Va ora in onda… ‘E i teleromanzi stanno a guardare’

Era il lontano 1954 quando, dagli studi Rai di Torino, andarono in onda le prime trasmissioni televisive. Il televisore fece la sua apparizione all’interno delle nostre abitazioni. Ci sono voluti circa vent’anni perché questo oggetto si diffondesse in tutta Italia e ce ne fosse uno per ogni famiglia.

La “prima televisione italiana” nasceva come strumento di informazione e di educazione. I programmi di intrattenimento, infatti, avevano un piccolissimo ruolo nel palinsesto televisivo. Tutto era in bianco e nero, il canale era soltanto uno e l’offerta televisiva molto limitata.

È agli inizi degli anni’70, con l’arrivo del colore e di più canali, che si può parlare di un vero e proprio ‘boomdella TV italiana.

Terrore sulla città

Pensate, quelle che oggi definiamo fiction, una volta si chiamavano sceneggiati televisivi. Raccontavano storie tratte da romanzi molto famosi. I grandi autori, infatti, si ispiravano a produzioni letterarie non solo italiane ma anche straniere. Se vi capita di rivedere, in televisione, alcuni degli sceneggiati in bianco e nero trasmessi in quegli anni, vi accorgerete che erano dei veri capolavori teatrali. Erano adattati, in maniera scrupolosa, allo schermo televisivo ed erano capaci di far emozionare, educare e far battere il cuore anche al più ‘duro’ dei telespettatori. Il cast? Solo gli attori più talentuosi di quel tempo.

Ricordate ‘La cittadella’? O le avventure di David Copperfield, o i drammi di E le stelle stanno a guardare?

Oltre ad essere tutti dei grandi capolavori, hanno un unico comune denominatore: l’autore Anton Giulio Majano. Il nome di Majano ha un significato importante e molto profondo per chi ha vissuto, come telespettatore, la grande stagione della televisione italiana degli anni ’60 e ’70. Ha firmato alcune delle più grandi produzioni di quel periodo.

È stato capace di destreggiarsi con grande abilità nei vari snodi e momenti della storia. È stato lui stesso un personaggio al crocevia dei tempi creando potenti raccordi tra il passato e il presente. Ha reinventato il Medioevo della Freccia nera e il Settecento britannico del Signore di Ballantrae. Ha scavato nella psicologia dei suoi personaggi, svelandone le più intime pulsioni, rendendoli reali e abbattendo, così, il confine tra finzione e realtà. Un uomo che ha segnato la storia della televisione e del cinema italiano.

Mercanteinfiera non poteva non omaggiare questo grande artista italiano. Come? Con un’interessantissima mostra dedicata al re dei teleromanzi. L’esposizione sarà a cura Mario Gerosa, studioso di cinema e di televisione, autore del libro “Anton Giulio Majano. Il regista dei due mondi” (Falsopiano, Alessandria, 2016).

La Rivale

Attraverso manifesti, locandine e fotobuste che evocano le scene più famose dei suoi film, da Vento d’Africa fino ai Fratelli corsi, avrete la possibilità di ripercorrere la carriera cinematografica di Anton Giulio Majano (Chieti, 1909-Marino, 1994) presentato nella veste di regista.

L’esposizione comprenderà anche numerose riviste d’epoca, dai giornali degli anni ’30 e ’40 (Excelsior, Cinema, La Lettura) su cui Majano esordì come scrittore e critico cinematografico, fino ai numeri di riviste dedicate al mondo della televisione con interviste al regista.

Signore e Signori, dal 3 all’11 marzo andrà in onda, sul canale di Mercanteinfiera, ‘E i teleromanzi stanno a guardare’ per la regia di Mario Gerosa. Lo spettacolo è consigliato ad un pubblico di ogni età capace ancora di emozionarsi e sognare ad occhi aperti. Buona visione.