mode, cambiamo i tempi ma il denim ha resistito a tutto!